To examine the fragmentation of the reception system for asylum seekers and beneficiaries of international protection in Italy, this study draws on an ethnographic investigation in the Turin context, exploring how the system actually “works” in the daily practices of frontline workers and in the relationships between public institutions and the Third Sector. By situating the analysis within its institutional, legal, and socio-economic context, the study considers both the extraordinary reception circuit (CAS) and the ordinary one (SAI, formerly SPRAR), bringing to light a dual, fragmented structure that is difficult to govern. To make this complexity intelligible, the study employs Karl Weick’s concepts of loose coupling and sensemaking, supported by two key metaphors. The “Hydra” represents the system’s multiple “heads”: a decentralized and polymorphic apparatus that resists linearity without escaping control. The “tug of war,” instead, illustrates the ongoing tensions and negotiations between the public sphere and the Third Sector in defining priorities, meanings, and practices within the reception system. The study shows how reception is sustained by a structurally asymmetric yet functional relationship, shaped by discretionary margins and relational practices. This configuration, however, generates a double paradoxical injunction: on the one hand, Third Sector organizations must respond to imperatives of efficiency, administrative compliance, and contractual management; on the other hand, they are expected to embody a social mission grounded in hospitality, proximity, and relationship-building. Within organizations, sensemaking processes reveal different strategies: a collaborative approach that goes beyond operational tasks and enters the political realm; a selective approach that focuses action on what is feasible; and defensive strategies that manage the complexity of social work through distancing or micro-resistance, while still preserving individual agency. From this perspective, the asylum system emerges as a field of constant negotiation between norms and practices, control and autonomy, where public and private social actors cooperate, conflict, and adapt within an unstable yet functional balance. The Hydra, in this sense, is not only a metaphor for a chaotic or fragmented system: it represents a State that disperses itself without dissolving, multiplying the points of execution (the “heads”) while maintaining control through regulatory, contractual, and evaluative tools. Loose coupling can therefore also be interpreted as a technology of governance, enabling the State to be simultaneously omnipresent in its norms and absent in its relationships.

Per osservare la frammentazione del sistema di accoglienza per richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale in Italia, questo studio si è basato su un’indagine etnografica nel contesto torinese, esplorando come il sistema “funziona” nella pratica quotidiana degli operatori e nelle relazioni tra attori pubblici e Terzo settore. Inserendo l’analisi in un contesto istituzionale, giuridico e socio-economico, lo studio considera sia il circuito di accoglienza straordinaria (CAS) sia quello ordinario (SAI, ex-SPRAR), mettendo in luce una struttura duale, frammentata e complessa da governare. Per rendere comprensibile questa complessità, lo studio utilizza i concetti di loose coupling e sensemaking di Karl Weick, integrati da due metafore chiave. L’ “Idra” rappresenta le molteplici "teste" del sistema: un apparato decentralizzato e poliforme, che sfugge alla linearità ma senza sfuggire al controllo. Il “tiro alla fune” illustra invece le tensioni e le negoziazioni continue tra sfera pubblica e Terzo settore nella definizione di priorità, significati e pratiche dell’accoglienza. Lo studio mostra come l’accoglienza si regga su una relazione strutturalmente asimmetrica ma funzionale, fatta di margini discrezionali e pratiche relazionali. In ogni caso, questa configurazione genera una doppia ingiunzione paradossale: da un lato, le organizzazioni del Terzo settore devono rispondere a imperativi di efficienza, conformità amministrativa e gestione contrattuale; dall’altro, sono chiamate a incarnare una missione sociale centrata sull’accoglienza, la prossimità e la costruzione di legami. All’interno delle organizzazioni, i processi di sensemaking rivelano strategie differenti: un approccio collaborativo, che va oltre il piano operativo fino a sfociare in dimensioni politiche; un approccio selettivo, che concentra l’azione su ciò che è realizzabile; e forme difensive, che gestiscono la complessità del lavoro sociale attraverso distanziamento o micro-resistenze, pur mantenendo un’azione individuale. In questa prospettiva, il sistema-asilo emerge come un terreno di negoziazione costante tra norme e pratiche, controllo e autonomia, dove pubblico e privato sociale cooperano, confliggono e si adattano in un equilibrio instabile ma funzionale. L’Idra, in questo senso, non è solo la metafora di un sistema caotico o frammentato: rappresenta uno Stato che si disperde senza dissolversi, moltiplicando i punti di esecuzione (le “teste”) pur mantenendo il controllo tramite strumenti normativi, contrattuali e valutativi. Il loose coupling può così essere interpretato anche come una tecnologia di governo, che permette allo Stato di essere al tempo stesso onnipresente nelle norme e assente nelle relazioni.

TRA LE TESTE DI IDRA. IL 'LOOSE COUPLING' COME PROCESSO DELL'ORGANIZZARE NEL SISTEMA ASILO DI RICHIEDENTI E TITOLARI DI PROTEZIONE

Pagliuca, Chiara
2025

Abstract

To examine the fragmentation of the reception system for asylum seekers and beneficiaries of international protection in Italy, this study draws on an ethnographic investigation in the Turin context, exploring how the system actually “works” in the daily practices of frontline workers and in the relationships between public institutions and the Third Sector. By situating the analysis within its institutional, legal, and socio-economic context, the study considers both the extraordinary reception circuit (CAS) and the ordinary one (SAI, formerly SPRAR), bringing to light a dual, fragmented structure that is difficult to govern. To make this complexity intelligible, the study employs Karl Weick’s concepts of loose coupling and sensemaking, supported by two key metaphors. The “Hydra” represents the system’s multiple “heads”: a decentralized and polymorphic apparatus that resists linearity without escaping control. The “tug of war,” instead, illustrates the ongoing tensions and negotiations between the public sphere and the Third Sector in defining priorities, meanings, and practices within the reception system. The study shows how reception is sustained by a structurally asymmetric yet functional relationship, shaped by discretionary margins and relational practices. This configuration, however, generates a double paradoxical injunction: on the one hand, Third Sector organizations must respond to imperatives of efficiency, administrative compliance, and contractual management; on the other hand, they are expected to embody a social mission grounded in hospitality, proximity, and relationship-building. Within organizations, sensemaking processes reveal different strategies: a collaborative approach that goes beyond operational tasks and enters the political realm; a selective approach that focuses action on what is feasible; and defensive strategies that manage the complexity of social work through distancing or micro-resistance, while still preserving individual agency. From this perspective, the asylum system emerges as a field of constant negotiation between norms and practices, control and autonomy, where public and private social actors cooperate, conflict, and adapt within an unstable yet functional balance. The Hydra, in this sense, is not only a metaphor for a chaotic or fragmented system: it represents a State that disperses itself without dissolving, multiplying the points of execution (the “heads”) while maintaining control through regulatory, contractual, and evaluative tools. Loose coupling can therefore also be interpreted as a technology of governance, enabling the State to be simultaneously omnipresent in its norms and absent in its relationships.
9-dic-2025
Italiano
Per osservare la frammentazione del sistema di accoglienza per richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale in Italia, questo studio si è basato su un’indagine etnografica nel contesto torinese, esplorando come il sistema “funziona” nella pratica quotidiana degli operatori e nelle relazioni tra attori pubblici e Terzo settore. Inserendo l’analisi in un contesto istituzionale, giuridico e socio-economico, lo studio considera sia il circuito di accoglienza straordinaria (CAS) sia quello ordinario (SAI, ex-SPRAR), mettendo in luce una struttura duale, frammentata e complessa da governare. Per rendere comprensibile questa complessità, lo studio utilizza i concetti di loose coupling e sensemaking di Karl Weick, integrati da due metafore chiave. L’ “Idra” rappresenta le molteplici "teste" del sistema: un apparato decentralizzato e poliforme, che sfugge alla linearità ma senza sfuggire al controllo. Il “tiro alla fune” illustra invece le tensioni e le negoziazioni continue tra sfera pubblica e Terzo settore nella definizione di priorità, significati e pratiche dell’accoglienza. Lo studio mostra come l’accoglienza si regga su una relazione strutturalmente asimmetrica ma funzionale, fatta di margini discrezionali e pratiche relazionali. In ogni caso, questa configurazione genera una doppia ingiunzione paradossale: da un lato, le organizzazioni del Terzo settore devono rispondere a imperativi di efficienza, conformità amministrativa e gestione contrattuale; dall’altro, sono chiamate a incarnare una missione sociale centrata sull’accoglienza, la prossimità e la costruzione di legami. All’interno delle organizzazioni, i processi di sensemaking rivelano strategie differenti: un approccio collaborativo, che va oltre il piano operativo fino a sfociare in dimensioni politiche; un approccio selettivo, che concentra l’azione su ciò che è realizzabile; e forme difensive, che gestiscono la complessità del lavoro sociale attraverso distanziamento o micro-resistenze, pur mantenendo un’azione individuale. In questa prospettiva, il sistema-asilo emerge come un terreno di negoziazione costante tra norme e pratiche, controllo e autonomia, dove pubblico e privato sociale cooperano, confliggono e si adattano in un equilibrio instabile ma funzionale. L’Idra, in questo senso, non è solo la metafora di un sistema caotico o frammentato: rappresenta uno Stato che si disperde senza dissolversi, moltiplicando i punti di esecuzione (le “teste”) pur mantenendo il controllo tramite strumenti normativi, contrattuali e valutativi. Il loose coupling può così essere interpretato anche come una tecnologia di governo, che permette allo Stato di essere al tempo stesso onnipresente nelle norme e assente nelle relazioni.
asilo, rifugiati, accoglienza, pubblico–privato, frammentazione, terzo settore
Monaci, Massimiliano
Caselli, Marco
Università Cattolica del Sacro Cuore
MILANO
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/353326
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNICATT-353326