In the context of the attention economy - marked by growing competition to capture and direct individual attention - the conviction is increasingly taking hold that exercising a certain kind of attention may offer an effective response to the challenges of the present and benefit contemporary human beings. This study takes that intuition as its starting point and pursues a preliminary but necessary objective: to clarify what kind of attention is at stake before thinking about how to educate it. To this end, the first chapter traces the history of attention beginning with antiquity - offering what is, to the author's knowledge, the first systematic history of attention in the ancient world - and continuing through medieval Christian philosophy, modernity, and the contemporary period, including the main findings of cognitive science. The aim is not historiographical but systematic: to gather and organize the principal positions on the subject in order to arrive at a definition of attention that owes much to Husserlian phenomenology. The second chapter develops the concept of aesthetic attention. The starting point is the work and thought of David Hockney - not because aesthetics coincides with art, but because it is in art that aesthetic experience has the possibility of becoming poiesis, making it easier to identify and examine, especially when described by an artist who reflects explicitly and at length on his own experience of seeing. This analysis is interwoven with a historical reconstruction of the concept, from Kant to contemporary theories, and with the contribution of phenomenology. The third chapter situates aesthetic attention within the context of the attention economy, examining the strategies of experiential marketing and the attentional regimes of contemporary capitalism, in order to identify educational directions capable of proving effective in this landscape. The work concludes by recognizing human freedom as the fundamental challenge of any pedagogy of attention, and aesthetic experience itself as the most authentic source of motivation.

Nel contesto dell'economia dell'attenzione, caratterizzato da una crescente competizione per catturare e orientare l'attenzione degli individui, si fa sempre più strada la convinzione che esercitare un certo tipo di attenzione possa costituire una risposta efficace alle sfide del presente e giovare all'uomo contemporaneo. Il presente lavoro muove da questa intuizione e si pone un obiettivo preliminare ma necessario: chiarire di quale tipo di attenzione si tratti, prima di poter pensare a come educarla. A tal fine, il primo capitolo ricostruisce la storia del concetto di attenzione a partire dall'antichità - offrendo quella che, a conoscenza di chi scrive, costituisce la prima storia sistematica dell'attenzione in epoca antica - per proseguire attraverso la filosofia cristiana medievale, la modernità e la contemporaneità, includendo i principali risultati delle scienze cognitive. L'intento non è storiografico ma sistematico: raccogliere e organizzare le principali posizioni sul tema per giungere a una definizione dell'attenzione che ha un ampio debito verso la fenomenologia husserliana. Il secondo capitolo dà corpo alla nozione di attenzione estetica. Il punto di partenza è l'opera e il pensiero di David Hockney: non perché l'estetica coincida con l'arte, ma perché nell'arte l'esperienza estetica ha la possibilità di farsi poiesis, risultando così più facile da intercettare - e tanto più quando a descriverla è un artista che riflette in modo esplicito e prolungato sulla propria esperienza del vedere. L'analisi del suo lavoro si intreccia con la ricostruzione storica del concetto, da Kant alle teorie contemporanee, e con il contributo della fenomenologia. Il terzo capitolo colloca la nozione di attenzione estetica nel contesto dell'economia dell'attenzione, analizzando le strategie del marketing esperienziale e i regimi attenzionali del capitalismo contemporaneo, per individuare direzioni educative che possano risultare efficaci in questo scenario. Il lavoro si conclude riconoscendo nella libertà umana la sfida fondamentale di ogni pedagogia dell'attenzione e nell'esperienza estetica stessa la fonte più autentica di motivazione.

EDUCAZIONE DELL'ATTENZIONE ESTETICA

Mazzoni, Elisabetta Maria
2026

Abstract

In the context of the attention economy - marked by growing competition to capture and direct individual attention - the conviction is increasingly taking hold that exercising a certain kind of attention may offer an effective response to the challenges of the present and benefit contemporary human beings. This study takes that intuition as its starting point and pursues a preliminary but necessary objective: to clarify what kind of attention is at stake before thinking about how to educate it. To this end, the first chapter traces the history of attention beginning with antiquity - offering what is, to the author's knowledge, the first systematic history of attention in the ancient world - and continuing through medieval Christian philosophy, modernity, and the contemporary period, including the main findings of cognitive science. The aim is not historiographical but systematic: to gather and organize the principal positions on the subject in order to arrive at a definition of attention that owes much to Husserlian phenomenology. The second chapter develops the concept of aesthetic attention. The starting point is the work and thought of David Hockney - not because aesthetics coincides with art, but because it is in art that aesthetic experience has the possibility of becoming poiesis, making it easier to identify and examine, especially when described by an artist who reflects explicitly and at length on his own experience of seeing. This analysis is interwoven with a historical reconstruction of the concept, from Kant to contemporary theories, and with the contribution of phenomenology. The third chapter situates aesthetic attention within the context of the attention economy, examining the strategies of experiential marketing and the attentional regimes of contemporary capitalism, in order to identify educational directions capable of proving effective in this landscape. The work concludes by recognizing human freedom as the fundamental challenge of any pedagogy of attention, and aesthetic experience itself as the most authentic source of motivation.
17-apr-2026
Italiano
Nel contesto dell'economia dell'attenzione, caratterizzato da una crescente competizione per catturare e orientare l'attenzione degli individui, si fa sempre più strada la convinzione che esercitare un certo tipo di attenzione possa costituire una risposta efficace alle sfide del presente e giovare all'uomo contemporaneo. Il presente lavoro muove da questa intuizione e si pone un obiettivo preliminare ma necessario: chiarire di quale tipo di attenzione si tratti, prima di poter pensare a come educarla. A tal fine, il primo capitolo ricostruisce la storia del concetto di attenzione a partire dall'antichità - offrendo quella che, a conoscenza di chi scrive, costituisce la prima storia sistematica dell'attenzione in epoca antica - per proseguire attraverso la filosofia cristiana medievale, la modernità e la contemporaneità, includendo i principali risultati delle scienze cognitive. L'intento non è storiografico ma sistematico: raccogliere e organizzare le principali posizioni sul tema per giungere a una definizione dell'attenzione che ha un ampio debito verso la fenomenologia husserliana. Il secondo capitolo dà corpo alla nozione di attenzione estetica. Il punto di partenza è l'opera e il pensiero di David Hockney: non perché l'estetica coincida con l'arte, ma perché nell'arte l'esperienza estetica ha la possibilità di farsi poiesis, risultando così più facile da intercettare - e tanto più quando a descriverla è un artista che riflette in modo esplicito e prolungato sulla propria esperienza del vedere. L'analisi del suo lavoro si intreccia con la ricostruzione storica del concetto, da Kant alle teorie contemporanee, e con il contributo della fenomenologia. Il terzo capitolo colloca la nozione di attenzione estetica nel contesto dell'economia dell'attenzione, analizzando le strategie del marketing esperienziale e i regimi attenzionali del capitalismo contemporaneo, per individuare direzioni educative che possano risultare efficaci in questo scenario. Il lavoro si conclude riconoscendo nella libertà umana la sfida fondamentale di ogni pedagogia dell'attenzione e nell'esperienza estetica stessa la fonte più autentica di motivazione.
attenzione, attenzione estetica, educazione dell'attenzione, economia dell'attenzione, fenomenologia, scienze cognitive · esperienza estetica, conoscenza sensitiva, David Hockney, capitalismo estetico, marketing esperienziale, regimi attenzionali
Diodato, Roberto
Marchetti, Antonella
Università Cattolica del Sacro Cuore
MILANO
567
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/365062
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNICATT-365062