The dissertation examines cultural politics in Lebanon during the long 1960s and 1970s through the case study of the cultural centre Dar el Fan w-al-Adab [House of Art and Literature], founded in Beirut in 1967 by cultural advocate Janine Rubeiz (1926–1992) and active as a cultural space until 1975. It argues that the centre was an agent in shaping a particular cultural identity (termed “Lebanese personality”) in a time marked by internal tensions and international entanglements. After having retraced the structure of the centre, its mission and its ambitions, and selected early exhibitions, the subsequent chapters develop the analysis along different axes. Chapter 2 examines the contribution of women to the centre’s leadership and programming, with particular attention to feminist practices and the ways in which global feminist discourses were reinterpreted in relation to Lebanon. Political engagement is central in Chapter 3, which considers the interplay between culture and politics in a Lebanon caught between global Third Worldist and anti-imperialist movements, the regional impact of the Arab defeat in the 1967 War, and the outbreak of the Civil War in 1975. Chapter 4 situates the centre in a broader international network of regional initiatives and Cold War dynamics, where culture, politics, and diplomacy intersected. Finally, it examines Rubeiz’s dedication to culture during the War, understanding it as a resource for sustaining social cohesion. The work sheds light on an understudied cultural institution, but also proposes to read it as an active cultural and political laboratory. The model of cultural identity that emerges is porous, attached to local concerns while also positioned within wider regional and global constellations.

La tesi discute le politiche culturali in Libano durante i decenni 1960/70 attraverso il caso studio di Dar el Fan w-al-Adab [Casa dell’arte e della Letteratura], fondato a Beirut nel 1967 dall’attivista culturale Janine Rubeiz (1926-1992) e operativo in quanto centro fino al 1975. Si sostiene che il centro fosse un agente attivo nel plasmare una certa identità culturale (chiamata “personalità Libanese”) in un momento contrassegnato da tensioni interne e intrecci internazionali. Dopo aver ritracciato la struttura del centro, la sua missione e ambizioni, e alcune prime mostre selezionate, i capitoli successivi sviluppano l’analisi secondo assi differenti. Il Cap. 2 esamina il contributo delle donne alla leadership e al programma, con particolare attenzione alle pratiche femministe e a come femminismi globali fossero riletti in relazione al Libano. L’impegno politico è centrale nel Cap. 3, che considera il rapporto tra cultura e politica in un Libano teso tra movimenti Terzomondisti e anti-imperialisti, l’impatto della sconfitta Araba del 1967, e lo scoppio della Guerra Civile nel 1975. Il Cap. 4 situa il centro in una rete internazionale più ampia di iniziative regionali e dinamiche della Guerra Fredda, dove si intersecano cultura, politica e diplomazia. Infine, si analizza l’impegno di Rubeiz per la cultura durante il conflitto, quando questa viene intesa come una risorsa per favorire coesione sociale. Il lavoro fa luce su una istituzione culturale poco nota, ma propone anche di leggerla come un laboratorio politico e culturale attivo. Il modello di identità culturale che ne emerge è poroso, legato a interessi locali ma posizionato anche all’interno di costellazioni regionali e globali più ampie.

Dar el Fan and Janine Rubeiz: The Shaping of a Cultural Identity in Lebanon

MALUSARDI, FLAVIA ELENA
2026

Abstract

The dissertation examines cultural politics in Lebanon during the long 1960s and 1970s through the case study of the cultural centre Dar el Fan w-al-Adab [House of Art and Literature], founded in Beirut in 1967 by cultural advocate Janine Rubeiz (1926–1992) and active as a cultural space until 1975. It argues that the centre was an agent in shaping a particular cultural identity (termed “Lebanese personality”) in a time marked by internal tensions and international entanglements. After having retraced the structure of the centre, its mission and its ambitions, and selected early exhibitions, the subsequent chapters develop the analysis along different axes. Chapter 2 examines the contribution of women to the centre’s leadership and programming, with particular attention to feminist practices and the ways in which global feminist discourses were reinterpreted in relation to Lebanon. Political engagement is central in Chapter 3, which considers the interplay between culture and politics in a Lebanon caught between global Third Worldist and anti-imperialist movements, the regional impact of the Arab defeat in the 1967 War, and the outbreak of the Civil War in 1975. Chapter 4 situates the centre in a broader international network of regional initiatives and Cold War dynamics, where culture, politics, and diplomacy intersected. Finally, it examines Rubeiz’s dedication to culture during the War, understanding it as a resource for sustaining social cohesion. The work sheds light on an understudied cultural institution, but also proposes to read it as an active cultural and political laboratory. The model of cultural identity that emerges is porous, attached to local concerns while also positioned within wider regional and global constellations.
6-mar-2026
Inglese
La tesi discute le politiche culturali in Libano durante i decenni 1960/70 attraverso il caso studio di Dar el Fan w-al-Adab [Casa dell’arte e della Letteratura], fondato a Beirut nel 1967 dall’attivista culturale Janine Rubeiz (1926-1992) e operativo in quanto centro fino al 1975. Si sostiene che il centro fosse un agente attivo nel plasmare una certa identità culturale (chiamata “personalità Libanese”) in un momento contrassegnato da tensioni interne e intrecci internazionali. Dopo aver ritracciato la struttura del centro, la sua missione e ambizioni, e alcune prime mostre selezionate, i capitoli successivi sviluppano l’analisi secondo assi differenti. Il Cap. 2 esamina il contributo delle donne alla leadership e al programma, con particolare attenzione alle pratiche femministe e a come femminismi globali fossero riletti in relazione al Libano. L’impegno politico è centrale nel Cap. 3, che considera il rapporto tra cultura e politica in un Libano teso tra movimenti Terzomondisti e anti-imperialisti, l’impatto della sconfitta Araba del 1967, e lo scoppio della Guerra Civile nel 1975. Il Cap. 4 situa il centro in una rete internazionale più ampia di iniziative regionali e dinamiche della Guerra Fredda, dove si intersecano cultura, politica e diplomazia. Infine, si analizza l’impegno di Rubeiz per la cultura durante il conflitto, quando questa viene intesa come una risorsa per favorire coesione sociale. Il lavoro fa luce su una istituzione culturale poco nota, ma propone anche di leggerla come un laboratorio politico e culturale attivo. Il modello di identità culturale che ne emerge è poroso, legato a interessi locali ma posizionato anche all’interno di costellazioni regionali e globali più ampie.
Dar el Fan; Janine Rubeiz; Lebanon; Cultural politics; Cultural centre
VESCOVO, Pier-Mario Piermario
Università Ca' Foscari Venezia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/361633
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIVE-361633