Il periodo di transizione viene definite come il periodo che va da 3 settimane prima del parto a 3 settimane dopo il parto ed è un periodo caratterizzato da profondi cambiamenti a livello endocrine che hanno lo scopo di sopperire alle necessità del parto e della lattogenesi. La maggior parte delle patologie infettive e metaboliche si verificano in questo periodo. Probabilmente la nutrizione delle bovine è la chiave di successo di una azienda da latte, dal momento che le vacche nel periodo di transizione sono molto sensibili e che una mandria ben nutrita probabilmente avrà maggiore opportunità di godere di buona salute. È però importante allo stesso tempo considerare l'ambiente circostante e la gestione dei gruppi all'interno dell'intera mandria con lo scopo di prevenire qualunque elemento di stress che potrebbe a sua volta influenzare il comportamento alimentare degli animali. La motilità dell'apparato gastroenterico dei ruminanti, specialmente per i bovini, è una delle maggiori preoccupazioni per il veterinario, specialmente durante il periodo di transizione. Tra i disturbi fermentativi che colpiscono la vacca da latte possiamo includere l'acidosi ruminale subacuta (SARA) che è primariamente una variazione delle fermentazioni ruminali, e si verifica all'inizio della lattazione…ma non solo. Questa patologia sembra rappresentare uno dei maggiori problemi metabolico-fermentativi delle aziende da latte intensive che interessa le fermentazioni ruminali ma anche il benessere animale, la produzione ed il profitto. Secondo quanto riportato in letteratura SARA potrebbe essere causata dalla formulazione di razioni che contengono un eccesso di carboidrati rapidamente fermentescibili ma anche da una carenza di fibra o errori nella preparazione e distribuzione della razione. Infatti possiamo trovare SARA anche in mandrie con diete correttamente formulate dal punto di vista della composizione chimica e in questo caso probabilmente il problema è collegato al management e ai trattamenti fisici dell'alimento. Questo spiegherebbe perché troviamo SARA non solo a inizio lattazione ma anche a lattazione avanzata: in quest'ultima situazione SARA non può essere causata da un inadeguato adattamento delle papille ruminali alla dieta da lattazione perché compare molto tempo dopo il parto. Durante la lattazione avanzata lo sviluppo di SARA è legato a fattori manageriali come la frequenza di alimentazione, processi di trattamento dell'alimento come ad esempio l'uso del pellet, e i ricoveri o fattori simili. Molti autori hanno studiato la risposta di fase acuta in condizioni di SARA. È stato suggerito che il pH basso del rumine possa risultare nella morte e lisi dei batteri gram-negativi contenuti nel rumine stesso e quindi nell'aumento di endotossine libere (LPS). Si suppone che l'ambiente acido a livello ruminale, i cambi di pressione osmotica e i lipopolisaccaridi (LPS) liberi possano rendere l'epitelio 4 ruminale suscettibile a insulti che permetterebbero il passaggio delle endotossine (che sono forti induttori della risposta di fase acuta) nel circolo sanguigno. Il ruolo dei LPS in corso di SARA resta difficile da definire perché i LPS liberi vengono detossificati nel fegato e quindi non sono misurabili nel sangue periferico. Le proteine di fase acuta sono i migliori indicatori di una risposta di fase acuta ma altri indicatori di infiammazione come il fibrinogeno e i leucociti possono essere usati come markers. L'uso di altri parametri come il base excess (BE) o il pH sanguigno è stato citato come strumento diagnostico di acidosi ruminale non acuta: a causa dell'assorbimento di acidi grassi volatili a catena corta attraverso la parete ruminale, il BE dovrebbe ridursi. L'obiettivo di questo lavoro era di approfondire, analizzare e studiare i cambiamenti di parametri a livello ematico, urinario e fecale in vacche da latte con SARA in condizioni di campo. Il progetto è stato realizzato grazie ad una collaborazione tra il Dipartimento di Scienze Cliniche Veterinarie dell'Università di Padova, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie e la ditta mangimistica Cortal Extrasoy s.p.a. che segue 10 delle aziende dal punto di vista nutrizionale. Dodici aziende sono state incluse; sono state scelte nel nord-est dell'Italia (in regione Veneto) con caratteristiche simili relativamente alla produzione, la gestione e le strutture. Diversi campioni sono stati raccolti (liquido ruminale, urine, feci e sangue) da 132 vacche in lattazione. Il pH del liquido ruminale, delle urine e delle feci è stato misurato in campo; sui campioni di sangue e di urine sono stati fatti profili biochimici, oltre all'esame emocromocitometrico, l'emogasanalisi (presso IZS delle Venezie) e la misurazione delle proteine di fase acuta (presso la Facoltà di Medicina Veterinaria di Glasgow). I risultati hanno mostrato l'assenza di correlazioni forti tra SARA e risposta di fase acuta portando a pensare che SARA così come è descritta in letteratura non è realmente la SARA che troviamo in campo. Secondo i nostri risultati non esiste una relazione diretta tra SARA e metabolismo e tra SARA e parametri dell'emogas; alcuni prodotti intermedi come l'omocisteina o altri prodotti tossici come l'acido valerianico potrebbero influire sul metabolismo generale ma questo argomento meriterebbe di essere approfondito ulteriormente. Abbiamo trovato alterazioni in parametri sanguigni (leucocitosi con leucogramma assimilabile a situazione di stress, compreso un alterato rapporto neutrofili/linfociti, alterazione dell'albumina, alterazioni delle APP che potrebbero far pensare anch'esse a stress): questo suggerisce che SARA potrebbe essere legata ad uno stato di cattiva salute generale e mancanza di benessere. Sarebbe interessante approfondire le cause e gli effetti di SARA per capire se questo disturbo fermentativo è la conseguenza di una situazione stressante: condizioni neuroendocrine, management e ambiente potrebbero essere correlati a SARA dal momento che neuro peptidi 5 controllano l'assunzione volontaria di alimento e il loro effetto potrebbe risultare in alterati comportamenti alimentari. Abbiamo ipotizzato anche che alla base dell'insorgenza di SARA nella nostra regione ci possa essere un problema di motilità gastrointestinale: un basso pH registrabile durante SARA potrebbe portare a diminuita motilità inibita da meccanismi scatenati durante le fasi di abbassamento del pH nell'ambiente reticolo-ruminale. I nostri dati confermano che l?acidosi ruminale subacuta deve essere considerata come problema di mandria e, anche se il periodo di transizione è quello più delicato nella carriera di una vacca, SARA deve essere considerata in ogni stadio di lattazione e correlata non solo all'alimentazione ma anche all'equilibrio tra l'animale e l'ambiente (management, strutture e benessere).

Fermentative disturbs in dairy cow: subacute ruminal acidosis in field conditions and metabolic-inflammatory effects observed

CANNIZZO, CHIARA
2009

Abstract

Il periodo di transizione viene definite come il periodo che va da 3 settimane prima del parto a 3 settimane dopo il parto ed è un periodo caratterizzato da profondi cambiamenti a livello endocrine che hanno lo scopo di sopperire alle necessità del parto e della lattogenesi. La maggior parte delle patologie infettive e metaboliche si verificano in questo periodo. Probabilmente la nutrizione delle bovine è la chiave di successo di una azienda da latte, dal momento che le vacche nel periodo di transizione sono molto sensibili e che una mandria ben nutrita probabilmente avrà maggiore opportunità di godere di buona salute. È però importante allo stesso tempo considerare l'ambiente circostante e la gestione dei gruppi all'interno dell'intera mandria con lo scopo di prevenire qualunque elemento di stress che potrebbe a sua volta influenzare il comportamento alimentare degli animali. La motilità dell'apparato gastroenterico dei ruminanti, specialmente per i bovini, è una delle maggiori preoccupazioni per il veterinario, specialmente durante il periodo di transizione. Tra i disturbi fermentativi che colpiscono la vacca da latte possiamo includere l'acidosi ruminale subacuta (SARA) che è primariamente una variazione delle fermentazioni ruminali, e si verifica all'inizio della lattazione…ma non solo. Questa patologia sembra rappresentare uno dei maggiori problemi metabolico-fermentativi delle aziende da latte intensive che interessa le fermentazioni ruminali ma anche il benessere animale, la produzione ed il profitto. Secondo quanto riportato in letteratura SARA potrebbe essere causata dalla formulazione di razioni che contengono un eccesso di carboidrati rapidamente fermentescibili ma anche da una carenza di fibra o errori nella preparazione e distribuzione della razione. Infatti possiamo trovare SARA anche in mandrie con diete correttamente formulate dal punto di vista della composizione chimica e in questo caso probabilmente il problema è collegato al management e ai trattamenti fisici dell'alimento. Questo spiegherebbe perché troviamo SARA non solo a inizio lattazione ma anche a lattazione avanzata: in quest'ultima situazione SARA non può essere causata da un inadeguato adattamento delle papille ruminali alla dieta da lattazione perché compare molto tempo dopo il parto. Durante la lattazione avanzata lo sviluppo di SARA è legato a fattori manageriali come la frequenza di alimentazione, processi di trattamento dell'alimento come ad esempio l'uso del pellet, e i ricoveri o fattori simili. Molti autori hanno studiato la risposta di fase acuta in condizioni di SARA. È stato suggerito che il pH basso del rumine possa risultare nella morte e lisi dei batteri gram-negativi contenuti nel rumine stesso e quindi nell'aumento di endotossine libere (LPS). Si suppone che l'ambiente acido a livello ruminale, i cambi di pressione osmotica e i lipopolisaccaridi (LPS) liberi possano rendere l'epitelio 4 ruminale suscettibile a insulti che permetterebbero il passaggio delle endotossine (che sono forti induttori della risposta di fase acuta) nel circolo sanguigno. Il ruolo dei LPS in corso di SARA resta difficile da definire perché i LPS liberi vengono detossificati nel fegato e quindi non sono misurabili nel sangue periferico. Le proteine di fase acuta sono i migliori indicatori di una risposta di fase acuta ma altri indicatori di infiammazione come il fibrinogeno e i leucociti possono essere usati come markers. L'uso di altri parametri come il base excess (BE) o il pH sanguigno è stato citato come strumento diagnostico di acidosi ruminale non acuta: a causa dell'assorbimento di acidi grassi volatili a catena corta attraverso la parete ruminale, il BE dovrebbe ridursi. L'obiettivo di questo lavoro era di approfondire, analizzare e studiare i cambiamenti di parametri a livello ematico, urinario e fecale in vacche da latte con SARA in condizioni di campo. Il progetto è stato realizzato grazie ad una collaborazione tra il Dipartimento di Scienze Cliniche Veterinarie dell'Università di Padova, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie e la ditta mangimistica Cortal Extrasoy s.p.a. che segue 10 delle aziende dal punto di vista nutrizionale. Dodici aziende sono state incluse; sono state scelte nel nord-est dell'Italia (in regione Veneto) con caratteristiche simili relativamente alla produzione, la gestione e le strutture. Diversi campioni sono stati raccolti (liquido ruminale, urine, feci e sangue) da 132 vacche in lattazione. Il pH del liquido ruminale, delle urine e delle feci è stato misurato in campo; sui campioni di sangue e di urine sono stati fatti profili biochimici, oltre all'esame emocromocitometrico, l'emogasanalisi (presso IZS delle Venezie) e la misurazione delle proteine di fase acuta (presso la Facoltà di Medicina Veterinaria di Glasgow). I risultati hanno mostrato l'assenza di correlazioni forti tra SARA e risposta di fase acuta portando a pensare che SARA così come è descritta in letteratura non è realmente la SARA che troviamo in campo. Secondo i nostri risultati non esiste una relazione diretta tra SARA e metabolismo e tra SARA e parametri dell'emogas; alcuni prodotti intermedi come l'omocisteina o altri prodotti tossici come l'acido valerianico potrebbero influire sul metabolismo generale ma questo argomento meriterebbe di essere approfondito ulteriormente. Abbiamo trovato alterazioni in parametri sanguigni (leucocitosi con leucogramma assimilabile a situazione di stress, compreso un alterato rapporto neutrofili/linfociti, alterazione dell'albumina, alterazioni delle APP che potrebbero far pensare anch'esse a stress): questo suggerisce che SARA potrebbe essere legata ad uno stato di cattiva salute generale e mancanza di benessere. Sarebbe interessante approfondire le cause e gli effetti di SARA per capire se questo disturbo fermentativo è la conseguenza di una situazione stressante: condizioni neuroendocrine, management e ambiente potrebbero essere correlati a SARA dal momento che neuro peptidi 5 controllano l'assunzione volontaria di alimento e il loro effetto potrebbe risultare in alterati comportamenti alimentari. Abbiamo ipotizzato anche che alla base dell'insorgenza di SARA nella nostra regione ci possa essere un problema di motilità gastrointestinale: un basso pH registrabile durante SARA potrebbe portare a diminuita motilità inibita da meccanismi scatenati durante le fasi di abbassamento del pH nell'ambiente reticolo-ruminale. I nostri dati confermano che l?acidosi ruminale subacuta deve essere considerata come problema di mandria e, anche se il periodo di transizione è quello più delicato nella carriera di una vacca, SARA deve essere considerata in ogni stadio di lattazione e correlata non solo all'alimentazione ma anche all'equilibrio tra l'animale e l'ambiente (management, strutture e benessere).
2009
Inglese
Dairy cow, transition, fermentative disturbs, subacute ruminal acidosis, acute phase proteins, stress
Dalvit, Paolo
Morgante, Massimo
Università degli studi di Padova
86
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/107918
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPD-107918