L'invasione delle isole Falkland da parte delle forze argentine (aprile 1982) rappresenta il triste epilogo di un lungo processo negoziale condotto dalla comunità internazionale e finalizzato alla ricerca di una soluzione pacifica ad una controversia che contrapponeva le due parti sul tema della sovranità, fino a toccare la complessa questione delle risorse petrolifere dei territori contesi oltre che la posizione strategica di questi ultimi per l’accesso all’area antartica. Le implicazioni di carattere geopolitico fanno sì che la controversia, lungi dall’assumere il volto di un conflitto “periferico”, coinvolse a più livelli le principali potenze a livello internazionale, nel più ampio contesto della Guerra fredda. Ma quale fu il ruolo assunto dalle principali potenze mondiali nella disputa? Grazie ai documenti del National Security Archive, declassificati nel 2012, è possibile delineare un ruolo degli Stati Uniti diverso da quello di semplici “mediatori imparziali” di cui si era a conoscenza prima che la pubblicazione di memorandum di conversazioni e rapporti di intelligence, intercorsi durante il conflitto tra i massimi esponenti politici e diplomatici argentini, britannici e statunitensi, mettesse in luce il vero ruolo assunto dagli USA. Un ruolo, quello dell’amministrazione Reagan, chiarito anche dai documenti e dalle testimonianze contenuti nei ventiquattro volumi del Rapporto Rattenbach e dal volume XIII (Conflict in the South Atlantic, 1981–1984) della collana americana FRUS. I documenti di recente declassificazione forniscono importanti dati, prove testimoniali ed indicazioni sulla posizione assunta, nella disputa, dagli Stati aderenti al movimento dei Non Allineati, rivelando le interconnessioni tra il conflitto delle Falkland e le dinamiche bipolari caratteristiche del contesto della Guerra Fredda. Tra gli altri rileva (in modo determinante ai fini della vittoria britannica) il contributo del Cile, accuratamente testimoniato dall’inglese Sydney Edwards, ai tempi della disputa Ufficiale della RAF, nel testo My secret Falkland war (2014): «My personal opinion – and I think one which was shared by my bosses at the Ministry of Defence and by Margaret Thatcher – is that the help we received from Chile was absolutely crucial», scrive Edwards. E ancora: «Without it, we would have lost the war».

Superpotenze e non allineati nella guerra delle Falkland

D'ONOFRIO, Roberta
2021

Abstract

L'invasione delle isole Falkland da parte delle forze argentine (aprile 1982) rappresenta il triste epilogo di un lungo processo negoziale condotto dalla comunità internazionale e finalizzato alla ricerca di una soluzione pacifica ad una controversia che contrapponeva le due parti sul tema della sovranità, fino a toccare la complessa questione delle risorse petrolifere dei territori contesi oltre che la posizione strategica di questi ultimi per l’accesso all’area antartica. Le implicazioni di carattere geopolitico fanno sì che la controversia, lungi dall’assumere il volto di un conflitto “periferico”, coinvolse a più livelli le principali potenze a livello internazionale, nel più ampio contesto della Guerra fredda. Ma quale fu il ruolo assunto dalle principali potenze mondiali nella disputa? Grazie ai documenti del National Security Archive, declassificati nel 2012, è possibile delineare un ruolo degli Stati Uniti diverso da quello di semplici “mediatori imparziali” di cui si era a conoscenza prima che la pubblicazione di memorandum di conversazioni e rapporti di intelligence, intercorsi durante il conflitto tra i massimi esponenti politici e diplomatici argentini, britannici e statunitensi, mettesse in luce il vero ruolo assunto dagli USA. Un ruolo, quello dell’amministrazione Reagan, chiarito anche dai documenti e dalle testimonianze contenuti nei ventiquattro volumi del Rapporto Rattenbach e dal volume XIII (Conflict in the South Atlantic, 1981–1984) della collana americana FRUS. I documenti di recente declassificazione forniscono importanti dati, prove testimoniali ed indicazioni sulla posizione assunta, nella disputa, dagli Stati aderenti al movimento dei Non Allineati, rivelando le interconnessioni tra il conflitto delle Falkland e le dinamiche bipolari caratteristiche del contesto della Guerra Fredda. Tra gli altri rileva (in modo determinante ai fini della vittoria britannica) il contributo del Cile, accuratamente testimoniato dall’inglese Sydney Edwards, ai tempi della disputa Ufficiale della RAF, nel testo My secret Falkland war (2014): «My personal opinion – and I think one which was shared by my bosses at the Ministry of Defence and by Margaret Thatcher – is that the help we received from Chile was absolutely crucial», scrive Edwards. E ancora: «Without it, we would have lost the war».
23-giu-2021
Italiano
CERCHIA, Giovanni
CERCHIA, Giovanni
Università degli studi del Molise
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/78763
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIMOL-78763