La ricerca analizza i paesaggi della Prima Guerra Mondiale attraverso un approccio multidisciplinare, proprio della Conflict Archaeology, focalizzandosi sugli scenari operativi della Brigata Sassari tra il Carso isontino e l’Altopiano dei Sette Comuni. L’obiettivo è ricostruire l’organizzazione spaziale del campo di battaglia e comprendere le dinamiche di trasformazione del territorio tra il 1915 e il 1918, integrando fonti d’archivio, cartografia militare, fotografie aeree storiche, dati geotopografici moderni e indagini archeologiche non invasive. La metodologia ha previsto la digitalizzazione e georeferenziazione delle fonti, l’analisi fotointerpretativa, l’uso di modelli digitali del terreno (DTM e LiDAR), rilievi aerofotogrammetrici tramite drone e attività di survey con strumenti Mobile GIS. I dati sono stati organizzati in un geodatabase relazionale multilivello, strutturato per integrare fonti, evidenze materiali e risultati di ricognizione. L’indagine ha consentito di identificare e mappare sistemi trincerati, postazioni d’artiglieria, gallerie, baraccamenti, reticolati e cimiteri di guerra, evidenziando differenze morfologiche e funzionali tra i diversi settori del fronte. L’analisi comparata tra documentazione storica e tracce materiali ha permesso di valutare l’affidabilità delle fonti e di restituire una lettura integrata del paesaggio bellico come palinsesto stratificato, in cui memoria, distruzione e ricostruzione si sovrappongono. Il lavoro contribuisce al consolidamento dell’archeologia della Grande Guerra in Italia, proponendo un modello metodologico replicabile per lo studio dei paesaggi di conflitto e per la valorizzazione consapevole del patrimonio storico-militare.
This research investigates First World War landscapes through a multidisciplinary Conflict Archaeology approach, focusing on the operational areas of the Sassari Brigade between the Isonzo Karst and the Asiago Plateau. The main aim is to reconstruct the spatial organization of the battlefield and to understand the transformation of the landscape between 1915 and 1918 by integrating archival sources, military cartography, historical aerial photographs, modern geotopographic data and non-invasive archaeological investigations. The methodology included the digitization and georeferencing of historical sources, aerial photo interpretation, the use of Digital Terrain Models (DTM and LiDAR), drone-based photogrammetric surveys and field survey supported by Mobile GIS tools. All data were structured within a multi-level relational geodatabase designed to integrate documentary sources, material evidence and survey results. The study enabled the identification and mapping of trench systems, artillery positions, military tunnels, barracks, barbed-wire entanglements and war cemeteries, highlighting morphological and functional differences between different sectors of the front. The comparison between historical documentation and physical traces allowed an assessment of source reliability and provided an integrated interpretation of the war landscape as a stratified palimpsest shaped by destruction, memory and reconstruction. This work contributes to the development of Great War archaeology in Italy by proposing a replicable methodological model for the study and enhancement of conflict landscapes.
Landscapes of War and Conflict Archaeology: un approccio multidisciplinare per la ricostruzione dei paesaggi della Prima Guerra Mondiale. La Brigata Sassari tra Carso e Altopiano dei Sette Comuni.
AZZALIN, Giovanni
2026
Abstract
La ricerca analizza i paesaggi della Prima Guerra Mondiale attraverso un approccio multidisciplinare, proprio della Conflict Archaeology, focalizzandosi sugli scenari operativi della Brigata Sassari tra il Carso isontino e l’Altopiano dei Sette Comuni. L’obiettivo è ricostruire l’organizzazione spaziale del campo di battaglia e comprendere le dinamiche di trasformazione del territorio tra il 1915 e il 1918, integrando fonti d’archivio, cartografia militare, fotografie aeree storiche, dati geotopografici moderni e indagini archeologiche non invasive. La metodologia ha previsto la digitalizzazione e georeferenziazione delle fonti, l’analisi fotointerpretativa, l’uso di modelli digitali del terreno (DTM e LiDAR), rilievi aerofotogrammetrici tramite drone e attività di survey con strumenti Mobile GIS. I dati sono stati organizzati in un geodatabase relazionale multilivello, strutturato per integrare fonti, evidenze materiali e risultati di ricognizione. L’indagine ha consentito di identificare e mappare sistemi trincerati, postazioni d’artiglieria, gallerie, baraccamenti, reticolati e cimiteri di guerra, evidenziando differenze morfologiche e funzionali tra i diversi settori del fronte. L’analisi comparata tra documentazione storica e tracce materiali ha permesso di valutare l’affidabilità delle fonti e di restituire una lettura integrata del paesaggio bellico come palinsesto stratificato, in cui memoria, distruzione e ricostruzione si sovrappongono. Il lavoro contribuisce al consolidamento dell’archeologia della Grande Guerra in Italia, proponendo un modello metodologico replicabile per lo studio dei paesaggi di conflitto e per la valorizzazione consapevole del patrimonio storico-militare.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Tesi Dottorato_Azzalin_2026_def.pdf
accesso aperto
Licenza:
Tutti i diritti riservati
Dimensione
136.63 MB
Formato
Adobe PDF
|
136.63 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/363214
URN:NBN:IT:UNISS-363214