This research examines the regulation of the European digital market through an analysis of the Digital Markets Act (Regulation EU 2022/1925), regarded as the European Union’s most recent attempt to establish a coherent framework for governing digital platforms. The study begins with a reconstruction of the institutional and legal context, and then focuses on the concept of the gatekeeper, a subject entrusted with specific obligations aimed at ensuring fairness and contestability in digital markets. The analysis is structured around four main dimensions: a critical assessment of the obligations imposed by the new regulation; the issue of the gatekeeper’s legal subjectivity as a distinct entity; the legitimacy of the European Commission to exercise regulatory powers, including the authority to impose conduct requirements and sanctions, even in the absence of explicit primary law; and the balance with national constitutional principles, with particular attention to remedies available before the Court of Justice. Two main challenges emerge from the research. In terms of legitimacy, the expansion of the Commission’s powers appears to conflict with the principles of economic freedom and the legality of pecuniary obligations. In terms of effectiveness, the measures introduced by the Digital Markets Act do not always succeed in rebalancing the relationships between platforms, businesses, and consumers, nor in delivering benefits proportional to the obligations imposed on gatekeepers. In conclusion, the Digital Markets Act represents a significant step toward regulating the European digital market and strengthening the EU’s normative sovereignty. Nonetheless, its application raises questions about the sustainability of the Commission’s “overreach” and the potential effects of a regulatory intervention that, while aiming to enhance legal certainty, may inadvertently increase uncertainty in global economic relations.

La ricerca affronta il tema della regolazione del mercato digitale europeo attraverso l’analisi del Digital Markets Act (Regolamento UE 2022/1925), considerato come il tentativo più recente dell’Unione europea di definire un quadro organico per la disciplina del mercato digitale. L’analisi prende avvio dalla ricostruzione del contesto istituzionale e normativo, per poi soffermarsi sulla figura del gatekeeper, destinatario di obblighi specifici volti a preservare l’equità e la contendibilità dei mercati digitali. L’elaborato si articola in quattro direttrici principali: l’analisi critica degli obblighi previsti dalla recente normativa; la problematica della “soggettivazione” del gatekeeper quale entità giuridica distinta; la legittimazione della Commissione europea ad esercitare un potere regolatore che si sostanzi nella facoltà di imporre condotte e comminare sanzioni, seppure in assenza di una base giuridica nel diritto primario; il bilanciamento con i principi costituzionali nazionali, con particolare attenzione ai rimedi esperibili dinanzi alla Corte di giustizia. Dalla ricerca emergono due profili di criticità. Sul piano della legittimità, l’ampliamento delle competenze della Commissione si pone in frizione con i principi di libera iniziativa economica e di legalità delle prestazioni patrimoniali. Sul piano dell’efficacia, le misure introdotte dal Digital Markets Act non appaiono pienamente idonee a riequilibrare i rapporti tra piattaforme, imprese e consumatori, né a garantire vantaggi proporzionati rispetto agli obblighi imposti ai gatekeepers. In conclusione, il Digital Markets Act rappresenta un passaggio significativo verso la regolazione del mercato digitale europeo e l’affermazione della sovranità normativa dell’Unione. Tuttavia, la sua applicazione solleva interrogativi sulla sostenibilità dell’“over power” della Commissione e sugli effetti di un intervento che, pur volto a rafforzare la certezza del diritto, rischia di accrescere l’incertezza nei rapporti economici globali.

L’autonoma soggettività del gatekeeper: tra opportunità ed efficacia di un controllo istituzionale

DI STEFANO, MARIANNA
2026

Abstract

This research examines the regulation of the European digital market through an analysis of the Digital Markets Act (Regulation EU 2022/1925), regarded as the European Union’s most recent attempt to establish a coherent framework for governing digital platforms. The study begins with a reconstruction of the institutional and legal context, and then focuses on the concept of the gatekeeper, a subject entrusted with specific obligations aimed at ensuring fairness and contestability in digital markets. The analysis is structured around four main dimensions: a critical assessment of the obligations imposed by the new regulation; the issue of the gatekeeper’s legal subjectivity as a distinct entity; the legitimacy of the European Commission to exercise regulatory powers, including the authority to impose conduct requirements and sanctions, even in the absence of explicit primary law; and the balance with national constitutional principles, with particular attention to remedies available before the Court of Justice. Two main challenges emerge from the research. In terms of legitimacy, the expansion of the Commission’s powers appears to conflict with the principles of economic freedom and the legality of pecuniary obligations. In terms of effectiveness, the measures introduced by the Digital Markets Act do not always succeed in rebalancing the relationships between platforms, businesses, and consumers, nor in delivering benefits proportional to the obligations imposed on gatekeepers. In conclusion, the Digital Markets Act represents a significant step toward regulating the European digital market and strengthening the EU’s normative sovereignty. Nonetheless, its application raises questions about the sustainability of the Commission’s “overreach” and the potential effects of a regulatory intervention that, while aiming to enhance legal certainty, may inadvertently increase uncertainty in global economic relations.
12-mar-2026
Italiano
La ricerca affronta il tema della regolazione del mercato digitale europeo attraverso l’analisi del Digital Markets Act (Regolamento UE 2022/1925), considerato come il tentativo più recente dell’Unione europea di definire un quadro organico per la disciplina del mercato digitale. L’analisi prende avvio dalla ricostruzione del contesto istituzionale e normativo, per poi soffermarsi sulla figura del gatekeeper, destinatario di obblighi specifici volti a preservare l’equità e la contendibilità dei mercati digitali. L’elaborato si articola in quattro direttrici principali: l’analisi critica degli obblighi previsti dalla recente normativa; la problematica della “soggettivazione” del gatekeeper quale entità giuridica distinta; la legittimazione della Commissione europea ad esercitare un potere regolatore che si sostanzi nella facoltà di imporre condotte e comminare sanzioni, seppure in assenza di una base giuridica nel diritto primario; il bilanciamento con i principi costituzionali nazionali, con particolare attenzione ai rimedi esperibili dinanzi alla Corte di giustizia. Dalla ricerca emergono due profili di criticità. Sul piano della legittimità, l’ampliamento delle competenze della Commissione si pone in frizione con i principi di libera iniziativa economica e di legalità delle prestazioni patrimoniali. Sul piano dell’efficacia, le misure introdotte dal Digital Markets Act non appaiono pienamente idonee a riequilibrare i rapporti tra piattaforme, imprese e consumatori, né a garantire vantaggi proporzionati rispetto agli obblighi imposti ai gatekeepers. In conclusione, il Digital Markets Act rappresenta un passaggio significativo verso la regolazione del mercato digitale europeo e l’affermazione della sovranità normativa dell’Unione. Tuttavia, la sua applicazione solleva interrogativi sulla sostenibilità dell’“over power” della Commissione e sugli effetti di un intervento che, pur volto a rafforzare la certezza del diritto, rischia di accrescere l’incertezza nei rapporti economici globali.
gatekeeper; soggettività; obblighi; commissione europea; controllo pubblico
SICCHIERO, Gianluca
Università Ca' Foscari Venezia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/361625
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIVE-361625