Negli ultimi 30 anni, la ricerca in ambito manageriale ha investigato la figura del manager, riconoscendogli un ruolo chiave all'interno delle organizzazioni. Inoltre, numerosi recenti studi a livello internazionale sull'engagement hanno dimostrato che una delle prime cause di non coinvolgimento e malcontento dei collaboratori è il cattivo management. Allo stesso tempo, è possibile identificare molti effetti positivi legati ad un buon management, come migliori condizioni di lavoro, un più alto livello di engagement, ridotto turnover dei dipendenti, efficacia manageriale. Dalla metà degli anni 50, molti accademici organizzativi hanno proposto vari modelli che elencavano i comportamenti e le competenze richiesti ai capi per essere efficaci nella gestione del business e delle loro persone, con risultati eterogenei tra loro. Infatti, alla luce dei grandi cambiamenti del mondo manageriale degli ultimi dieci anni, ci si aspetta che i manager gestiscano i propri collaboratori in modo totalmente diverso da quanto avveniva in passato: concetti come benessere, flessibilità, coinvolgimento, innovazione, collaborazione ed apprendimento continuo simbolizzano e danno forma ad un nuovo set di reciproche aspettative fra manager e collaboratori. Oggi le nuove competenze soft stanno guadagnando sempre maggior importanza nell'aumentare il coinvolgimento dei collaboratori. Tutti questi elementi conducono al fatto che ci si aspetta che qualcosa cambi nel modo in cui i manager si relazionano ai propri collaboratori. Dar la possibilità di collaboratori di svolgere il proprio lavoro al meglio è una nuova definizione di management che emerge da queste considerazioni, che a sua volta può portare ad un nuovo concetto di efficacia manageriale, ovvero fornire ai collaboratori tutto ciò di cui hanno bisogno per lavorare al meglio. L'obiettivo della mia tesi di dottorato si fonda su questi principi e implica che la ricerca venga condotta dalla prospettiva dei collaboratori, piuttosto che quella dei manager, solitamente adottata dagli studi accademici tradizionali sul tema dei comportamenti manageriali. Si concretizza nell'identificare quali comportamenti manageriali sono particolarmente apprezzati e riconosciuti dai collaboratori come importanti e, di conseguenza, li portano o consigliare i propri manager a terzi (intesi come diretti supervisori gerarchici), come persone con cui lavorare in futuro. Il focus dell'analisi è la forza lavoro italiana. Questo ampio ambito di studio, è stato dettagliato in tre domande di ricerca. 1. Qual è il NMPS dei manager italiani? 2. Quali comportamenti manageriali sono considerati più importanti dai collaborator italiani? 3. La relazione fra capo e collaboratore influenza la propensione dei collaboratori a consigliare il proprio capo? Per rispondere alle domande di ricerca, è stata condotta un'indagine online. Da novembre 2016 a settembre 2018 si sono raccolti 632 contributi. ll campione rappresenta collaboratori italiani impiegati in diversi settori del mondo manifatturiero e dei servizi. I risultati della ricerca permettono di comprendere quali comportamenti manageriali sono più importanti per i collaboratori italiani e, di conseguenza, li portino a consigliare i propri capi come persone con cui lavorare, in modo completamente disinteressato. I comportamenti manageriali che ottengono le percentuali di preferenza più alte sono: la concessione di libertà nel decidere come raggiungere i propri risultati; la disponibilità ad ascoltare i collaboratori; l'attenzione verso i bisogni e le opinioni dei collaboratori; l'apertura al confronto con i collaboratori; la fermezza nel prendere decisioni difficili; la definizione di obiettivi chiari. L'impatto d'innovazione della ricerca è forte, poiché, alla luce delle mie conoscenze, rappresenta la prima misurazione del NMPS in Italia. Inoltre, fino a questo momento, tutti gli studi sul NMPS applicano l'indicatore ad una singola azienda, mentre la mia ricerca propone un'interessante fotografia dell'ambiente lavorativo italiano nel suo complesso. Un ulteriore elemento di differenziazione è il fatto che la ricerca va ad investigare come i comportamenti manageriali e la qualità della relazione manager-collaboratore impatti sul NMPS. Questo approccio permette ai manager di ottenere una lista di linee guida concrete ed utili, immediatamente applicabili nella vita organizzativa quotidiana, in risposta alle richieste ed ai bisogni dei collaboratori.

What Italian employees expect from their managers to work at their best?

2019

Abstract

Negli ultimi 30 anni, la ricerca in ambito manageriale ha investigato la figura del manager, riconoscendogli un ruolo chiave all'interno delle organizzazioni. Inoltre, numerosi recenti studi a livello internazionale sull'engagement hanno dimostrato che una delle prime cause di non coinvolgimento e malcontento dei collaboratori è il cattivo management. Allo stesso tempo, è possibile identificare molti effetti positivi legati ad un buon management, come migliori condizioni di lavoro, un più alto livello di engagement, ridotto turnover dei dipendenti, efficacia manageriale. Dalla metà degli anni 50, molti accademici organizzativi hanno proposto vari modelli che elencavano i comportamenti e le competenze richiesti ai capi per essere efficaci nella gestione del business e delle loro persone, con risultati eterogenei tra loro. Infatti, alla luce dei grandi cambiamenti del mondo manageriale degli ultimi dieci anni, ci si aspetta che i manager gestiscano i propri collaboratori in modo totalmente diverso da quanto avveniva in passato: concetti come benessere, flessibilità, coinvolgimento, innovazione, collaborazione ed apprendimento continuo simbolizzano e danno forma ad un nuovo set di reciproche aspettative fra manager e collaboratori. Oggi le nuove competenze soft stanno guadagnando sempre maggior importanza nell'aumentare il coinvolgimento dei collaboratori. Tutti questi elementi conducono al fatto che ci si aspetta che qualcosa cambi nel modo in cui i manager si relazionano ai propri collaboratori. Dar la possibilità di collaboratori di svolgere il proprio lavoro al meglio è una nuova definizione di management che emerge da queste considerazioni, che a sua volta può portare ad un nuovo concetto di efficacia manageriale, ovvero fornire ai collaboratori tutto ciò di cui hanno bisogno per lavorare al meglio. L'obiettivo della mia tesi di dottorato si fonda su questi principi e implica che la ricerca venga condotta dalla prospettiva dei collaboratori, piuttosto che quella dei manager, solitamente adottata dagli studi accademici tradizionali sul tema dei comportamenti manageriali. Si concretizza nell'identificare quali comportamenti manageriali sono particolarmente apprezzati e riconosciuti dai collaboratori come importanti e, di conseguenza, li portano o consigliare i propri manager a terzi (intesi come diretti supervisori gerarchici), come persone con cui lavorare in futuro. Il focus dell'analisi è la forza lavoro italiana. Questo ampio ambito di studio, è stato dettagliato in tre domande di ricerca. 1. Qual è il NMPS dei manager italiani? 2. Quali comportamenti manageriali sono considerati più importanti dai collaborator italiani? 3. La relazione fra capo e collaboratore influenza la propensione dei collaboratori a consigliare il proprio capo? Per rispondere alle domande di ricerca, è stata condotta un'indagine online. Da novembre 2016 a settembre 2018 si sono raccolti 632 contributi. ll campione rappresenta collaboratori italiani impiegati in diversi settori del mondo manifatturiero e dei servizi. I risultati della ricerca permettono di comprendere quali comportamenti manageriali sono più importanti per i collaboratori italiani e, di conseguenza, li portino a consigliare i propri capi come persone con cui lavorare, in modo completamente disinteressato. I comportamenti manageriali che ottengono le percentuali di preferenza più alte sono: la concessione di libertà nel decidere come raggiungere i propri risultati; la disponibilità ad ascoltare i collaboratori; l'attenzione verso i bisogni e le opinioni dei collaboratori; l'apertura al confronto con i collaboratori; la fermezza nel prendere decisioni difficili; la definizione di obiettivi chiari. L'impatto d'innovazione della ricerca è forte, poiché, alla luce delle mie conoscenze, rappresenta la prima misurazione del NMPS in Italia. Inoltre, fino a questo momento, tutti gli studi sul NMPS applicano l'indicatore ad una singola azienda, mentre la mia ricerca propone un'interessante fotografia dell'ambiente lavorativo italiano nel suo complesso. Un ulteriore elemento di differenziazione è il fatto che la ricerca va ad investigare come i comportamenti manageriali e la qualità della relazione manager-collaboratore impatti sul NMPS. Questo approccio permette ai manager di ottenere una lista di linee guida concrete ed utili, immediatamente applicabili nella vita organizzativa quotidiana, in risposta alle richieste ed ai bisogni dei collaboratori.
23-ott-2019
Inglese
D'Amato, Vittorio
Serati, Massimiliano
Università "Carlo Cattaneo" (LIUC)
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/359376
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:LIUC-359376