Oggi esistono circa 1,5 miliardi di personal computer abilitati alla navigazione su Internet e oltre 1 miliardo di telefoni cellulari che possono collegarsi al World Wide Web. Sono numeri bassi se si pensa che l'odierno "Internet dei PC" si potrebbe evolvere in un futuro "Internet delle Cose (Internet of Things - IoT)" in cui tra i 50 e i 100 miliardi di oggetti saranno connessi a Internet entro l'anno 2020. Alcune proiezioni annunciano che, nello stesso anno, il numero delle sessioni di comunicazione stabilite tra macchine potrebbe essere circa 30 volte superiore alle sessioni stabilite da esseri umani. Se non si considerassero solamente le comunicazioni "machine to machine", ma anche le comunicazioni tra qualsiasi tipologia di oggetto il numero salirebbe a 100.000 miliardi. Questi numeri fanno capire come l'Internet delle Cose sia un fenomeno nuovo, globale, veloce e multidimensionale. Queste caratteristiche rendono rilevante la ricerca e l'identificazione di fattori, abilitanti e inibitori, che possano influenzare la sua adozione in ambito aziendale. La seguente ricerca vuole approfondire la comprensione del fenomeno di diffusione dell'Internet delle Cose fornendo un contributo all'analisi delle dinamiche del processo di adozione, identificando, in particolare, i principali fattori facilitatori e inibitori. Si è scelto di iniziare l'indagine mediante la rivisitazione della Teoria della Diffusione dell'Innovazione (DoI) e con l'analisi di alcuni modelli di adozione di Sistemi Informativi proposti in letteratura. Sulla base di questi è stato definito un nuovo modello che possa aiutare nell'identificazione dei fattori abilitanti e inibitori per la diffusione dell'Internet delle Cose. Al fine di validare le ipotesi del modello, si è cercato un riscontro empirico attraverso l'analisi qualitativa di alcuni Case Study. A tal proposito sono stati selezionati tre progetti riguardanti l'implementazione di tecnologie inerenti l'Internet delle Cose. L'indagine esplorativa ha dimostrato come la DoI, opportunamente integrata sulla base della letteratura, si dimostri utile anche per l'analisi di adozione di tecnologie IoT per applicazioni business, inoltre è stato possibile verificare quali fattori esterni e interni a un'impresa, insieme al bilanciamento tra costi e benefici, siano i principali driver che influenzino il loro processo di adozione. Infine, questo studio fornisce un supporto alle organizzazioni che da sole, o con altri partner di filiera, siano intenzionate a sviluppare un progetto di implementazione riguardante tecnologie appartenenti al mondo dell'Internet delle Cose.
L'internet delle cose: fattori abilitanti e inibitori
2013
Abstract
Oggi esistono circa 1,5 miliardi di personal computer abilitati alla navigazione su Internet e oltre 1 miliardo di telefoni cellulari che possono collegarsi al World Wide Web. Sono numeri bassi se si pensa che l'odierno "Internet dei PC" si potrebbe evolvere in un futuro "Internet delle Cose (Internet of Things - IoT)" in cui tra i 50 e i 100 miliardi di oggetti saranno connessi a Internet entro l'anno 2020. Alcune proiezioni annunciano che, nello stesso anno, il numero delle sessioni di comunicazione stabilite tra macchine potrebbe essere circa 30 volte superiore alle sessioni stabilite da esseri umani. Se non si considerassero solamente le comunicazioni "machine to machine", ma anche le comunicazioni tra qualsiasi tipologia di oggetto il numero salirebbe a 100.000 miliardi. Questi numeri fanno capire come l'Internet delle Cose sia un fenomeno nuovo, globale, veloce e multidimensionale. Queste caratteristiche rendono rilevante la ricerca e l'identificazione di fattori, abilitanti e inibitori, che possano influenzare la sua adozione in ambito aziendale. La seguente ricerca vuole approfondire la comprensione del fenomeno di diffusione dell'Internet delle Cose fornendo un contributo all'analisi delle dinamiche del processo di adozione, identificando, in particolare, i principali fattori facilitatori e inibitori. Si è scelto di iniziare l'indagine mediante la rivisitazione della Teoria della Diffusione dell'Innovazione (DoI) e con l'analisi di alcuni modelli di adozione di Sistemi Informativi proposti in letteratura. Sulla base di questi è stato definito un nuovo modello che possa aiutare nell'identificazione dei fattori abilitanti e inibitori per la diffusione dell'Internet delle Cose. Al fine di validare le ipotesi del modello, si è cercato un riscontro empirico attraverso l'analisi qualitativa di alcuni Case Study. A tal proposito sono stati selezionati tre progetti riguardanti l'implementazione di tecnologie inerenti l'Internet delle Cose. L'indagine esplorativa ha dimostrato come la DoI, opportunamente integrata sulla base della letteratura, si dimostri utile anche per l'analisi di adozione di tecnologie IoT per applicazioni business, inoltre è stato possibile verificare quali fattori esterni e interni a un'impresa, insieme al bilanciamento tra costi e benefici, siano i principali driver che influenzino il loro processo di adozione. Infine, questo studio fornisce un supporto alle organizzazioni che da sole, o con altri partner di filiera, siano intenzionate a sviluppare un progetto di implementazione riguardante tecnologie appartenenti al mondo dell'Internet delle Cose.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/359317
URN:NBN:IT:LIUC-359317