Durante l’ultimo decennio del XVII secolo, il Mezzogiorno fu colpito da una drammatica sequenza di disastri: peste, terremoti ed eruzioni vesuviane minacciarono di trascinare il Regno di Napoli in una pericolosa spirale di crisi convergenti. In particolare, l’arrivo della peste del 1691 accentuò significativamente le difficoltà preesistenti, inasprendo il malcontento sociale e le critiche rivolte alle autorità. L’infodemia, insieme all’epidemia, divenne uno dei problemi principali per i governanti, costringendoli a elaborare strategie comunicative ponderate per contenere, da un lato, il dilagare di voci e illazioni di ogni tipo e, dall’altro, i tentativi della Chiesa di Roma di orientare la società e la vita politica meridionale – e in un senso più ampio le scelte della monarchia spagnola – presentando le catastrofi come manifestazioni della collera divina. I disastri assunsero dunque il ruolo di eventi catalizzatori, in grado di coinvolgere ampi strati della società napoletana e, al contempo, di alimentare i timori dei ceti dirigenti iberici, sempre più consapevoli dell’inesorabile indebolimento del potere della Monarquía.
La peste, il terremoto e l’ira divina. Politiche comunicative e mondo dell’informazione nella Napoli di fine Seicento
DE PRISCO, ENRICO
2025
Abstract
Durante l’ultimo decennio del XVII secolo, il Mezzogiorno fu colpito da una drammatica sequenza di disastri: peste, terremoti ed eruzioni vesuviane minacciarono di trascinare il Regno di Napoli in una pericolosa spirale di crisi convergenti. In particolare, l’arrivo della peste del 1691 accentuò significativamente le difficoltà preesistenti, inasprendo il malcontento sociale e le critiche rivolte alle autorità. L’infodemia, insieme all’epidemia, divenne uno dei problemi principali per i governanti, costringendoli a elaborare strategie comunicative ponderate per contenere, da un lato, il dilagare di voci e illazioni di ogni tipo e, dall’altro, i tentativi della Chiesa di Roma di orientare la società e la vita politica meridionale – e in un senso più ampio le scelte della monarchia spagnola – presentando le catastrofi come manifestazioni della collera divina. I disastri assunsero dunque il ruolo di eventi catalizzatori, in grado di coinvolgere ampi strati della società napoletana e, al contempo, di alimentare i timori dei ceti dirigenti iberici, sempre più consapevoli dell’inesorabile indebolimento del potere della Monarquía.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/353595
URN:NBN:IT:UNIPI-353595