L’Amlodipina Besilato è un farmaco caratterizzato da polveri cristalline lentamente solubili in acqua, anche se appartiene alla classe I BCS. Ciò implica che è difficile scioglierla rapidamente in acqua. Inoltre in commercio non è presente in formulazioni specifiche per gli animali, ma solo in compresse per l’uomo che risultano ad alto dosaggio per animali da affezione. Lo scopo di questo lavoro di tesi è stato quello di riuscire ad ottenere una polvere facilmente solubile in acqua per scioglierla estemporaneamente e somministrarla nel dosaggio ottimale all’animale. Inoltre, nel tentativo di abbassare il dosaggio si è cercato di ottenere l’enantiorisoluzione dell’AML dal momento che solo l (S)-AML è responsabile dell’effetto antiipertensivo e al giorno d’oggi l AML è disponibile in commercio solamente sottoforma di racemato. Tale obiettivo è stato raggiunto usando come polimero in grado di aumentare la velocità di dissoluzione, il polimero solubile beta ciclodestrina; come tecnica di complessazione la solubilizzazione /liofilizzazione. Gli studi pre-formulativi condotti hanno previsto la valutazione degli effetti delle diverse composizioni del complesso; la valutazione della tecnica di complessazione utilizzata sulle proprietà morfologiche, analitiche e di dissoluzione della polvere ottenuta, rendendo possibile l’individuazione delle condizioni ottimali del processo di complessazione. Tali condizioni di processo risultano essere: utilizzo di un rapporto polimero/farmaco 1:2 adeguato per la preparazione di un complesso stabile ed altamente solubile. La procedura usata è risultata efficace nel complessare l’AML e, in particolare, il complesso ottenuto ha mostrato un adeguato profilo di rilascio in vitro. Quindi, il polimero solubile di beta-ciclodestrina sembra in grado non solo di aumentare la bagnabilità e la solubilità della polvere del farmaco in esame, ma anche di incrementare la velocità di dissoluzione dell’AML, rilasciando tutta la dose di p.a. caricata in acqua in pochi minuti (5 min, 98%), permettendo così di sciogliere rapidamente la polvere di farmaco complessata e di dosare perfettamente l’AML. Inoltre con questo studio sono state trovate delle condizioni ottimali per poter separare enantiomericamente l’AML e poterla distinguere dalle due delle sue impurezze, mediante due tecniche la Cromatografia Liquida Capillare (CLC) e l'elettrocromatografia (CEC). Ambedue le tecniche sono alquanto innovative e rispondono alle esigenze più comuni in campo analitico, ovvero alta efficienza, alta sensibilità, minimo consumo di reagenti, tempi di analisi ridotti. Almeno per la parte sperimentale fin qui condotta, la CEC sembra mostrare migliori risultati quanto a tempo di analisi e risoluzione. Tuttavia l’applicazione di un voltaggio alle estremità di un capillare impaccato rende più lunghe le operazioni necessarie al condizionamento del capillare e necessita di una maggiore attenzione nel controllo degli effetti ad esso attribuibili (corrente, formazione di bolle). Infine, non si esclude che sia possibile ottenere in futuro risultati migliori con entrambe le tecniche con nuove strumentazioni costruite ad hoc. Infatti, finora sono stati usati solo apparecchi nati per LC o CE opportunamente adattati. Lo studio non è attualmente concluso, in quanto è in progetto di effettuare la convalida del metodo in CEC e l’applicazione a farmaci attualmente in uso.

PROGETTAZIONE E CARATTERIZZAZIONE, MEDIANTE METODICHE ANALITICHE CLASSICHE E INNOVATIVE, DI UNA POSSIBILE FORMULAZIONE FARMACEUTICA A BASE DI AMLODIPINA BESILATO

AUDITORE, ROBERTA
2012

Abstract

L’Amlodipina Besilato è un farmaco caratterizzato da polveri cristalline lentamente solubili in acqua, anche se appartiene alla classe I BCS. Ciò implica che è difficile scioglierla rapidamente in acqua. Inoltre in commercio non è presente in formulazioni specifiche per gli animali, ma solo in compresse per l’uomo che risultano ad alto dosaggio per animali da affezione. Lo scopo di questo lavoro di tesi è stato quello di riuscire ad ottenere una polvere facilmente solubile in acqua per scioglierla estemporaneamente e somministrarla nel dosaggio ottimale all’animale. Inoltre, nel tentativo di abbassare il dosaggio si è cercato di ottenere l’enantiorisoluzione dell’AML dal momento che solo l (S)-AML è responsabile dell’effetto antiipertensivo e al giorno d’oggi l AML è disponibile in commercio solamente sottoforma di racemato. Tale obiettivo è stato raggiunto usando come polimero in grado di aumentare la velocità di dissoluzione, il polimero solubile beta ciclodestrina; come tecnica di complessazione la solubilizzazione /liofilizzazione. Gli studi pre-formulativi condotti hanno previsto la valutazione degli effetti delle diverse composizioni del complesso; la valutazione della tecnica di complessazione utilizzata sulle proprietà morfologiche, analitiche e di dissoluzione della polvere ottenuta, rendendo possibile l’individuazione delle condizioni ottimali del processo di complessazione. Tali condizioni di processo risultano essere: utilizzo di un rapporto polimero/farmaco 1:2 adeguato per la preparazione di un complesso stabile ed altamente solubile. La procedura usata è risultata efficace nel complessare l’AML e, in particolare, il complesso ottenuto ha mostrato un adeguato profilo di rilascio in vitro. Quindi, il polimero solubile di beta-ciclodestrina sembra in grado non solo di aumentare la bagnabilità e la solubilità della polvere del farmaco in esame, ma anche di incrementare la velocità di dissoluzione dell’AML, rilasciando tutta la dose di p.a. caricata in acqua in pochi minuti (5 min, 98%), permettendo così di sciogliere rapidamente la polvere di farmaco complessata e di dosare perfettamente l’AML. Inoltre con questo studio sono state trovate delle condizioni ottimali per poter separare enantiomericamente l’AML e poterla distinguere dalle due delle sue impurezze, mediante due tecniche la Cromatografia Liquida Capillare (CLC) e l'elettrocromatografia (CEC). Ambedue le tecniche sono alquanto innovative e rispondono alle esigenze più comuni in campo analitico, ovvero alta efficienza, alta sensibilità, minimo consumo di reagenti, tempi di analisi ridotti. Almeno per la parte sperimentale fin qui condotta, la CEC sembra mostrare migliori risultati quanto a tempo di analisi e risoluzione. Tuttavia l’applicazione di un voltaggio alle estremità di un capillare impaccato rende più lunghe le operazioni necessarie al condizionamento del capillare e necessita di una maggiore attenzione nel controllo degli effetti ad esso attribuibili (corrente, formazione di bolle). Infine, non si esclude che sia possibile ottenere in futuro risultati migliori con entrambe le tecniche con nuove strumentazioni costruite ad hoc. Infatti, finora sono stati usati solo apparecchi nati per LC o CE opportunamente adattati. Lo studio non è attualmente concluso, in quanto è in progetto di effettuare la convalida del metodo in CEC e l’applicazione a farmaci attualmente in uso.
9-dic-2012
Italiano
SANTAGATI, Natale Alfredo
RONSISVALLE, Giuseppe
Università degli studi di Catania
Catania
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Auditore Roberta.pdf

accesso aperto

Dimensione 6.05 MB
Formato Adobe PDF
6.05 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/75038
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNICT-75038