Il tema della casa, e piàƒ¹ in generale dellࢠabitare, àƒ¨ argomento tornato al centro del dibattito sociale piàƒ¹ di quanto non sia avvenuto in campo tecnico?architettonico. Sono infatti abbastanza evidenti i limiti delle proposte che nel recente passato sono state, di norma, elaborate nelle nostre cittàƒ , proposte molto spesso incapaci di tener conto delle molteplici dimensioni che lࢠevoluzione dei costumi e della struttura urbana e sociale ha indotto anche nella sfera della residenza e che sono legate a mutate condizioni lavorative, alla diversitàƒ di cultura e di religione di nuovi gruppi etnici insediati, alla struttura dei nuclei familiari (ove ancora esistano) ed a molti altri fattori; cambiate le esigenze, un tempo composte nella struttura della famiglia, sono cambiati desideri e richieste mentre lࢠapparato normativo àƒ¨ rimasto strutturato su modelli sociali ed economici superati. Il tema dunque assume, oggi piàƒ¹ che mai, connotazioni con forti relazioni fra problematiche funzionali, tecnologiche e simboliche. Stimolata da queste osservazioni generali, la ricerca si àƒ¨ mossa partendo da unࢠanalisi di casi realizzati nel periodo storico in cui si àƒ¨ esaurita, in Italia, lࢠemergenza abitativa post?bellica, nellࢠintento di riconsiderare lࢠapproccio vitale che era stato messo in campo in quella drammatica circostanza, ma giàƒ consapevole che lo sviluppo che avrebbe poi avuto sarebbe stato molto piàƒ¹ circoscritto. La tesi infatti, dopo aver osservato rapidamente la consistenza tipologica ed architettonica di quegli interventi, per trarne suggestioni capaci di suggerire un credibile e nuovo prototipo da indagare, attraverso unࢠanalisi comparativa sugli strumenti oggi disponibili per la comunicazione e gestione del progetto, si àƒ¨ soffermata sulla potenzialitàƒ delle nuove tecnologie dell'informazione (IT). Non si puàƒ² infatti non osservare che esse hanno modificato non solo il modo di vivere, di lavorare, di produrre documenti e di scambiare informazioni, ma anche quello di controllare il processo di progetto. Il fenomeno àƒ¨ tuttora in corso ma àƒ¨ del tutto evidente che anche l'attivitàƒ progettuale, seppure in un settore quale àƒ¨ quello dell'industria edilizia, caratterizzato da una notevole inerzia al cambiamento e restio all'innovazione, grazie alle nuove tecnologie ha conosciuto profonde trasformazioni (giàƒ iniziate con lࢠavvento del CAD) che hanno accelerato il progressivo mutamento delle procedure di rappresentazione e documentazione digitale del progetto. Su questo tema quindi si àƒ¨ concentrata la ricerca e la sperimentazione, valutando che l'ࢠarchivio di progetto integratoࢠ, (ovvero IPDB ? Integrated Project Database) àƒ¨, probabilmente, destinato a sostituire il concetto di CAD (utilizzato fino ad ora per il settore edilizio ed inteso quale strumento di elaborazione digitale, principalmente grafica ma non solo). Si àƒ¨ esplorata quindi, in una prima esperienza di progetto, la potenzialitàƒ e le caratteristiche del BIM (Building Information Model) per verificare se esso si dimostra realmente capace di formulare un archivio informativo, di sostegno al progetto per tutto il ciclo di vita del fabbricato, ed in grado di definirne il modello tridimensionale virtuale a partire dai suoi componenti ed a collezionare informazioni delle geometrie, delle caratteristiche fisiche dei materiali, della stima dei costi di costruzione, delle valutazioni sulle performance di materiali e componenti, delle scadenze manutentive, delle informazioni relative a contratti e procedure di appalto. La ricerca analizza la strutturazione del progetto di un edificio residenziale e presenta una costruzione teorica di modello finalizzata alla comunicazione e gestione della pianificazione, aperta a tutti i soggetti coinvolti nel processo edilizio e basata sulle potenzialitàƒ dellࢠapproccio parametrico.
Evoluzione del progetto casa: un modello di rappresentazione
2008
Abstract
Il tema della casa, e piàƒ¹ in generale dellࢠabitare, àƒ¨ argomento tornato al centro del dibattito sociale piàƒ¹ di quanto non sia avvenuto in campo tecnico?architettonico. Sono infatti abbastanza evidenti i limiti delle proposte che nel recente passato sono state, di norma, elaborate nelle nostre cittàƒ , proposte molto spesso incapaci di tener conto delle molteplici dimensioni che lࢠevoluzione dei costumi e della struttura urbana e sociale ha indotto anche nella sfera della residenza e che sono legate a mutate condizioni lavorative, alla diversitàƒ di cultura e di religione di nuovi gruppi etnici insediati, alla struttura dei nuclei familiari (ove ancora esistano) ed a molti altri fattori; cambiate le esigenze, un tempo composte nella struttura della famiglia, sono cambiati desideri e richieste mentre lࢠapparato normativo àƒ¨ rimasto strutturato su modelli sociali ed economici superati. Il tema dunque assume, oggi piàƒ¹ che mai, connotazioni con forti relazioni fra problematiche funzionali, tecnologiche e simboliche. Stimolata da queste osservazioni generali, la ricerca si àƒ¨ mossa partendo da unࢠanalisi di casi realizzati nel periodo storico in cui si àƒ¨ esaurita, in Italia, lࢠemergenza abitativa post?bellica, nellࢠintento di riconsiderare lࢠapproccio vitale che era stato messo in campo in quella drammatica circostanza, ma giàƒ consapevole che lo sviluppo che avrebbe poi avuto sarebbe stato molto piàƒ¹ circoscritto. La tesi infatti, dopo aver osservato rapidamente la consistenza tipologica ed architettonica di quegli interventi, per trarne suggestioni capaci di suggerire un credibile e nuovo prototipo da indagare, attraverso unࢠanalisi comparativa sugli strumenti oggi disponibili per la comunicazione e gestione del progetto, si àƒ¨ soffermata sulla potenzialitàƒ delle nuove tecnologie dell'informazione (IT). Non si puàƒ² infatti non osservare che esse hanno modificato non solo il modo di vivere, di lavorare, di produrre documenti e di scambiare informazioni, ma anche quello di controllare il processo di progetto. Il fenomeno àƒ¨ tuttora in corso ma àƒ¨ del tutto evidente che anche l'attivitàƒ progettuale, seppure in un settore quale àƒ¨ quello dell'industria edilizia, caratterizzato da una notevole inerzia al cambiamento e restio all'innovazione, grazie alle nuove tecnologie ha conosciuto profonde trasformazioni (giàƒ iniziate con lࢠavvento del CAD) che hanno accelerato il progressivo mutamento delle procedure di rappresentazione e documentazione digitale del progetto. Su questo tema quindi si àƒ¨ concentrata la ricerca e la sperimentazione, valutando che l'ࢠarchivio di progetto integratoࢠ, (ovvero IPDB ? Integrated Project Database) àƒ¨, probabilmente, destinato a sostituire il concetto di CAD (utilizzato fino ad ora per il settore edilizio ed inteso quale strumento di elaborazione digitale, principalmente grafica ma non solo). Si àƒ¨ esplorata quindi, in una prima esperienza di progetto, la potenzialitàƒ e le caratteristiche del BIM (Building Information Model) per verificare se esso si dimostra realmente capace di formulare un archivio informativo, di sostegno al progetto per tutto il ciclo di vita del fabbricato, ed in grado di definirne il modello tridimensionale virtuale a partire dai suoi componenti ed a collezionare informazioni delle geometrie, delle caratteristiche fisiche dei materiali, della stima dei costi di costruzione, delle valutazioni sulle performance di materiali e componenti, delle scadenze manutentive, delle informazioni relative a contratti e procedure di appalto. La ricerca analizza la strutturazione del progetto di un edificio residenziale e presenta una costruzione teorica di modello finalizzata alla comunicazione e gestione della pianificazione, aperta a tutti i soggetti coinvolti nel processo edilizio e basata sulle potenzialitàƒ dellࢠapproccio parametrico.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/347097
URN:NBN:IT:BNCF-347097