Background: le cellule neuroendocrine (PNEC) agiscono modulando la crescita e la differenziazione polmonare attraverso il rilascio di amine e peptidi. La displasia broncopolmonare (BPD), patologia tipica dei neonati pretermine, è caratterizzata da fibrosi alveolare, metaplasia epiteliale, ipertrofia della muscolatura liscia delle vie aeree e proliferazione delle PNEC che raggiungono nella BPD densità maggiore rispetto ad ogni altra patologia polmonare. L’aumento delle cellule muscolari lisce (SMC), che accompagna il danno polmonare nei neonati con BDP, suggerisce un possibile coinvolgimento anche dei prodotti contenuti nelle PNEC come modulatori di crescita di muscolatura liscia delle vie aeree. E’ noto che la fluoxetina, antidepressivo inibitore selettivo per il re-uptake della serotonina (SSRI), agisce a livello polmonare sul versante vascolare con azione inibente la crescita delle SMC, tanto da essere suggerito come farmaco per il trattamento dell’ipertensione polmonare primitiva dell’adulto. A livello sperimentale è possibile riprodurre il danno polmonare tipo BPD con l'esposizione di un ratto neonato ad iperossia (FiO2>60%) per 14 giorni. Scopo dello studio: Studiare l'azione della fluoxetina nel modello animale di broncodisplasia (in acuto e in cronico) in termini di modificazione del quadro morfoistologico ed immunoistochimico. Materiali e metodi: Esposizione di ratti neonati al 60% di O2 per 14 giorni con Oxycycler® e contemporanea somministrazione quotidiana di fluoxetina per via endoperitoneale. Sacrificio degli animali dopo le 2 settimane (modello in acuto) e dopo ulteriori 4 settimane (modello in cronico). L’azione della fluoxetina sul danno polmonare è stato valutato su preparato istologico ed immonoistochimico. Come controllo positivo ai ratti non è stata somministrata fluoxetina ma esposti all’iperossia secondo lo schema, mentre come controllo negativo i ratti sono sempre stati mantenuti in aria ambiente. Conclusioni: i dati ottenuti suggeriscono un possibile ruolo della fluoxetina nella prevenzione del danno da iperossia sia per miglioramento dei parametri ottenuti nell’analisi morfometrica, sia per la diminuzione della tonaca muscolare arteriosa.

Sistema neuroendocrino polmonare: bersaglio per la prevenzione della BPD?

FORNARO, ENRICA
2010

Abstract

Background: le cellule neuroendocrine (PNEC) agiscono modulando la crescita e la differenziazione polmonare attraverso il rilascio di amine e peptidi. La displasia broncopolmonare (BPD), patologia tipica dei neonati pretermine, è caratterizzata da fibrosi alveolare, metaplasia epiteliale, ipertrofia della muscolatura liscia delle vie aeree e proliferazione delle PNEC che raggiungono nella BPD densità maggiore rispetto ad ogni altra patologia polmonare. L’aumento delle cellule muscolari lisce (SMC), che accompagna il danno polmonare nei neonati con BDP, suggerisce un possibile coinvolgimento anche dei prodotti contenuti nelle PNEC come modulatori di crescita di muscolatura liscia delle vie aeree. E’ noto che la fluoxetina, antidepressivo inibitore selettivo per il re-uptake della serotonina (SSRI), agisce a livello polmonare sul versante vascolare con azione inibente la crescita delle SMC, tanto da essere suggerito come farmaco per il trattamento dell’ipertensione polmonare primitiva dell’adulto. A livello sperimentale è possibile riprodurre il danno polmonare tipo BPD con l'esposizione di un ratto neonato ad iperossia (FiO2>60%) per 14 giorni. Scopo dello studio: Studiare l'azione della fluoxetina nel modello animale di broncodisplasia (in acuto e in cronico) in termini di modificazione del quadro morfoistologico ed immunoistochimico. Materiali e metodi: Esposizione di ratti neonati al 60% di O2 per 14 giorni con Oxycycler® e contemporanea somministrazione quotidiana di fluoxetina per via endoperitoneale. Sacrificio degli animali dopo le 2 settimane (modello in acuto) e dopo ulteriori 4 settimane (modello in cronico). L’azione della fluoxetina sul danno polmonare è stato valutato su preparato istologico ed immonoistochimico. Come controllo positivo ai ratti non è stata somministrata fluoxetina ma esposti all’iperossia secondo lo schema, mentre come controllo negativo i ratti sono sempre stati mantenuti in aria ambiente. Conclusioni: i dati ottenuti suggeriscono un possibile ruolo della fluoxetina nella prevenzione del danno da iperossia sia per miglioramento dei parametri ottenuti nell’analisi morfometrica, sia per la diminuzione della tonaca muscolare arteriosa.
29-gen-2010
Italiano
Displasia bronco polmonare, Fluoxetina, Iperossia
Università degli studi di Padova
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/107136
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPD-107136