L’alfabetizzazione delle persone adulte ha delle conseguenze sulla comprensione di qualsiasi ambito della vita tra cui la sanità. In particolare, bassi livelli di alfabetizzazione sanitaria – o health literacy –, dimostrano che hanno effetti sul vivere quotidiano dei cittadini e sulle decisioni che riguardano la salute a livello personale e collettivo. Tali problematiche trovano terreno fertile all’interno di quei contesti vulnerabili, come il carcere, nei quali la necessità di far fronte al processo di alfabetizzazione sanitaria e allo sviluppo di competenze linguistico-comunicative in lingua italiana da parte delle detenute straniere sono elementi di primaria importanza, ai quali è necessario trovare soluzioni pratiche per favorire la comprensione e per prevenire il crearsi di cortocircuiti comunicativi. Il progetto di ricerca vuole indagare le competenze di alfabetizzazione sanitaria in lingua italiana delle detenute straniere, in modo tale da far fronte alle lacune comunicative che sono tra le cause principali dell’avverarsi di situazioni di disagio e di eventi di criticità. Per portare avanti tale scopo, si intende verificare la natura di fattori culturali, linguistici e psicoaffettivi delle detenute straniere e la modalità tramite la quale possono influire sullo svolgimento delle pratiche medico-sanitarie. In modo specifico, si esaminano le competenze e le conoscenze di health literacy delle recluse straniere, così da capire i problemi legati alla comprensione e all’interazione nel linguaggio sanitario. Per questo obiettivo, si considerano gli aspetti e gli elementi evidenziati dai medici, dai docenti di italiano L2 e dai mediatori linguistico-culturali, oltre che da loro stesse, tramite gli appositi strumenti di ricerca (questionari e interviste semi-strutturate). L’analisi tematica e la conseguente discussione servono per trarre le conclusioni e riflettere sulla tipologia di fattori culturali, linguistici e psicoaffettivi che influiscono sulle pratiche medico-sanitarie in carcere. Inoltre, viene realizzato un sillabo focalizzato sulle competenze di health literacy, sugli aspetti della salute e della sanità, a cui il docente può far riferimento all’interno di un percorso di formazione di italiano L2 a detenute straniere, cioè uno strumento di carattere teorico-pratico, tramite cui possono intervenire in classe per favorire lo sviluppo delle competenze di alfabetizzazione sanitaria. L’intera ricerca vorrebbe avere l’ambizione di costituire un punto di riferimento per tutti coloro che quotidianamente lavorano a contatto con le donne recluse come, appunto, i medici e i mediatori (non solo i docenti di italiano L2).

Dalla Lingua alla Salute: italiano L2 e Health literacy delle detenute straniere

BONARI, GINEVRA
2026

Abstract

L’alfabetizzazione delle persone adulte ha delle conseguenze sulla comprensione di qualsiasi ambito della vita tra cui la sanità. In particolare, bassi livelli di alfabetizzazione sanitaria – o health literacy –, dimostrano che hanno effetti sul vivere quotidiano dei cittadini e sulle decisioni che riguardano la salute a livello personale e collettivo. Tali problematiche trovano terreno fertile all’interno di quei contesti vulnerabili, come il carcere, nei quali la necessità di far fronte al processo di alfabetizzazione sanitaria e allo sviluppo di competenze linguistico-comunicative in lingua italiana da parte delle detenute straniere sono elementi di primaria importanza, ai quali è necessario trovare soluzioni pratiche per favorire la comprensione e per prevenire il crearsi di cortocircuiti comunicativi. Il progetto di ricerca vuole indagare le competenze di alfabetizzazione sanitaria in lingua italiana delle detenute straniere, in modo tale da far fronte alle lacune comunicative che sono tra le cause principali dell’avverarsi di situazioni di disagio e di eventi di criticità. Per portare avanti tale scopo, si intende verificare la natura di fattori culturali, linguistici e psicoaffettivi delle detenute straniere e la modalità tramite la quale possono influire sullo svolgimento delle pratiche medico-sanitarie. In modo specifico, si esaminano le competenze e le conoscenze di health literacy delle recluse straniere, così da capire i problemi legati alla comprensione e all’interazione nel linguaggio sanitario. Per questo obiettivo, si considerano gli aspetti e gli elementi evidenziati dai medici, dai docenti di italiano L2 e dai mediatori linguistico-culturali, oltre che da loro stesse, tramite gli appositi strumenti di ricerca (questionari e interviste semi-strutturate). L’analisi tematica e la conseguente discussione servono per trarre le conclusioni e riflettere sulla tipologia di fattori culturali, linguistici e psicoaffettivi che influiscono sulle pratiche medico-sanitarie in carcere. Inoltre, viene realizzato un sillabo focalizzato sulle competenze di health literacy, sugli aspetti della salute e della sanità, a cui il docente può far riferimento all’interno di un percorso di formazione di italiano L2 a detenute straniere, cioè uno strumento di carattere teorico-pratico, tramite cui possono intervenire in classe per favorire lo sviluppo delle competenze di alfabetizzazione sanitaria. L’intera ricerca vorrebbe avere l’ambizione di costituire un punto di riferimento per tutti coloro che quotidianamente lavorano a contatto con le donne recluse come, appunto, i medici e i mediatori (non solo i docenti di italiano L2).
16-feb-2026
Italiano
BENUCCI, Antonella
Università per Stranieri di Siena
Università per Stranieri di Siena
424
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/356327
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNISTRASI-356327