i Abstract Marǧaʻ al-taqlīd (fonte d’emulazione) e teorico politico islamista, il religioso iracheno-iraniano Muhammad al-Husayni al-Shirazi (Muḥammad al-Ḥusaynī al-Šīrāzī, 1928-2001), ampiamente conosciuto come imam Shirazi, ha rappresentato una figura centrale dell’attivismo politico sciita in Iraq e nel contesto internazionale. La produzione letteraria a lui attribuita è estremamente vasta e comprende opere su temi quali il fiqh, l’etica, la sociologia, la filosofia, i diritti dell’uomo e la nonviolenza nell’islam. In particolare, a questa tematica ha dedicato due opere scritte nell’ultimo periodo della sua vita, al-Lāʻunf fī al-islām («La nonviolenza nell’islam») e al-Lāʻunf manhaǧ wa sulūk («La nonviolenza è un metodo e una condotta»). Il presente elaborato analizza la concezione della nonviolenza in Shirazi e le fonti religiose mobilitate per legittimarla, collocandola nel suo contesto storico e politico e mettendola in dialogo con altri pensatori musulmani nonviolenti. L’analisi mostra come, per l’autore, la nonviolenza rappresenti al contempo il mezzo più efficace per la risoluzione dei conflitti e la diffusione dell’islam, nonché una scelta eminentemente etica, orientata alla purificazione interiore dell’individuo. Tuttavia, la peculiare configurazione che la nonviolenza assume nel suo pensiero – integrata nell’etica islamica e inserita in un più ampio progetto islamista di trasformazione della società e dello Stato –, insieme alle criticità che emergono nel confronto con la prassi politica contribuiscono ad alimentare la riflessione sul significato stesso del concetto e sul suo rapporto con la violenza.

Nonviolenza e mobilitazione del fattore religioso nell’islam contemporaneo: il contributo di Muhammad al-Shirazi tra etica, strategia e prassi politica

SCHIAVO, VIVIANA
2026

Abstract

i Abstract Marǧaʻ al-taqlīd (fonte d’emulazione) e teorico politico islamista, il religioso iracheno-iraniano Muhammad al-Husayni al-Shirazi (Muḥammad al-Ḥusaynī al-Šīrāzī, 1928-2001), ampiamente conosciuto come imam Shirazi, ha rappresentato una figura centrale dell’attivismo politico sciita in Iraq e nel contesto internazionale. La produzione letteraria a lui attribuita è estremamente vasta e comprende opere su temi quali il fiqh, l’etica, la sociologia, la filosofia, i diritti dell’uomo e la nonviolenza nell’islam. In particolare, a questa tematica ha dedicato due opere scritte nell’ultimo periodo della sua vita, al-Lāʻunf fī al-islām («La nonviolenza nell’islam») e al-Lāʻunf manhaǧ wa sulūk («La nonviolenza è un metodo e una condotta»). Il presente elaborato analizza la concezione della nonviolenza in Shirazi e le fonti religiose mobilitate per legittimarla, collocandola nel suo contesto storico e politico e mettendola in dialogo con altri pensatori musulmani nonviolenti. L’analisi mostra come, per l’autore, la nonviolenza rappresenti al contempo il mezzo più efficace per la risoluzione dei conflitti e la diffusione dell’islam, nonché una scelta eminentemente etica, orientata alla purificazione interiore dell’individuo. Tuttavia, la peculiare configurazione che la nonviolenza assume nel suo pensiero – integrata nell’etica islamica e inserita in un più ampio progetto islamista di trasformazione della società e dello Stato –, insieme alle criticità che emergono nel confronto con la prassi politica contribuiscono ad alimentare la riflessione sul significato stesso del concetto e sul suo rapporto con la violenza.
2026
Italiano
Islam, nonviolenza, Iraq, sciismo, islamismo, pensiero islamico contemporaneo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/381686
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