Like most transitional periods, the 1970s were years of crisis and violence, but also years of civic engagement and cultural vitality. The difficulty of historical decoding for this decade is accompanied by the difficulty of critically organizing contemporary poetic production, which responded the crumbling of tradition and the exhaustion of the recent neo-avant-garde experience with a multiplicity of heterogeneous and sometimes conflicting creative impulses. Through a bifocal methodological lens that simultaneously investigates contextual and textual phenomena, this research aims to provide an intelligible picture of the new poetry that emerged in the 1970s (1969-1980), with a particular focus on the contribution of Italy's geographical, cultural, and editorial peripheries to the poetic history of the decade as a whole. A systematic mapping of the beginnings and a contextual discussion that restores the historical and geographical features of a dynamic and pluralistic literary field (chapters I-II) is followed by a critical arrangement of the selected poetic material (chap. III), which seeks to offer possible interpretations of a new poetic canon that is inclusive, pluralistic, and multicentric from both a geographical and stylistic point of view.

Come gran parte delle età di transizione, gli Anni Settanta sono stati anni di crisi e di violenza, ma anche anni di partecipazione civile e di vivacità culturale. Alla difficoltà di una decodifica storica per questo decennio si accompagna la difficoltà di un’organizzazione critica della produzione poetica coeva, che allo sgretolamento della tradizione e all’esaurimento della recente esperienza neoavanguardistica rispondeva con una molteplicità di spinte creative eterogenee fino alla conflittualità. Attraverso una lente metodologica bifocale che indaga simultaneamente i fenomeni contestuali e quelli testuali, la presente ricerca si propone di restituire un quadro il più possibile intellegibile della nuova poesia emersa negli anni Settanta (1969-1980), che sondi in modo particolare l’apporto delle periferie geografiche, culturali ed editoriali d’Italia alla storia poetica del decennio nel suo complesso. A una mappatura sistematica degli esordi e a una trattazione contestuale che restituisce i lineamenti storico-geografici di un campo letterario dinamico e plurale (capitoli I-II), segue quindi una sistemazione critica del materiale poetico selezionato (cap. III), che cerca di offrire possibili linee interpretative di un nuovo canone poetico inclusivo, plurale e multicentrico tanto dal punto vista geografico quanto da quello stilistico.  

Cospirazione provinciale. Multicentrismo e periferie nella poesia italiana degli anni Settanta del Novecento

DRAGONIERI, GERMANA
2026

Abstract

Like most transitional periods, the 1970s were years of crisis and violence, but also years of civic engagement and cultural vitality. The difficulty of historical decoding for this decade is accompanied by the difficulty of critically organizing contemporary poetic production, which responded the crumbling of tradition and the exhaustion of the recent neo-avant-garde experience with a multiplicity of heterogeneous and sometimes conflicting creative impulses. Through a bifocal methodological lens that simultaneously investigates contextual and textual phenomena, this research aims to provide an intelligible picture of the new poetry that emerged in the 1970s (1969-1980), with a particular focus on the contribution of Italy's geographical, cultural, and editorial peripheries to the poetic history of the decade as a whole. A systematic mapping of the beginnings and a contextual discussion that restores the historical and geographical features of a dynamic and pluralistic literary field (chapters I-II) is followed by a critical arrangement of the selected poetic material (chap. III), which seeks to offer possible interpretations of a new poetic canon that is inclusive, pluralistic, and multicentric from both a geographical and stylistic point of view.
17-mar-2026
Italiano
Come gran parte delle età di transizione, gli Anni Settanta sono stati anni di crisi e di violenza, ma anche anni di partecipazione civile e di vivacità culturale. Alla difficoltà di una decodifica storica per questo decennio si accompagna la difficoltà di un’organizzazione critica della produzione poetica coeva, che allo sgretolamento della tradizione e all’esaurimento della recente esperienza neoavanguardistica rispondeva con una molteplicità di spinte creative eterogenee fino alla conflittualità. Attraverso una lente metodologica bifocale che indaga simultaneamente i fenomeni contestuali e quelli testuali, la presente ricerca si propone di restituire un quadro il più possibile intellegibile della nuova poesia emersa negli anni Settanta (1969-1980), che sondi in modo particolare l’apporto delle periferie geografiche, culturali ed editoriali d’Italia alla storia poetica del decennio nel suo complesso. A una mappatura sistematica degli esordi e a una trattazione contestuale che restituisce i lineamenti storico-geografici di un campo letterario dinamico e plurale (capitoli I-II), segue quindi una sistemazione critica del materiale poetico selezionato (cap. III), che cerca di offrire possibili linee interpretative di un nuovo canone poetico inclusivo, plurale e multicentrico tanto dal punto vista geografico quanto da quello stilistico.  
poesia; novecento; periferie; subalternità; canone
CANGIANO, Domenico Mimmo
Università Ca' Foscari Venezia
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Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIVE-361287