The thesis aims to reflect on Brunetto Latini's status as a medieval intellectual, despite the apparent anachronism of this status. In the 13th century, especially in the Florentine commune, a new discursive need and an updated civic culture were felt by a section of the population traditionally excluded from knowledge processes and power cells. Brunetto Latini hears this call, despite (or, precisely, catalyzed by) a period of creative exile and agonistic relations of the urban powers. He tries to respond to it in an original way, by developing a philosophy with political vocation and by updating, for this purpose, ancient models that question (among others things) his potential "ciceronianism", Latini positioning himself openly in a co-authorship approach alongside the traditional auctoritates. His teaching actually goes beyond the traditional canons (or adapts them) and its originality lies not so much in the recovery of ancient models, but in the translation into vulgar languages of many texts where they cease to be absolute "models". Translation, commentary, poetry, encyclopedia and speech, are all forms of "self-biography" which have a pedagogical stake: it is about educating a generation of Italians to respond to concrete and current needs, which Latini is the spokesman.

La tesi si propone di riflettere sulla condizione di Brunetto Latini come intellettuale medievale, nonostante l'apparente anacronismo di tale condizione. Nel Duecento italiano, e soprattutto nel comune fiorentino, si fece sentire un nuovo bisogno discorsivo e una rinnovata cultura civica da parte di una parte della popolazione tradizionalmente esclusa dai processi di conoscenza e dalle cellule del potere. Brunetto Latini sente questa chiamata, nonostante (o, più precisamente, catalizzata da) un periodo di esilio creativo e di relazioni agonistiche tra i poteri urbani. Egli tenta di rispondere a questa situazione in modo originale, elaborando una filosofia a vocazione politica e, per farlo, aggiornando modelli antichi che mettono in discussione (tra l'altro) il potenziale "ciceronianismo" di Latini, posizionandosi apertamente in un approccio di co-autorialità accanto alle tradizionali auctoritates. Il suo insegnamento in realtà supera i canoni tradizionali (o li adatta) e la sua originalità non risiede tanto nel recupero di modelli antichi, quanto nella traduzione in lingue volgari di molti testi laddove essi cessano di essere dei "modelli" assoluti. Traduzione, commento, poesia, enciclopedia, discorso, sono tutte forme portatrici di un'autobiografia che ha una posta educativa: si tratta di educare une generazione di Italiani a rispondere a bisogni concreti a attuali, di cui Latini si fa portavoce.

Agire come filosofo, pensare come politico: Brunetto Latini, intellettuale italiano del Duecento

RORTAIS, MONA
2025

Abstract

The thesis aims to reflect on Brunetto Latini's status as a medieval intellectual, despite the apparent anachronism of this status. In the 13th century, especially in the Florentine commune, a new discursive need and an updated civic culture were felt by a section of the population traditionally excluded from knowledge processes and power cells. Brunetto Latini hears this call, despite (or, precisely, catalyzed by) a period of creative exile and agonistic relations of the urban powers. He tries to respond to it in an original way, by developing a philosophy with political vocation and by updating, for this purpose, ancient models that question (among others things) his potential "ciceronianism", Latini positioning himself openly in a co-authorship approach alongside the traditional auctoritates. His teaching actually goes beyond the traditional canons (or adapts them) and its originality lies not so much in the recovery of ancient models, but in the translation into vulgar languages of many texts where they cease to be absolute "models". Translation, commentary, poetry, encyclopedia and speech, are all forms of "self-biography" which have a pedagogical stake: it is about educating a generation of Italians to respond to concrete and current needs, which Latini is the spokesman.
4-set-2025
Francese
La tesi si propone di riflettere sulla condizione di Brunetto Latini come intellettuale medievale, nonostante l'apparente anacronismo di tale condizione. Nel Duecento italiano, e soprattutto nel comune fiorentino, si fece sentire un nuovo bisogno discorsivo e una rinnovata cultura civica da parte di una parte della popolazione tradizionalmente esclusa dai processi di conoscenza e dalle cellule del potere. Brunetto Latini sente questa chiamata, nonostante (o, più precisamente, catalizzata da) un periodo di esilio creativo e di relazioni agonistiche tra i poteri urbani. Egli tenta di rispondere a questa situazione in modo originale, elaborando una filosofia a vocazione politica e, per farlo, aggiornando modelli antichi che mettono in discussione (tra l'altro) il potenziale "ciceronianismo" di Latini, posizionandosi apertamente in un approccio di co-autorialità accanto alle tradizionali auctoritates. Il suo insegnamento in realtà supera i canoni tradizionali (o li adatta) e la sua originalità non risiede tanto nel recupero di modelli antichi, quanto nella traduzione in lingue volgari di molti testi laddove essi cessano di essere dei "modelli" assoluti. Traduzione, commento, poesia, enciclopedia, discorso, sono tutte forme portatrici di un'autobiografia che ha una posta educativa: si tratta di educare une generazione di Italiani a rispondere a bisogni concreti a attuali, di cui Latini si fa portavoce.
Brunetto Latini; filosofia politica; intellettuale; Duecento; repubblicanesimo
GIANLUCA, BRIGUGLIA
Università Ca' Foscari Venezia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/355930
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIVE-355930