L'elaborato indaga, con un approccio multidisciplinare, l'impatto dell'intelligenza artificiale sulla concessione del credito bancario, chiedendosi quali benefici e quali rischi comporti l'impiego dell'AI nella valutazione del merito creditizio e quali misure, normative e tecniche, appaiano più appropriate per mitigarne le criticità. Muovendo dalla constatazione che il mercato del credito è strutturalmente segnato da asimmetrie informative (che generano selezione avversa, azzardo morale e razionamento del credito), viene evidenziato come il machine learning, analizzando fonti di dati alternative e catturando le relazioni non lineari tra le variabili, sia in grado di operare come un nuovo "collaterale informativo" e di favorire l'inclusione finanziaria. A tali benefici si contrappongono nuovi rischi, quali la discriminazione algoritmica e l'opacità decisionale (c.d. black box), verso cui l'ordinamento europeo ha risposto su tre piani, oggetto di analisi nel secondo capitolo: giurisprudenziale (sentenze Schufa e D&B), consumeristico (CCD2), regolamentare-orizzontale (AI Act). Il terzo capitolo esamina infine la possibilità di integrare il machine learning nei modelli interni delle banche (IRB) per il calcolo del rischio di credito e la capacità di tali tecniche di migliorare le stime del rischio, liberando capitale regolamentare reimmettibile nell'economia reale. Nel verificare come anche in tale ambito si riproponga il trade-off fra performance e interpretabilità, si propone come soluzione il ricorso alle tecniche di eXplainable AI, ripensando al contempo il principio di neutralità tecnologica a favore di una co-regolazione fondata su soft law e sulla cooperazione tra autorità e industria, attraverso sandbox regolamentari e innovation hub, al fine di indirizzare il mercato verso l'adozione di soluzioni efficienti.
Il credito bancario nell'era dell'AI
GABBRICCI, FEDERICO MASSIMILIANO
2026
Abstract
L'elaborato indaga, con un approccio multidisciplinare, l'impatto dell'intelligenza artificiale sulla concessione del credito bancario, chiedendosi quali benefici e quali rischi comporti l'impiego dell'AI nella valutazione del merito creditizio e quali misure, normative e tecniche, appaiano più appropriate per mitigarne le criticità. Muovendo dalla constatazione che il mercato del credito è strutturalmente segnato da asimmetrie informative (che generano selezione avversa, azzardo morale e razionamento del credito), viene evidenziato come il machine learning, analizzando fonti di dati alternative e catturando le relazioni non lineari tra le variabili, sia in grado di operare come un nuovo "collaterale informativo" e di favorire l'inclusione finanziaria. A tali benefici si contrappongono nuovi rischi, quali la discriminazione algoritmica e l'opacità decisionale (c.d. black box), verso cui l'ordinamento europeo ha risposto su tre piani, oggetto di analisi nel secondo capitolo: giurisprudenziale (sentenze Schufa e D&B), consumeristico (CCD2), regolamentare-orizzontale (AI Act). Il terzo capitolo esamina infine la possibilità di integrare il machine learning nei modelli interni delle banche (IRB) per il calcolo del rischio di credito e la capacità di tali tecniche di migliorare le stime del rischio, liberando capitale regolamentare reimmettibile nell'economia reale. Nel verificare come anche in tale ambito si riproponga il trade-off fra performance e interpretabilità, si propone come soluzione il ricorso alle tecniche di eXplainable AI, ripensando al contempo il principio di neutralità tecnologica a favore di una co-regolazione fondata su soft law e sulla cooperazione tra autorità e industria, attraverso sandbox regolamentari e innovation hub, al fine di indirizzare il mercato verso l'adozione di soluzioni efficienti.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/375731
URN:NBN:IT:UNIROMA3-375731