La ricerca affronta il tema dei rapporti tra l’Etruria settentrionale costiera e il Mediterraneo orientale nel corso dell’età romana, dalle vicende che seguono la progressiva inclusione nell’orbita di Roma della fascia di costa compresa tra i territori delle città di Pisae, Volaterrae e Populonium/Populonia, fino all’età tardoantica. Il metodo adottato è stato orientato verso due principali filoni di ricerca. Da un lato uno studio sulla cultura materiale, basato sull'individuazione e la catalogazione di materiali ceramici inediti -o editi solo in parte-, prodotti nel Mediterraneo orientale e rinvenuti nei contesti stratigrafici delle Navi Antiche di Pisa (San Rossore-PI), oltre ad uno studio complessivo del materiale ceramico pertinente al Relitto del Pozzino “B” di Baratti-Populonia (Piombino-LI). Dall’altro lato è stata invece condotta l’analisi di alcuni markers culturali che sono stati riconosciuti come espressione dei contatti, diretti o indiretti, tra le aree considerate, talvolta veicolati da reperti di varia consistenza materica o implicitamente deducibili da altri tipi di fonti. Relativamente allo studio dei marcatori culturali, è stato inoltre considerato il fenomeno di diffusione dei culti “stranieri” di ascendenza orientale nel contesto territoriale considerato. Conducendo la ricerca da una prospettiva unidirezionale di ricezione, ed eventuale rielaborazione, di apporti culturali provenienti dal Mediterraneo orientale, è presentato un quadro dei rapporti intercorsi tra le due aree, attraverso un approccio pluridisciplinare nella considerazione complessiva di dati di diversa natura. Nell’analisi delle dinamiche di contatto tra le due aree, ampio risalto è stato dato all’individuazione e contestualizzazione del ruolo di eventuali mediatori che nell’arco cronologico di riferimento, dominato da Roma quale potenza politica ed economica, è stato talvolta esercitato da diversi “attori sociali”, sia sul piano economico e commerciale, sia su quello culturale. The research addresses the theme of the relationships between Northern coastal Etruria and the Eastern Mediterranean during the Roman period, from the events following the progressive inclusion of the coastal strip between the territories of the ancient cities of Pisae, Volaterrae, and Populonium/Populonia into the Roman sphere, up to Late Antiquity. The adopted methodology followed two main lines of investigation. On one hand, a study of material culture was carried out, based on the identification and cataloguing of unpublished – or only partially published – ceramic materials produced in the Eastern Mediterranean and found in the stratigraphic contexts of the ancient shipwrecks of Pisa-San Rossore (PI), as well as a comprehensive study of the ceramic materials related to the Pozzino "B" shipwreck of Baratti-Populonia (Piombino-LI). On the other hand, an analysis was conducted of certain cultural markers that were recognized as expressions of the direct or indirect contacts between the regions in question. These markers were sometimes conveyed through artifacts of various material consistencies or could be implicitly inferred from other types of sources. In relation to the study of cultural markers, attention was also given to the diffusion of "foreign" cults of Eastern origin within the studied territorial context. By conducting the research from a unidirectional perspective of reception—and possible reinterpretation—of cultural contributions from the Eastern Mediterranean, a picture is presented of the interactions between the two areas through a multidisciplinary approach, considering data of various kinds. In analyzing the dynamics of contact between the two areas, particular emphasis was placed on identifying and contextualizing the role of possible intermediaries. Within the chronological framework in question—dominated by Rome as both a political and economic power—this role was at times fulfilled by various “social actors,” operating on both the economic-commercial and cultural levels.

L’Etruria settentrionale costiera e il Mediterraneo orientale in età romana. Materiali ceramici e markers culturali dal Relitto “B” del Pozzino di Baratti (Piombino-LI) e dal Cantiere delle Navi Antiche di Pisa (San Rossore-PI)

MAIORANA, HELGA
2026

Abstract

La ricerca affronta il tema dei rapporti tra l’Etruria settentrionale costiera e il Mediterraneo orientale nel corso dell’età romana, dalle vicende che seguono la progressiva inclusione nell’orbita di Roma della fascia di costa compresa tra i territori delle città di Pisae, Volaterrae e Populonium/Populonia, fino all’età tardoantica. Il metodo adottato è stato orientato verso due principali filoni di ricerca. Da un lato uno studio sulla cultura materiale, basato sull'individuazione e la catalogazione di materiali ceramici inediti -o editi solo in parte-, prodotti nel Mediterraneo orientale e rinvenuti nei contesti stratigrafici delle Navi Antiche di Pisa (San Rossore-PI), oltre ad uno studio complessivo del materiale ceramico pertinente al Relitto del Pozzino “B” di Baratti-Populonia (Piombino-LI). Dall’altro lato è stata invece condotta l’analisi di alcuni markers culturali che sono stati riconosciuti come espressione dei contatti, diretti o indiretti, tra le aree considerate, talvolta veicolati da reperti di varia consistenza materica o implicitamente deducibili da altri tipi di fonti. Relativamente allo studio dei marcatori culturali, è stato inoltre considerato il fenomeno di diffusione dei culti “stranieri” di ascendenza orientale nel contesto territoriale considerato. Conducendo la ricerca da una prospettiva unidirezionale di ricezione, ed eventuale rielaborazione, di apporti culturali provenienti dal Mediterraneo orientale, è presentato un quadro dei rapporti intercorsi tra le due aree, attraverso un approccio pluridisciplinare nella considerazione complessiva di dati di diversa natura. Nell’analisi delle dinamiche di contatto tra le due aree, ampio risalto è stato dato all’individuazione e contestualizzazione del ruolo di eventuali mediatori che nell’arco cronologico di riferimento, dominato da Roma quale potenza politica ed economica, è stato talvolta esercitato da diversi “attori sociali”, sia sul piano economico e commerciale, sia su quello culturale. The research addresses the theme of the relationships between Northern coastal Etruria and the Eastern Mediterranean during the Roman period, from the events following the progressive inclusion of the coastal strip between the territories of the ancient cities of Pisae, Volaterrae, and Populonium/Populonia into the Roman sphere, up to Late Antiquity. The adopted methodology followed two main lines of investigation. On one hand, a study of material culture was carried out, based on the identification and cataloguing of unpublished – or only partially published – ceramic materials produced in the Eastern Mediterranean and found in the stratigraphic contexts of the ancient shipwrecks of Pisa-San Rossore (PI), as well as a comprehensive study of the ceramic materials related to the Pozzino "B" shipwreck of Baratti-Populonia (Piombino-LI). On the other hand, an analysis was conducted of certain cultural markers that were recognized as expressions of the direct or indirect contacts between the regions in question. These markers were sometimes conveyed through artifacts of various material consistencies or could be implicitly inferred from other types of sources. In relation to the study of cultural markers, attention was also given to the diffusion of "foreign" cults of Eastern origin within the studied territorial context. By conducting the research from a unidirectional perspective of reception—and possible reinterpretation—of cultural contributions from the Eastern Mediterranean, a picture is presented of the interactions between the two areas through a multidisciplinary approach, considering data of various kinds. In analyzing the dynamics of contact between the two areas, particular emphasis was placed on identifying and contextualizing the role of possible intermediaries. Within the chronological framework in question—dominated by Rome as both a political and economic power—this role was at times fulfilled by various “social actors,” operating on both the economic-commercial and cultural levels.
21-gen-2026
Italiano
navi antiche di pisa
ancient shipwreks
relitto del pozzino
pozzino shipwreck
archeologia romana
roman archaeology
marcatori culturali
cultural markers
ceramica romana
roman pottery
Menchelli, Simonetta
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/355496
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPI-355496