La tesi esamina il ruolo dell’infanzia e dell’adolescenza nei processi politici e rivoluzionari del Lungo Quarantotto italiano (1846-1850), dimostrando come i minori abbiano rappresentato non solo un elemento simbolico della narrazione patriottica, ma anche attori reali della mobilitazione insurrezionale e militare. Attraverso un ampio corpus di fonti – archivistiche, giornalistiche, letterarie, iconografiche e visuali – e un approccio comparativo che integra storia sociale e storia culturale della politica, il lavoro ricostruisce forme, linguaggi e rappresentazioni dell’engagement minorile in età rivoluzionaria. I cinque capitoli analizzano: le prime esperienze di partecipazione politica giovanile nelle rivoluzioni americana e francese e la costruzione mitografica di Balilla; il coinvolgimento di bambini e adolescenti nelle insurrezioni del 1848 nelle principali città italiane, anche attraverso la cultura visuale; la formazione dei battaglioni giovanili e i processi di socializzazione militare; le declinazioni plurali dell’impegno minorile, comprese quelle monarchiche e controrivoluzionarie; e infine le rappresentazioni simboliche dei giovani eroi e martiri che popolarono l’immaginario politico ottocentesco. In conclusione, la tesi evidenzia come nel Lungo Quarantotto i minori non furono semplicemente vittime o figure retoriche, ma soggetti attivi e riconosciuti della mobilitazione rivoluzionaria e controrivoluzionaria. La loro presenza contribuì alla definizione di una nuova cultura politica dell’infanzia, che si sarebbe pienamente sviluppata soltanto nel Novecento.
«I bimbi d’Italia si chiaman Balilla». La mobilitazione minorile nel Lungo Quarantotto Italiano tra pratiche, narrazioni e iconografia
ACCIARO, MARGHERITA
2025
Abstract
La tesi esamina il ruolo dell’infanzia e dell’adolescenza nei processi politici e rivoluzionari del Lungo Quarantotto italiano (1846-1850), dimostrando come i minori abbiano rappresentato non solo un elemento simbolico della narrazione patriottica, ma anche attori reali della mobilitazione insurrezionale e militare. Attraverso un ampio corpus di fonti – archivistiche, giornalistiche, letterarie, iconografiche e visuali – e un approccio comparativo che integra storia sociale e storia culturale della politica, il lavoro ricostruisce forme, linguaggi e rappresentazioni dell’engagement minorile in età rivoluzionaria. I cinque capitoli analizzano: le prime esperienze di partecipazione politica giovanile nelle rivoluzioni americana e francese e la costruzione mitografica di Balilla; il coinvolgimento di bambini e adolescenti nelle insurrezioni del 1848 nelle principali città italiane, anche attraverso la cultura visuale; la formazione dei battaglioni giovanili e i processi di socializzazione militare; le declinazioni plurali dell’impegno minorile, comprese quelle monarchiche e controrivoluzionarie; e infine le rappresentazioni simboliche dei giovani eroi e martiri che popolarono l’immaginario politico ottocentesco. In conclusione, la tesi evidenzia come nel Lungo Quarantotto i minori non furono semplicemente vittime o figure retoriche, ma soggetti attivi e riconosciuti della mobilitazione rivoluzionaria e controrivoluzionaria. La loro presenza contribuì alla definizione di una nuova cultura politica dell’infanzia, che si sarebbe pienamente sviluppata soltanto nel Novecento.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/353765
URN:NBN:IT:UNIPI-353765