L’elaborato analizza, in un’ottica multidisciplinare, lo stato della biodiversità zootecnica regionale e i principali driver di erosione genetica che minacciano razze autoctone e tipi locali. L’indagine integra banche dati e strumenti istituzionali (in particolare FAO DAD-IS), documentazione nazionale (MASAF e associazioni di razza), politiche e dispositivi regionali (Anagrafe dell’agrobiodiversità, misure PSR/CSR e sostegni agli “allevatori custodi”), letteratura scientifica e fonti territoriali, adottando criteri descrittivi standardizzati per la ricostruzione storico-geografica, la caratterizzazione morfo-funzionale, la valutazione dello stato di conservazione e l’analisi delle iniziative di tutela; per le razze con informazione incompleta o non ufficiale, viene esplicitata la gestione dell’incertezza tramite confronto critico tra fonti alternative. I risultati delineano l’Abruzzo come area di elevato valore genetico, ecologico e culturale, con risorse a rischio o marginali (tra cui pecora Pagliarola, capra Teramana, suino nero d’Abruzzo, asino abruzzese, CAITPR e popolazioni muline legate alle tradizioni lavorative), per le quali l’abbandono delle aree interne, l’intensificazione produttiva e l’omogeneizzazione genetica riducono la resilienza dei sistemi agro-pastorali. Accanto al quadro di sintesi, la tesi include evidenze applicative in ambito riproduttivo sull’asino di Martina Franca: un trial nutrizionale con integrazione di olio di canapa in stalloni evidenzia rimodellamenti lipidici di membrana e variazioni dei parametri seminali, con implicazioni per strategie di crioconservazione e gestione della variabilità. Sulla base delle criticità rilevate e delle opportunità di sviluppo territoriale, viene proposto un modello integrato di conservazione (on farm ed ex situ), selezione orientata ad adattamento e benessere, valorizzazione economica e partecipazione delle comunità rurali, culminante in una roadmap operativa 2025–2030 per censimento, dati genomici, reti di allevatori e strumenti di monitoraggio.

L'ABRUZZO COME SERBATOIO DI BIODIVERSITA': LE RISORSE GENETICHE A RISCHIO DI EROSIONE

CAROSI, ALESSIA
2026

Abstract

L’elaborato analizza, in un’ottica multidisciplinare, lo stato della biodiversità zootecnica regionale e i principali driver di erosione genetica che minacciano razze autoctone e tipi locali. L’indagine integra banche dati e strumenti istituzionali (in particolare FAO DAD-IS), documentazione nazionale (MASAF e associazioni di razza), politiche e dispositivi regionali (Anagrafe dell’agrobiodiversità, misure PSR/CSR e sostegni agli “allevatori custodi”), letteratura scientifica e fonti territoriali, adottando criteri descrittivi standardizzati per la ricostruzione storico-geografica, la caratterizzazione morfo-funzionale, la valutazione dello stato di conservazione e l’analisi delle iniziative di tutela; per le razze con informazione incompleta o non ufficiale, viene esplicitata la gestione dell’incertezza tramite confronto critico tra fonti alternative. I risultati delineano l’Abruzzo come area di elevato valore genetico, ecologico e culturale, con risorse a rischio o marginali (tra cui pecora Pagliarola, capra Teramana, suino nero d’Abruzzo, asino abruzzese, CAITPR e popolazioni muline legate alle tradizioni lavorative), per le quali l’abbandono delle aree interne, l’intensificazione produttiva e l’omogeneizzazione genetica riducono la resilienza dei sistemi agro-pastorali. Accanto al quadro di sintesi, la tesi include evidenze applicative in ambito riproduttivo sull’asino di Martina Franca: un trial nutrizionale con integrazione di olio di canapa in stalloni evidenzia rimodellamenti lipidici di membrana e variazioni dei parametri seminali, con implicazioni per strategie di crioconservazione e gestione della variabilità. Sulla base delle criticità rilevate e delle opportunità di sviluppo territoriale, viene proposto un modello integrato di conservazione (on farm ed ex situ), selezione orientata ad adattamento e benessere, valorizzazione economica e partecipazione delle comunità rurali, culminante in una roadmap operativa 2025–2030 per censimento, dati genomici, reti di allevatori e strumenti di monitoraggio.
6-mag-2026
Italiano
CARLUCCIO, Augusto
Università degli Studi di Teramo
Teramo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/364628
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNITE-364628