L'elaborato di ricerca tratta del tema - ad oggi, ancora poco conosciuto e discusso - del whistleblowing. Letteralmente, whistleblowing significare "soffiare nel fischietto"; in senso lato il termine sta ad indicare l'atto di segnalare comportamenti frodatori. I famosi scandali finanziari hanno fatto sì che gli attori del panorama economico puntassero l'attenzione sul rischio di frode, comunque presente in ogni organizzazione, sia essa pubblica o privata. La commissione di una frode - in un contesto caratterizzato dall'assenza di verifiche, accertamenti e supervisioni - è un atto semplice. La fattibilità sta nel fatto che i moventi - in misura più o meno rilevante - sono insiti nella personalità di ciascun soggetto. Ancora oggi, infatti, la teoria del "triangolo della frode" è considerata la più valida. Donald R. Cressey afferma che ogni frode è caratterizzata da tre elementi: la pressione a compiere reati generata dalla percezione di una molteplicità di bisogni, il meccanismo della razionalizzazione, l'opportunità di compiere la frode e di celare il crimine evitando la sanzione. Tanto premesso, è necessario ed indispensabile che le società implementino un sistema di controllo, al fine di ridurre al minimo il rischio che al suo interno uno o più soggetti tengano comportamenti illeciti. Tuttavia, dato che non è possibile azzerare il rischio di frode, è necessario rafforzare il sistema dei controlli, prevendendo un'ulteriore linea di difesa, rappresentata - in generale - dai dipendenti, ossia da tutti i soggetti che, per le mansioni esercitate ed il ruolo ricoperto, hanno "presa diretta" con la realtà operativa aziendale. Ciò conferisce loro enorme potere in quanto la probabilità di essere testimoni o di venire a conoscenza di un fatto illecito è molto alta. Tuttavia, alla luce delle considerazioni sopra esposte, nascono delle questioni da dirimere. Dalla parte dei dipendenti, essi sono disposti a segnalare condotte illecite o preferiscono il silenzio per timore di condotte ritorsive o discriminatorie? Segnalare significa non essere fedeli nei confronti dell'azienda? Dalla parte delle società, quante di esse sono disposte ad implementare questi sistemi? La valenza positiva di tali sistemi è ancora sottovalutata, in quanto non vengono visti come opportunità ma come un ostacolo, come un ulteriore problema da affrontare. Tanto premesso, vi sono determinati fattori che contribuiscono all'adozione di policy di whistleblowing? È necessario, per la progettazione e l'effettiva implementazione, diffondere una particolare cultura improntata alla legalità?

Whistleblowing policy: nuovo strumento di lotta alle frodi aziendali: analisi ed implementazione nelle società quotate italiane

2019

Abstract

L'elaborato di ricerca tratta del tema - ad oggi, ancora poco conosciuto e discusso - del whistleblowing. Letteralmente, whistleblowing significare "soffiare nel fischietto"; in senso lato il termine sta ad indicare l'atto di segnalare comportamenti frodatori. I famosi scandali finanziari hanno fatto sì che gli attori del panorama economico puntassero l'attenzione sul rischio di frode, comunque presente in ogni organizzazione, sia essa pubblica o privata. La commissione di una frode - in un contesto caratterizzato dall'assenza di verifiche, accertamenti e supervisioni - è un atto semplice. La fattibilità sta nel fatto che i moventi - in misura più o meno rilevante - sono insiti nella personalità di ciascun soggetto. Ancora oggi, infatti, la teoria del "triangolo della frode" è considerata la più valida. Donald R. Cressey afferma che ogni frode è caratterizzata da tre elementi: la pressione a compiere reati generata dalla percezione di una molteplicità di bisogni, il meccanismo della razionalizzazione, l'opportunità di compiere la frode e di celare il crimine evitando la sanzione. Tanto premesso, è necessario ed indispensabile che le società implementino un sistema di controllo, al fine di ridurre al minimo il rischio che al suo interno uno o più soggetti tengano comportamenti illeciti. Tuttavia, dato che non è possibile azzerare il rischio di frode, è necessario rafforzare il sistema dei controlli, prevendendo un'ulteriore linea di difesa, rappresentata - in generale - dai dipendenti, ossia da tutti i soggetti che, per le mansioni esercitate ed il ruolo ricoperto, hanno "presa diretta" con la realtà operativa aziendale. Ciò conferisce loro enorme potere in quanto la probabilità di essere testimoni o di venire a conoscenza di un fatto illecito è molto alta. Tuttavia, alla luce delle considerazioni sopra esposte, nascono delle questioni da dirimere. Dalla parte dei dipendenti, essi sono disposti a segnalare condotte illecite o preferiscono il silenzio per timore di condotte ritorsive o discriminatorie? Segnalare significa non essere fedeli nei confronti dell'azienda? Dalla parte delle società, quante di esse sono disposte ad implementare questi sistemi? La valenza positiva di tali sistemi è ancora sottovalutata, in quanto non vengono visti come opportunità ma come un ostacolo, come un ulteriore problema da affrontare. Tanto premesso, vi sono determinati fattori che contribuiscono all'adozione di policy di whistleblowing? È necessario, per la progettazione e l'effettiva implementazione, diffondere una particolare cultura improntata alla legalità?
23-ott-2019
Italiano
Cortesi, Alessandro
Tettamanzi, Patrizia
Università "Carlo Cattaneo" (LIUC)
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/359269
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:LIUC-359269