La presente tesi di dottorato si propone di analizzare in modo sistematico le pratiche amministrative in Egitto tra il Tardo Medio Regno (XIII dinastia) e l’inizio del Nuovo Regno (XVIII dinastia), con particolare attenzione alle evidenze materiali offerte dalle cretule, utilizzate per la chiusura e la certificazione di documenti, contenitori, spazi amministrativi e magazzini. L’obiettivo principale della ricerca è ricostruire, attraverso un approccio comparativo e contestuale, le modalità di controllo economico e burocratico in uso durante un periodo di profonda transizione politica e istituzionale, segnato da mutamenti nell’organizzazione del potere centrale e nelle relazioni tra lo stato e le sue periferie. Il corpus di studio (quasi 10.000 cretule) comprende i materiali provenienti da Mirgissa, Askut e Uronarti — fortezze di confine poste lungo la seconda cateratta del Nilo e funzionali al controllo del traffico e delle risorse nubiane — nonché i complessi istituzionali di Malqata e Tell el-Amarna, rappresentativi rispettivamente della fase matura del potere regale e della sua successiva ristrutturazione ideologica nel periodo amarniano. Questi siti costituiscono punti di osservazione privilegiati per comprendere l’evoluzione delle pratiche di gestione e sigillatura dei beni, dalla burocrazia militare e territoriale del Medio Regno alla complessa amministrazione palatina e templare del Nuovo Regno. La metodologia adottata si basa su un approccio integrato che combina l’analisi archeologica e tipologica delle cretule (morfologia, impronte del recto e del verso, residui di supporti organici) con lo studio stratigrafico e funzionale dei contesti di ritrovamento. Un ruolo centrale è stato svolto dall’impiego del Geographic Information System (GIS), utilizzato come strumento per la gestione spaziale dei dati e la ricostruzione delle reti amministrative e logistiche, sia all’interno dei singoli siti, sia in una prospettiva diacronica e interregionale. L’elaborazione dei dati in ambiente GIS ha consentito di mappare la distribuzione dei ritrovamenti, analizzare le relazioni spaziali tra aree di sigillatura e spazi funzionali, e individuare i possibili flussi di circolazione dei materiali e dei documenti sigillati. Tale approccio spaziale ha permesso di evidenziare dinamiche di continuità e trasformazione nella gestione dei beni e nella mobilità delle merci, offrendo un quadro più preciso della geografia amministrativa egiziana in un momento di ridefinizione dello stato. L’analisi ha reso possibile distinguere diverse categorie funzionali di sigillatura — amministrativa e logistica — e ha messo in evidenza la coesistenza di modelli centralizzati e locali nella gestione delle risorse. L’integrazione dei dati archeologici, sfragistici e spaziali ha consentito di delineare un quadro dinamico delle pratiche burocratiche e del loro adattamento ai mutamenti politici e ideologici che accompagnarono la formazione del sistema statale del Nuovo Regno. I risultati indicano che, già nel Tardo Medio Regno, esisteva una burocrazia complessa e strutturata, capace di garantire una forma di continuità istituzionale anche nei periodi di crisi del potere centrale. La persistenza di certe pratiche sfragistiche e di specifiche formule iconografiche tra la XIII e la XVIII dinastia suggerisce l’esistenza di una “memoria amministrativa” che travalica le cesure politiche, adattandosi ai nuovi contesti economici. In particolare, il confronto tra le cretule delle fortezze nubiane e quelle provenienti dai centri palatini e templari del Nuovo Regno rivela un’evoluzione morfologica del sigillo, pur mantenendo il suo valore di strumento di controllo territoriale, adattandosi ad un nuovo modello economico, le cui caratteristiche sono riscontrabili anche in altre sfere della cultura materiale (le anfore cananee). Il confronto con sistemi economici e amministrativi egei (Creta micenea) e vicino-orientali ha fornito parametri interpretativi utili per comprendere l’evoluzione del sistema economico egiziano tra il Tardo Medio Regno e l’inizio del Nuovo Regno, in un contesto di crescente interconnessione mediterranea. La tesi contribuisce così a ridefinire il quadro delle pratiche amministrative nell’antico Egitto, mostrando come la cultura materiale, scarto delle attività burocratiche — lungi dall’essere mero residuo tecnico — costituisca un indicatore privilegiato per comprendere i meccanismi di continuità e trasformazione delle pratiche amministrative nel passaggio tra il Tardo Medio Regno e l'inizio del Nuovo Regno. This doctoral dissertation aims to systematically analyze administrative practices in Egypt between the Late Middle Kingdom (13th Dynasty) and the early New Kingdom (18th Dynasty), with particular attention to the material evidence provided by sealings (cretulae) used to secure and authenticate documents, containers, administrative spaces, and storerooms. The main objective of the research is to reconstruct, through a comparative and contextual approach, the modalities of economic and bureaucratic control employed during a period of profound political and institutional transition, marked by changes in the organization of central power and in the relationships between the state and its peripheries. The corpus under study (nearly 10,000 sealings) includes material from Mirgissa, Askut, and Uronarti — frontier fortresses located along the Second Cataract of the Nile and serving to control Nubian traffic and resources — as well as from the institutional complexes of Malqata and Tell el-Amarna, which respectively represent the mature phase of royal power and its subsequent ideological restructuring during the Amarna period. These sites provide privileged vantage points for understanding the evolution of management and sealing practices, from the military and territorial bureaucracy of the Middle Kingdom to the complex palatial and temple administration of the New Kingdom. The adopted methodology is based on an integrated approach combining the archaeological and typological analysis of the sealings (morphology, impressions on recto and verso, and residues of organic supports) with the stratigraphic and functional study of their archaeological contexts. A central role was played by the use of Geographic Information Systems (GIS) as a tool for spatial data management and for reconstructing administrative and logistical networks both within individual sites and from a diachronic and interregional perspective. The GIS-based data processing made it possible to map the distribution of finds, analyze spatial relationships between sealing areas and functional spaces, and identify potential circulation routes for sealed materials and documents. This spatial approach has highlighted dynamics of continuity and transformation in the management of goods and the mobility of commodities, offering a more precise picture of Egypt’s administrative geography at a time of state redefinition. The analysis made it possible to distinguish various functional categories of sealing — administrative and logistical — and revealed the coexistence of centralized and local models of resource management. The integration of archaeological, sphragistic, and spatial data allowed for the reconstruction of a dynamic framework of bureaucratic practices and their adaptation to the political and ideological changes that accompanied the formation of the New Kingdom state system. The results indicate that, already in the Late Middle Kingdom, a complex and structured bureaucracy existed, capable of ensuring a degree of institutional continuity even during periods of crisis in central power. The persistence of certain sphragistic practices and specific iconographic formulas between the 13th and 18th Dynasties suggests the existence of an “administrative memory” that transcended political discontinuities, adapting to new economic contexts. In particular, the comparison between sealings from the Nubian fortresses and those from the palatial and temple centers of the New Kingdom reveals a morphological evolution of the seal, while maintaining its role as a territorial control instrument, adapted to a new economic model whose characteristics are also recognizable in other spheres of material culture (such as Canaanite amphorae). Comparison with Aegean (Mycenaean Crete) and Near Eastern economic and administrative systems provided interpretative parameters useful for understanding the evolution of the Egyptian economic system between the Late Middle Kingdom and the early New Kingdom, within a context of increasing Mediterranean interconnection. This dissertation thus contributes to redefining the framework of administrative practices in ancient Egypt, showing how material culture — the physical remnants of bureaucratic activity — far from being a mere technical residue, constitutes a privileged indicator for understanding the mechanisms of continuity and transformation in administrative practices during the transition from the Late Middle Kingdom to the early New Kingdom.
Modelli di scarto: lo smaltimento dei materiali amministrativi dal tardo Medio Regno all’inizio del Nuovo Regno (1800-1300 a.C. circa). Modalità e significato delle pratiche di scarto nei complessi istituzionali
CAVRIANI, MARZIA
2025
Abstract
La presente tesi di dottorato si propone di analizzare in modo sistematico le pratiche amministrative in Egitto tra il Tardo Medio Regno (XIII dinastia) e l’inizio del Nuovo Regno (XVIII dinastia), con particolare attenzione alle evidenze materiali offerte dalle cretule, utilizzate per la chiusura e la certificazione di documenti, contenitori, spazi amministrativi e magazzini. L’obiettivo principale della ricerca è ricostruire, attraverso un approccio comparativo e contestuale, le modalità di controllo economico e burocratico in uso durante un periodo di profonda transizione politica e istituzionale, segnato da mutamenti nell’organizzazione del potere centrale e nelle relazioni tra lo stato e le sue periferie. Il corpus di studio (quasi 10.000 cretule) comprende i materiali provenienti da Mirgissa, Askut e Uronarti — fortezze di confine poste lungo la seconda cateratta del Nilo e funzionali al controllo del traffico e delle risorse nubiane — nonché i complessi istituzionali di Malqata e Tell el-Amarna, rappresentativi rispettivamente della fase matura del potere regale e della sua successiva ristrutturazione ideologica nel periodo amarniano. Questi siti costituiscono punti di osservazione privilegiati per comprendere l’evoluzione delle pratiche di gestione e sigillatura dei beni, dalla burocrazia militare e territoriale del Medio Regno alla complessa amministrazione palatina e templare del Nuovo Regno. La metodologia adottata si basa su un approccio integrato che combina l’analisi archeologica e tipologica delle cretule (morfologia, impronte del recto e del verso, residui di supporti organici) con lo studio stratigrafico e funzionale dei contesti di ritrovamento. Un ruolo centrale è stato svolto dall’impiego del Geographic Information System (GIS), utilizzato come strumento per la gestione spaziale dei dati e la ricostruzione delle reti amministrative e logistiche, sia all’interno dei singoli siti, sia in una prospettiva diacronica e interregionale. L’elaborazione dei dati in ambiente GIS ha consentito di mappare la distribuzione dei ritrovamenti, analizzare le relazioni spaziali tra aree di sigillatura e spazi funzionali, e individuare i possibili flussi di circolazione dei materiali e dei documenti sigillati. Tale approccio spaziale ha permesso di evidenziare dinamiche di continuità e trasformazione nella gestione dei beni e nella mobilità delle merci, offrendo un quadro più preciso della geografia amministrativa egiziana in un momento di ridefinizione dello stato. L’analisi ha reso possibile distinguere diverse categorie funzionali di sigillatura — amministrativa e logistica — e ha messo in evidenza la coesistenza di modelli centralizzati e locali nella gestione delle risorse. L’integrazione dei dati archeologici, sfragistici e spaziali ha consentito di delineare un quadro dinamico delle pratiche burocratiche e del loro adattamento ai mutamenti politici e ideologici che accompagnarono la formazione del sistema statale del Nuovo Regno. I risultati indicano che, già nel Tardo Medio Regno, esisteva una burocrazia complessa e strutturata, capace di garantire una forma di continuità istituzionale anche nei periodi di crisi del potere centrale. La persistenza di certe pratiche sfragistiche e di specifiche formule iconografiche tra la XIII e la XVIII dinastia suggerisce l’esistenza di una “memoria amministrativa” che travalica le cesure politiche, adattandosi ai nuovi contesti economici. In particolare, il confronto tra le cretule delle fortezze nubiane e quelle provenienti dai centri palatini e templari del Nuovo Regno rivela un’evoluzione morfologica del sigillo, pur mantenendo il suo valore di strumento di controllo territoriale, adattandosi ad un nuovo modello economico, le cui caratteristiche sono riscontrabili anche in altre sfere della cultura materiale (le anfore cananee). Il confronto con sistemi economici e amministrativi egei (Creta micenea) e vicino-orientali ha fornito parametri interpretativi utili per comprendere l’evoluzione del sistema economico egiziano tra il Tardo Medio Regno e l’inizio del Nuovo Regno, in un contesto di crescente interconnessione mediterranea. La tesi contribuisce così a ridefinire il quadro delle pratiche amministrative nell’antico Egitto, mostrando come la cultura materiale, scarto delle attività burocratiche — lungi dall’essere mero residuo tecnico — costituisca un indicatore privilegiato per comprendere i meccanismi di continuità e trasformazione delle pratiche amministrative nel passaggio tra il Tardo Medio Regno e l'inizio del Nuovo Regno. This doctoral dissertation aims to systematically analyze administrative practices in Egypt between the Late Middle Kingdom (13th Dynasty) and the early New Kingdom (18th Dynasty), with particular attention to the material evidence provided by sealings (cretulae) used to secure and authenticate documents, containers, administrative spaces, and storerooms. The main objective of the research is to reconstruct, through a comparative and contextual approach, the modalities of economic and bureaucratic control employed during a period of profound political and institutional transition, marked by changes in the organization of central power and in the relationships between the state and its peripheries. The corpus under study (nearly 10,000 sealings) includes material from Mirgissa, Askut, and Uronarti — frontier fortresses located along the Second Cataract of the Nile and serving to control Nubian traffic and resources — as well as from the institutional complexes of Malqata and Tell el-Amarna, which respectively represent the mature phase of royal power and its subsequent ideological restructuring during the Amarna period. These sites provide privileged vantage points for understanding the evolution of management and sealing practices, from the military and territorial bureaucracy of the Middle Kingdom to the complex palatial and temple administration of the New Kingdom. The adopted methodology is based on an integrated approach combining the archaeological and typological analysis of the sealings (morphology, impressions on recto and verso, and residues of organic supports) with the stratigraphic and functional study of their archaeological contexts. A central role was played by the use of Geographic Information Systems (GIS) as a tool for spatial data management and for reconstructing administrative and logistical networks both within individual sites and from a diachronic and interregional perspective. The GIS-based data processing made it possible to map the distribution of finds, analyze spatial relationships between sealing areas and functional spaces, and identify potential circulation routes for sealed materials and documents. This spatial approach has highlighted dynamics of continuity and transformation in the management of goods and the mobility of commodities, offering a more precise picture of Egypt’s administrative geography at a time of state redefinition. The analysis made it possible to distinguish various functional categories of sealing — administrative and logistical — and revealed the coexistence of centralized and local models of resource management. The integration of archaeological, sphragistic, and spatial data allowed for the reconstruction of a dynamic framework of bureaucratic practices and their adaptation to the political and ideological changes that accompanied the formation of the New Kingdom state system. The results indicate that, already in the Late Middle Kingdom, a complex and structured bureaucracy existed, capable of ensuring a degree of institutional continuity even during periods of crisis in central power. The persistence of certain sphragistic practices and specific iconographic formulas between the 13th and 18th Dynasties suggests the existence of an “administrative memory” that transcended political discontinuities, adapting to new economic contexts. In particular, the comparison between sealings from the Nubian fortresses and those from the palatial and temple centers of the New Kingdom reveals a morphological evolution of the seal, while maintaining its role as a territorial control instrument, adapted to a new economic model whose characteristics are also recognizable in other spheres of material culture (such as Canaanite amphorae). Comparison with Aegean (Mycenaean Crete) and Near Eastern economic and administrative systems provided interpretative parameters useful for understanding the evolution of the Egyptian economic system between the Late Middle Kingdom and the early New Kingdom, within a context of increasing Mediterranean interconnection. This dissertation thus contributes to redefining the framework of administrative practices in ancient Egypt, showing how material culture — the physical remnants of bureaucratic activity — far from being a mere technical residue, constitutes a privileged indicator for understanding the mechanisms of continuity and transformation in administrative practices during the transition from the Late Middle Kingdom to the early New Kingdom.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/356240
URN:NBN:IT:UNIPI-356240