The thesis aims to examine invisible, everyday urban energy transformations, residents’ socio-electric experiences, and the multiple articulations of electricity storage devices in contemporary Uganda. The first chapter reflects on the infrastructural functioning of African cities and emerging forms of off-grid urbanism, the second investigates the practices and objects that ordinary residents of Gulu have used in the past to shape the provision of basic resources outside of state-run networks, the third examines three informal IDP’s camps in Gulu and residents’ multiple strategies for accessing electricity and light sources, the fourth analyzes the embodied and specialized care work of repairers of lead and lithium batteries in Gulu, the fifth discusses the cultural role of energy sources such as fire, sun, and wood, and electricity in the articulation and disarticulation of local cosmology from the perspective of Acholi elders; the sixth analyzes electric mobility in the Ugandan capital, Kampala, and the practices of lithium-ion battery pack management among mechanics, importers, and vehicle owners. The results highlight how, rather than being characterized by a “transition,” the changes in Ugand’s formal energy system are more akin to an expansion of all forms of energy to achieve the prosperity of Western nations. Secondly, the analysis of life at the margins of the grid in Gulu shows the relationship between spatial inequalities, energy vulnerabilities, and uneven development, and the need to recognize the existence of a multifaceted landscape of prolonged displacement in cities, to be taken into account in post-war urban redevelopment programs. Thirdly, comparing the work of lead and lithium battery repairers in Gulu allows us to reflect, on the one hand, on low-tech measures that extend the life of devices and adopt a more modest approach to the necessary changes in global energy consumption and, on the other hand, the non-existent recycling routes for lithium batteries and the ignored impacts of their disposal question the hegemonic imperatives that drive the global energy transition agenda. Fourthly, the exploration of local energy cosmologies points to the need for a deeper consideration of the relationship between the environment, worldviews, and cosmological orientations. In conclusion, the analysis of storage technologies in Uganda allows us to understand how goods circulating between different geographical locations are modified in value by local social, economic, and infrastructural conditions. Furthermore, storage becomes a lens through which to examine issues of urban redistribution of resources, power relations on different scales (local, national, and global), and intergenerational tensions in Acholi society.

La tesi ha l’obiettivo di esaminare le trasformazioni energetiche urbane, invisibili e quotidiane, le esperienze socio-elettriche dei residenti e le molteplici articolazioni dei dispositivi di stoccaggio di elettricità nell’Uganda contemporanea. Il primo capitolo riflette sul funzionamento infrastrutturale delle città africane e sulle forme emergenti di urbanesimo off-grid, il secondo indaga le pratiche e gli oggetti che comuni residenti di Gulu in passato hanno utilizzato per plasmare la fornitura di risorse fondamentali al di fuori dei sistemi statali in rete, il terzo esamina tre ex-campi per sfollati interni di Gulu e le plurime strategie dei residenti per l’accesso all’elettricità e a fonti di luce, il quarto analizza il lavoro di cura incarnato e specialistico dei riparatori sulle batterie al piombo e al litio a Gulu, il quinto discute il ruolo culturale di fonti di energia come il fuoco, il sole e il legno, e dell’elettricità nell’articolazione e disarticolazione della cosmologia locale dalla prospettiva di anziani Acholi, il sesto analizza la mobilità elettrica nella capitale ugandese, Kampala, e le pratiche di gestione dei pacchi batteria agli ioni di litio tra meccanici, importatori e proprietari di veicoli. I risultati raggiunti evidenziano come, piuttosto che caratterizzato da una “transizione”, i cambiamenti nel sistema energetico formale ugandese assomigliano più a un’espansione di tutte le energie per raggiungere la prosperità delle nazioni occidentali. In secondo luogo, l’analisi della vita ai margini della rete a Gulu mostra la relazione tra disuguaglianze spaziali, vulnerabilità energetiche e sviluppo disomogeneo e la necessità di riconoscere l’esistenza di un panorama multiforme dello sfollamento prolungato in città, da prendere in considerazione nei programmi di riqualificazione urbana post-bellica. In terzo luogo, la comparazione degli interventi dei riparatori di batterie al piombo e a litio a Gulu ci permette di riflettere, da una parte, sui gesti low-tech che permettono di estendere la vita dei dispositivi e di adottare un approccio più modesto ai necessari cambiamenti nel consumo di energia globale, dall’altra, gli inesistenti percorsi per il riciclo delle batterie al litio e gli impatti ignorati del suo smaltimento interrogano gli imperativi egemonici che guidano l’agenda globale della transizione energetica. In quarto luogo, l’esplorazione delle cosmologie energetiche locali indica il bisogno di una considerazione più profonda della relazione tra l’ambiente, le visioni del mondo e gli orientamenti cosmologici. In conclusione, l’analisi delle tecnologie di stoccaggio in Uganda permette di comprendere come i beni che circolano tra località geografiche differenti vengano modificati nel loro valore dalle condizioni sociali, economiche e infrastrutturali locali. Inoltre, lo stoccaggio diventa una lente per leggere questioni di redistribuzione urbana delle risorse, di relazioni di potere su scale diverse, locale, nazionale e globale, nonché di tensioni intergenerazionali nella società Acholi.

Trasformazioni dell’urbanesimo energetico nel Sud Globale: pratiche locali di autonomia, stoccaggio e aspirazioni strutturali di transizione in Uganda

VARESIO, AMARILLI
2026

Abstract

The thesis aims to examine invisible, everyday urban energy transformations, residents’ socio-electric experiences, and the multiple articulations of electricity storage devices in contemporary Uganda. The first chapter reflects on the infrastructural functioning of African cities and emerging forms of off-grid urbanism, the second investigates the practices and objects that ordinary residents of Gulu have used in the past to shape the provision of basic resources outside of state-run networks, the third examines three informal IDP’s camps in Gulu and residents’ multiple strategies for accessing electricity and light sources, the fourth analyzes the embodied and specialized care work of repairers of lead and lithium batteries in Gulu, the fifth discusses the cultural role of energy sources such as fire, sun, and wood, and electricity in the articulation and disarticulation of local cosmology from the perspective of Acholi elders; the sixth analyzes electric mobility in the Ugandan capital, Kampala, and the practices of lithium-ion battery pack management among mechanics, importers, and vehicle owners. The results highlight how, rather than being characterized by a “transition,” the changes in Ugand’s formal energy system are more akin to an expansion of all forms of energy to achieve the prosperity of Western nations. Secondly, the analysis of life at the margins of the grid in Gulu shows the relationship between spatial inequalities, energy vulnerabilities, and uneven development, and the need to recognize the existence of a multifaceted landscape of prolonged displacement in cities, to be taken into account in post-war urban redevelopment programs. Thirdly, comparing the work of lead and lithium battery repairers in Gulu allows us to reflect, on the one hand, on low-tech measures that extend the life of devices and adopt a more modest approach to the necessary changes in global energy consumption and, on the other hand, the non-existent recycling routes for lithium batteries and the ignored impacts of their disposal question the hegemonic imperatives that drive the global energy transition agenda. Fourthly, the exploration of local energy cosmologies points to the need for a deeper consideration of the relationship between the environment, worldviews, and cosmological orientations. In conclusion, the analysis of storage technologies in Uganda allows us to understand how goods circulating between different geographical locations are modified in value by local social, economic, and infrastructural conditions. Furthermore, storage becomes a lens through which to examine issues of urban redistribution of resources, power relations on different scales (local, national, and global), and intergenerational tensions in Acholi society.
13-mar-2026
Italiano
La tesi ha l’obiettivo di esaminare le trasformazioni energetiche urbane, invisibili e quotidiane, le esperienze socio-elettriche dei residenti e le molteplici articolazioni dei dispositivi di stoccaggio di elettricità nell’Uganda contemporanea. Il primo capitolo riflette sul funzionamento infrastrutturale delle città africane e sulle forme emergenti di urbanesimo off-grid, il secondo indaga le pratiche e gli oggetti che comuni residenti di Gulu in passato hanno utilizzato per plasmare la fornitura di risorse fondamentali al di fuori dei sistemi statali in rete, il terzo esamina tre ex-campi per sfollati interni di Gulu e le plurime strategie dei residenti per l’accesso all’elettricità e a fonti di luce, il quarto analizza il lavoro di cura incarnato e specialistico dei riparatori sulle batterie al piombo e al litio a Gulu, il quinto discute il ruolo culturale di fonti di energia come il fuoco, il sole e il legno, e dell’elettricità nell’articolazione e disarticolazione della cosmologia locale dalla prospettiva di anziani Acholi, il sesto analizza la mobilità elettrica nella capitale ugandese, Kampala, e le pratiche di gestione dei pacchi batteria agli ioni di litio tra meccanici, importatori e proprietari di veicoli. I risultati raggiunti evidenziano come, piuttosto che caratterizzato da una “transizione”, i cambiamenti nel sistema energetico formale ugandese assomigliano più a un’espansione di tutte le energie per raggiungere la prosperità delle nazioni occidentali. In secondo luogo, l’analisi della vita ai margini della rete a Gulu mostra la relazione tra disuguaglianze spaziali, vulnerabilità energetiche e sviluppo disomogeneo e la necessità di riconoscere l’esistenza di un panorama multiforme dello sfollamento prolungato in città, da prendere in considerazione nei programmi di riqualificazione urbana post-bellica. In terzo luogo, la comparazione degli interventi dei riparatori di batterie al piombo e a litio a Gulu ci permette di riflettere, da una parte, sui gesti low-tech che permettono di estendere la vita dei dispositivi e di adottare un approccio più modesto ai necessari cambiamenti nel consumo di energia globale, dall’altra, gli inesistenti percorsi per il riciclo delle batterie al litio e gli impatti ignorati del suo smaltimento interrogano gli imperativi egemonici che guidano l’agenda globale della transizione energetica. In quarto luogo, l’esplorazione delle cosmologie energetiche locali indica il bisogno di una considerazione più profonda della relazione tra l’ambiente, le visioni del mondo e gli orientamenti cosmologici. In conclusione, l’analisi delle tecnologie di stoccaggio in Uganda permette di comprendere come i beni che circolano tra località geografiche differenti vengano modificati nel loro valore dalle condizioni sociali, economiche e infrastrutturali locali. Inoltre, lo stoccaggio diventa una lente per leggere questioni di redistribuzione urbana delle risorse, di relazioni di potere su scale diverse, locale, nazionale e globale, nonché di tensioni intergenerazionali nella società Acholi.
Energia; Trasformazioni; Batteria; Città; Autonomia
RIMOLDI, LUCA
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/368661
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