The thesis examines the evolution of the federal idea within the Habsburg Empire between 1848 and 1918, placing at the centre of the analysis the structural interaction between domestic politics, institutional reform and foreign policy dynamics. In a state framework characterised by profound ethno-national fragmentation, the Habsburg Monarchy was compelled, over the course of the nineteenth century, to redefine its constitutional order to secure internal cohesion and preserve its position within the European balance of power. Within this context, the national question and the debate on federalism represented both a major source of tension and one of the most significant arenas of political and institutional experimentation. The primary aim of the research is to address a persistent historiographical gap by offering a systematic reconstruction of the federal projects, constitutional reforms and administrative concessions adopted or devised by the Habsburg Monarchy. It analyses their normative content, political objectives and institutional impact. The study distinguishes itself from the existing literature in two principal respects. First, it adopts an integrated perspective designed to overcome the traditional analytical separation between domestic and foreign policy, highlighting the reciprocal influences between international crises, diplomatic strategies and processes of internal reform. Secondly, it makes use of previously unpublished sources that shed new light on the substance of the institutional reforms introduced in an attempt to resolve the enduring problem of the nationalities, and to define the long trajectory of the Habsburg state along a federal path that ultimately led to the establishment of the Federal Republic of Austria. From a methodological standpoint, the thesis is situated at the intersection of constitutional history, the history of political institutions and the history of international relations. The investigation is grounded in an extensive and in-depth analysis of primary sources hitherto unexplored, including imperial legislation, governmental acts, ministerial protocols and diplomatic correspondence, as well as archival materials preserved in the principal Austrian archives. These sources are complemented by a critical examination of the existing national and international historiography, with a view to assessing continuities, discontinuities and the validity of established interpretations concerning the often-neglected issue of Habsburg federalism. The analysis follows a diachronic development beginning with the earliest federalist formulations that emerged in the context of the Revolutions of 1848 and the Kremsier Reichstag, continuing through the period of neo-absolutism, the constitutional experiments of the 1860s and the Austro-Hungarian Compromise of 1867. Particular attention is devoted to attempts to overcome dualism, to the policies of concession adopted during the mature phase of the Dual Monarchy, and to the reform projects elaborated in the final decades of the Empire’s existence. A central role is attributed to the programmes of federal transformation promoted by the heirs to the throne, in particular Archduke Franz Ferdinand, and subsequently taken up by Emperor Charles I, with specific reference to the project of the “United States of Greater Austria”. Overall, the thesis advances a reinterpretation of the Habsburg experience that calls into question the teleological reading of the Empire’s collapse, demonstrating that federalism constituted a genuine option for reform and state survival. The present study further seeks to provide an initial contribution towards addressing the historiographical lacuna concerning the complex centre–periphery relationship within the multi-ethnic Austrian Empire. In so doing, it delineates the distinctive profile of Habsburg political practice, which was perpetually oscillating between more centralist and more federal solutions and identifies patterns that subsequently crystallised into institutional practices inherited by the successor states, many of which continue to combine centralism and federalism in highly distinctive constitutional arrangements. Study this historical trajectory is to move beyond the retrospective condemnation and the assertion that the Habsburg Monarchy was merely a “prison of peoples” — interpretations that have long shaped, and in part continue to shape, both historiography and public memory of the Empire. It also entails recognising that the coexistence of cultural and linguistic plurality is not merely a question of the past, but an enduring and structural challenge.

La tesi esamina l’evoluzione dell’idea federale all’interno dell’Impero asburgico nel periodo compreso tra il 1848 e il 1918, ponendo al centro dell’analisi l’interazione strutturale tra politica interna, riforme istituzionali e dinamiche di politica estera. In un contesto statuale caratterizzato da una profonda frammentazione etnico-nazionale, la Monarchia degli Asburgo fu chiamata a confrontarsi, nel corso del XIX secolo, con la necessità di ridefinire il proprio assetto costituzionale al fine di garantire la coesione interna e preservare il proprio ruolo nel sistema delle potenze europee. In tale quadro, la questione nazionale e il dibattito sul federalismo rappresentarono uno dei principali fattori di tensione e, al contempo, uno dei più rilevanti ambiti di sperimentazione politico-istituzionale. Obiettivo della ricerca è quello di colmare una persistente lacuna storiografica, offrendo una ricostruzione sistematica dei progetti federali, delle riforme costituzionali e delle concessioni amministrative adottate o elaborate dalla Monarchia asburgica, analizzandone il contenuto normativo, le finalità politiche e l’impatto istituzionale. Il lavoro si distingue dalla letteratura esistente da un lato per l’adozione di una prospettiva integrata, volta a superare la tradizionale separazione analitica tra politica interna e politica estera, mettendo in luce le reciproche influenze tra le crisi internazionali, le strategie diplomatiche e i processi di riforma domestica; e dall’altro per l’uso di fonti inedite che contribuiscono a far luce sul contenuto delle riforme istituzionali adottate nel tentativo di porre rimedio al persistente problema delle nazionalità e alla definizione del lungo percorso dello Stato asburgico sul sentiero del federalismo che ha portato poi alla nascita della Repubblica Federale d’Austria. Dal punto di vista metodologico, la tesi si colloca all’intersezione tra storia costituzionale, storia delle istituzioni politiche e storia delle relazioni internazionali. L’indagine si fonda su un’ampia e approfondita analisi di fonti primarie mai analizzate in precedenza, comprendenti legislazione imperiale, atti governativi, protocolli ministeriali e corrispondenza diplomatica, nonché materiali archivistici conservati nei principali archivi austriaci. A tali fonti si affianca l’esame critico della storiografia nazionale e internazionale esistente, al fine di valutare continuità, discontinuità oltre che la bontà delle interpretazioni consolidate sul trascurato tema del federalismo asburgico. L’analisi segue uno sviluppo diacronico che prende avvio dalle prime elaborazioni federaliste emerse nel contesto delle rivoluzioni del 1848 e del Reichstag di Kremsier, proseguendo attraverso il periodo del neoassolutismo, gli esperimenti costituzionali degli anni Sessanta dell’Ottocento e il Compromesso austro-ungarico del 1867. Particolare attenzione è riservata ai tentativi di superamento del dualismo, alle politiche di concessione adottate nella fase matura della Duplice Monarchia e ai progetti di riforma elaborati negli ultimi decenni di vita dell’Impero. Un ruolo centrale è attribuito ai programmi di trasformazione federale promossi dagli eredi al trono, in particolare dall’Arciduca Francesco Ferdinando, e successivamente ripresi dall’Imperatore Carlo I, con specifico riferimento al progetto degli “Stati Uniti della Grande Austria”. Nel complesso, la tesi propone quindi una rilettura dell’esperienza asburgica che problematizza l’interpretazione teleologica del crollo dell’Impero, mostrando come il federalismo rappresentò una reale opzione di riforma e di sopravvivenza statuale. Il presente elaborato si propone inoltre come un primo contributo volto a colmare la lacuna storiografica del complesso rapporto centro-periferia nel multietnico Impero d’Austria, delineando il profilo peculiare della politica asburgica, perennemente oscillante tra soluzioni più centralistiche o federalistiche, individuando quindi delle tendenze divenute poi prassi ereditate dagli Stati successori, che ancor oggi coniugano centralismo e federalismo in formule istituzionali alquanto particolari. Studiare questa vicenda significa andare oltre la condanna storica e l’affermazione secondo cui la monarchia asburgica fu una prigione dei popoli, concezioni che hanno caratterizzato per lungo tempo, e in parte caratterizzano anche oggi, la storiografia e il ricordo dell’Impero. Significa, inoltre, riconoscere che la convivenza di pluralità culturali e linguistiche non è solo un problema del passato, ma una sfida permanente.

L'IMPERO ASBURGICO E L'IDEA FEDERALE: PROGETTI E RIFORME PER LA SOLUZIONE DELLE QUESTIONI NAZIONALI E DELLE CRISI INTERNAZIONALI NELLA MITTELEUROPA TRA SECONDO OTTOCENTO E PRIMO NOVECENTO

Tosoni, Stefano
2026

Abstract

The thesis examines the evolution of the federal idea within the Habsburg Empire between 1848 and 1918, placing at the centre of the analysis the structural interaction between domestic politics, institutional reform and foreign policy dynamics. In a state framework characterised by profound ethno-national fragmentation, the Habsburg Monarchy was compelled, over the course of the nineteenth century, to redefine its constitutional order to secure internal cohesion and preserve its position within the European balance of power. Within this context, the national question and the debate on federalism represented both a major source of tension and one of the most significant arenas of political and institutional experimentation. The primary aim of the research is to address a persistent historiographical gap by offering a systematic reconstruction of the federal projects, constitutional reforms and administrative concessions adopted or devised by the Habsburg Monarchy. It analyses their normative content, political objectives and institutional impact. The study distinguishes itself from the existing literature in two principal respects. First, it adopts an integrated perspective designed to overcome the traditional analytical separation between domestic and foreign policy, highlighting the reciprocal influences between international crises, diplomatic strategies and processes of internal reform. Secondly, it makes use of previously unpublished sources that shed new light on the substance of the institutional reforms introduced in an attempt to resolve the enduring problem of the nationalities, and to define the long trajectory of the Habsburg state along a federal path that ultimately led to the establishment of the Federal Republic of Austria. From a methodological standpoint, the thesis is situated at the intersection of constitutional history, the history of political institutions and the history of international relations. The investigation is grounded in an extensive and in-depth analysis of primary sources hitherto unexplored, including imperial legislation, governmental acts, ministerial protocols and diplomatic correspondence, as well as archival materials preserved in the principal Austrian archives. These sources are complemented by a critical examination of the existing national and international historiography, with a view to assessing continuities, discontinuities and the validity of established interpretations concerning the often-neglected issue of Habsburg federalism. The analysis follows a diachronic development beginning with the earliest federalist formulations that emerged in the context of the Revolutions of 1848 and the Kremsier Reichstag, continuing through the period of neo-absolutism, the constitutional experiments of the 1860s and the Austro-Hungarian Compromise of 1867. Particular attention is devoted to attempts to overcome dualism, to the policies of concession adopted during the mature phase of the Dual Monarchy, and to the reform projects elaborated in the final decades of the Empire’s existence. A central role is attributed to the programmes of federal transformation promoted by the heirs to the throne, in particular Archduke Franz Ferdinand, and subsequently taken up by Emperor Charles I, with specific reference to the project of the “United States of Greater Austria”. Overall, the thesis advances a reinterpretation of the Habsburg experience that calls into question the teleological reading of the Empire’s collapse, demonstrating that federalism constituted a genuine option for reform and state survival. The present study further seeks to provide an initial contribution towards addressing the historiographical lacuna concerning the complex centre–periphery relationship within the multi-ethnic Austrian Empire. In so doing, it delineates the distinctive profile of Habsburg political practice, which was perpetually oscillating between more centralist and more federal solutions and identifies patterns that subsequently crystallised into institutional practices inherited by the successor states, many of which continue to combine centralism and federalism in highly distinctive constitutional arrangements. Study this historical trajectory is to move beyond the retrospective condemnation and the assertion that the Habsburg Monarchy was merely a “prison of peoples” — interpretations that have long shaped, and in part continue to shape, both historiography and public memory of the Empire. It also entails recognising that the coexistence of cultural and linguistic plurality is not merely a question of the past, but an enduring and structural challenge.
31-mar-2026
Italiano
La tesi esamina l’evoluzione dell’idea federale all’interno dell’Impero asburgico nel periodo compreso tra il 1848 e il 1918, ponendo al centro dell’analisi l’interazione strutturale tra politica interna, riforme istituzionali e dinamiche di politica estera. In un contesto statuale caratterizzato da una profonda frammentazione etnico-nazionale, la Monarchia degli Asburgo fu chiamata a confrontarsi, nel corso del XIX secolo, con la necessità di ridefinire il proprio assetto costituzionale al fine di garantire la coesione interna e preservare il proprio ruolo nel sistema delle potenze europee. In tale quadro, la questione nazionale e il dibattito sul federalismo rappresentarono uno dei principali fattori di tensione e, al contempo, uno dei più rilevanti ambiti di sperimentazione politico-istituzionale. Obiettivo della ricerca è quello di colmare una persistente lacuna storiografica, offrendo una ricostruzione sistematica dei progetti federali, delle riforme costituzionali e delle concessioni amministrative adottate o elaborate dalla Monarchia asburgica, analizzandone il contenuto normativo, le finalità politiche e l’impatto istituzionale. Il lavoro si distingue dalla letteratura esistente da un lato per l’adozione di una prospettiva integrata, volta a superare la tradizionale separazione analitica tra politica interna e politica estera, mettendo in luce le reciproche influenze tra le crisi internazionali, le strategie diplomatiche e i processi di riforma domestica; e dall’altro per l’uso di fonti inedite che contribuiscono a far luce sul contenuto delle riforme istituzionali adottate nel tentativo di porre rimedio al persistente problema delle nazionalità e alla definizione del lungo percorso dello Stato asburgico sul sentiero del federalismo che ha portato poi alla nascita della Repubblica Federale d’Austria. Dal punto di vista metodologico, la tesi si colloca all’intersezione tra storia costituzionale, storia delle istituzioni politiche e storia delle relazioni internazionali. L’indagine si fonda su un’ampia e approfondita analisi di fonti primarie mai analizzate in precedenza, comprendenti legislazione imperiale, atti governativi, protocolli ministeriali e corrispondenza diplomatica, nonché materiali archivistici conservati nei principali archivi austriaci. A tali fonti si affianca l’esame critico della storiografia nazionale e internazionale esistente, al fine di valutare continuità, discontinuità oltre che la bontà delle interpretazioni consolidate sul trascurato tema del federalismo asburgico. L’analisi segue uno sviluppo diacronico che prende avvio dalle prime elaborazioni federaliste emerse nel contesto delle rivoluzioni del 1848 e del Reichstag di Kremsier, proseguendo attraverso il periodo del neoassolutismo, gli esperimenti costituzionali degli anni Sessanta dell’Ottocento e il Compromesso austro-ungarico del 1867. Particolare attenzione è riservata ai tentativi di superamento del dualismo, alle politiche di concessione adottate nella fase matura della Duplice Monarchia e ai progetti di riforma elaborati negli ultimi decenni di vita dell’Impero. Un ruolo centrale è attribuito ai programmi di trasformazione federale promossi dagli eredi al trono, in particolare dall’Arciduca Francesco Ferdinando, e successivamente ripresi dall’Imperatore Carlo I, con specifico riferimento al progetto degli “Stati Uniti della Grande Austria”. Nel complesso, la tesi propone quindi una rilettura dell’esperienza asburgica che problematizza l’interpretazione teleologica del crollo dell’Impero, mostrando come il federalismo rappresentò una reale opzione di riforma e di sopravvivenza statuale. Il presente elaborato si propone inoltre come un primo contributo volto a colmare la lacuna storiografica del complesso rapporto centro-periferia nel multietnico Impero d’Austria, delineando il profilo peculiare della politica asburgica, perennemente oscillante tra soluzioni più centralistiche o federalistiche, individuando quindi delle tendenze divenute poi prassi ereditate dagli Stati successori, che ancor oggi coniugano centralismo e federalismo in formule istituzionali alquanto particolari. Studiare questa vicenda significa andare oltre la condanna storica e l’affermazione secondo cui la monarchia asburgica fu una prigione dei popoli, concezioni che hanno caratterizzato per lungo tempo, e in parte caratterizzano anche oggi, la storiografia e il ricordo dell’Impero. Significa, inoltre, riconoscere che la convivenza di pluralità culturali e linguistiche non è solo un problema del passato, ma una sfida permanente.
Impero asburgico, Federalismo, Nazionalismo, Storia costituzionale, Riforme istituzionali, Impero d’Austria-Ungheria, Relazioni internazionali, Stati multinazionali, Prima Guerra Mondiale, Europa centro-orientale, Imperatore Francesco Giuseppe I, Imperatore Carlo I d’Austria-Ungheria, Arciduca Francesco Ferdinando
Pastori, Gianluca
Bon, Cristina
Colombo, Paolo
Università Cattolica del Sacro Cuore
MILANO
569
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/363729
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