La ricerca si colloca nel dibattito scientifico sulla disabilità e sui servizi orientati alla promozione della Qualità della Vita, con particolare riferimento alle persone con disturbo dello spettro autistico. Il quadro teorico di riferimento si fonda sull’integrazione tra il paradigma della Qualità della Vita (QdV) e lo sport, inteso come esperienza educativa e costruttiva, capace di incidere in modo significativo sullo sviluppo globale della persona con disabilità. In questa prospettiva, la ricerca adotta il Modello Multidimensionale della Qualità della Vita di Schalock e Verdugo (2002), assunto non solo come costrutto teorico, ma come cornice interpretativa e strumento valutativo in grado di restituire una rappresentazione articolata e significativa delle condizioni di vita delle persone, integrando dimensioni oggettive e soggettive. Lo sport viene considerato come un contesto privilegiato per la promozione della partecipazione, del benessere e di una vita di qualità, in grado di contribuire in modo trasversale ai diversi domini della Qualità della Vita e di generare esperienze significative per la persona. In tale prospettiva si colloca la ricerca empirica, realizzata presso il servizio dell’ASD Progetto Filippide, rivolto a persone con disturbo dello spettro autistico, con l’obiettivo di indagare la Qualità della Vita di un gruppo di atleti con autismo. Dal punto di vista metodologico, lo studio adotta un approccio mixed methods con un disegno di tipo triangolare, integrando uno studio quantitativo e uno qualitativo, condotti in parallelo e successivamente messi in dialogo, al fine di offrire una comprensione più approfondita del fenomeno indagato. I risultati evidenziano un quadro complessivamente positivo della Qualità della Vita dei partecipanti, restituendo una valutazione favorevole del servizio come contesto di supporto significativo e arricchente, pur facendo emergere alcune aree di possibile miglioramento. Il lavoro, infine, pur nei limiti di generalizzabilità, contribuisce ad arricchire un ambito di ricerca ancora poco esplorato relativo al rapporto tra autismo, Qualità della Vita e sport, rafforzando il dialogo tra quadro teorico e pratiche di intervento e aprendo a nuove riflessioni e prospettive di ricerca future.
Lo Sport per la Qualità della Vita nell’autismo Il Progetto Filippide: un percorso di vita per la persona con autismo
PANNONE, CHIARA
2026
Abstract
La ricerca si colloca nel dibattito scientifico sulla disabilità e sui servizi orientati alla promozione della Qualità della Vita, con particolare riferimento alle persone con disturbo dello spettro autistico. Il quadro teorico di riferimento si fonda sull’integrazione tra il paradigma della Qualità della Vita (QdV) e lo sport, inteso come esperienza educativa e costruttiva, capace di incidere in modo significativo sullo sviluppo globale della persona con disabilità. In questa prospettiva, la ricerca adotta il Modello Multidimensionale della Qualità della Vita di Schalock e Verdugo (2002), assunto non solo come costrutto teorico, ma come cornice interpretativa e strumento valutativo in grado di restituire una rappresentazione articolata e significativa delle condizioni di vita delle persone, integrando dimensioni oggettive e soggettive. Lo sport viene considerato come un contesto privilegiato per la promozione della partecipazione, del benessere e di una vita di qualità, in grado di contribuire in modo trasversale ai diversi domini della Qualità della Vita e di generare esperienze significative per la persona. In tale prospettiva si colloca la ricerca empirica, realizzata presso il servizio dell’ASD Progetto Filippide, rivolto a persone con disturbo dello spettro autistico, con l’obiettivo di indagare la Qualità della Vita di un gruppo di atleti con autismo. Dal punto di vista metodologico, lo studio adotta un approccio mixed methods con un disegno di tipo triangolare, integrando uno studio quantitativo e uno qualitativo, condotti in parallelo e successivamente messi in dialogo, al fine di offrire una comprensione più approfondita del fenomeno indagato. I risultati evidenziano un quadro complessivamente positivo della Qualità della Vita dei partecipanti, restituendo una valutazione favorevole del servizio come contesto di supporto significativo e arricchente, pur facendo emergere alcune aree di possibile miglioramento. Il lavoro, infine, pur nei limiti di generalizzabilità, contribuisce ad arricchire un ambito di ricerca ancora poco esplorato relativo al rapporto tra autismo, Qualità della Vita e sport, rafforzando il dialogo tra quadro teorico e pratiche di intervento e aprendo a nuove riflessioni e prospettive di ricerca future.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/358567
URN:NBN:IT:UNIROMA4-358567