UTILIZZO DI DRONEDARONE, AMIODARONE E RISCHIO DI INSUFFICIENZA RENALE ACUTA: UNO STUDIO DI COORTE SULLA POPOLAZIONE DI LOMBARDIA ED EMILIA ROMAGNA INTRODUZIONE Il dronedarone è un bloccante multicanale approvato dalla Commissione europea nel 2009 per il trattamento di alcune forme di aritmia (fibrillazione atriale, parossistica o persistente). A sostegno della sua autorizzazione al commercio, si dichiarava che il farmaco fosse un po’ meno efficace ma più sicuro dell’amiodarone, ma ben presto il farmaco è stato associato a gravi problemi di sicurezza (raddoppio dei decessi in pazienti con grave insufficienza cardiaca e disfunzione ventricolare sistolica sinistra, casi di insufficienza epatica con necessità di trapianto, di insufficienza cardiaca, ictus, decessi per cause cardiovascolari in pazienti con fibrillazione atriale permanente e a rischio di eventi cardiovascolari maggiori, casi di tossicità polmonare). Nel 2012, alcuni dati derivanti dalla segnalazione spontanea in Italia avevano fatto emergere una associazione causale tra esposizione a dronedarone e insufficienza renale acuta (IRA). Al fine di approfondire tale segnale, è stato eseguito uno studio di coorte utilizzando i database delle prescrizioni farmaceutiche e delle schede di dimissioni ospedaliere delle regioni Lombardia ed Emilia Romagna. METODI Sono stati selezionati i pazienti con una nuova prescrizione di amiodarone o di dronedarone nel periodo compreso tra il 1 settembre 2010 e il 31 dicembre 2012. Ogni paziente è stato seguito dalla prima prescrizione fino alla comparsa di uno dei seguenti eventi: primo episodio di ricovero per IRA (evento di interesse), morte per altra causa, emigrazione, interruzione o switching della terapia, fine del follow-up (31 dicembre 2012). Il rischio di IRA nei trattati con dronedarone rispetto a quelli con amiodarone è stato valutato tramite l’hazard ratio (HR) con intervallo di confidenza (IC) al 95%, stimato da un modello di regressione di Cox. Le stime sono state corrette utilizzando l’high dimensional propensity score, costruito utilizzando i database delle prescrizioni e dei ricoveri. RISULTATI Nel periodo di osservazione, sono stati reclutati 59.881 soggetti senza precedenti episodi di insufficienza renale, di cui 1.751 nuovi trattati con dronedarone e 58.130 con amiodarone, con 30 e 1831 eventi, rispettivamente. I trattati con dronedarone sono risultati più giovani (età media 70,1 vs. 74,8), di sesso femminile (50,1 % vs. 44%) e con meno comorbilità. Il rischio di ricovero per IRA nei trattati con dronedarone rispetto al gruppo trattato con amiodarone è stato pari a 0,79 (IC 95% 0,47-1,33). CONCLUSIONI I nostri risultati hanno rivelato un minor rischio di ospedalizzazione per insufficienza renale da dronedarone rispetto all’amiodarone. Tuttavia, dato il crescente numero di segnalazioni di danno renale da dronedarone raccolte nelle banche dati di farmacovigilanza a livello mondiale, è consigliabile che i medici e i pazienti siano consapevoli di questa associazione. Le informazioni di sicurezza sulla tossicità renale nelle schede tecniche dei medicinali contenenti amiodarone commercializzati in diversi paesi non sono standardizzate, e sarebbe quindi opportuno procedere a una armonizzazione nell’interesse di medici e pazienti.
Utilizzo di dronedarone, amiodarone e rischio di insufficienza renale acuta: uno studio di coorte sulla popolazione di Lombardia ed Emilia Romagna
BIAGI, CHIARA
2015
Abstract
UTILIZZO DI DRONEDARONE, AMIODARONE E RISCHIO DI INSUFFICIENZA RENALE ACUTA: UNO STUDIO DI COORTE SULLA POPOLAZIONE DI LOMBARDIA ED EMILIA ROMAGNA INTRODUZIONE Il dronedarone è un bloccante multicanale approvato dalla Commissione europea nel 2009 per il trattamento di alcune forme di aritmia (fibrillazione atriale, parossistica o persistente). A sostegno della sua autorizzazione al commercio, si dichiarava che il farmaco fosse un po’ meno efficace ma più sicuro dell’amiodarone, ma ben presto il farmaco è stato associato a gravi problemi di sicurezza (raddoppio dei decessi in pazienti con grave insufficienza cardiaca e disfunzione ventricolare sistolica sinistra, casi di insufficienza epatica con necessità di trapianto, di insufficienza cardiaca, ictus, decessi per cause cardiovascolari in pazienti con fibrillazione atriale permanente e a rischio di eventi cardiovascolari maggiori, casi di tossicità polmonare). Nel 2012, alcuni dati derivanti dalla segnalazione spontanea in Italia avevano fatto emergere una associazione causale tra esposizione a dronedarone e insufficienza renale acuta (IRA). Al fine di approfondire tale segnale, è stato eseguito uno studio di coorte utilizzando i database delle prescrizioni farmaceutiche e delle schede di dimissioni ospedaliere delle regioni Lombardia ed Emilia Romagna. METODI Sono stati selezionati i pazienti con una nuova prescrizione di amiodarone o di dronedarone nel periodo compreso tra il 1 settembre 2010 e il 31 dicembre 2012. Ogni paziente è stato seguito dalla prima prescrizione fino alla comparsa di uno dei seguenti eventi: primo episodio di ricovero per IRA (evento di interesse), morte per altra causa, emigrazione, interruzione o switching della terapia, fine del follow-up (31 dicembre 2012). Il rischio di IRA nei trattati con dronedarone rispetto a quelli con amiodarone è stato valutato tramite l’hazard ratio (HR) con intervallo di confidenza (IC) al 95%, stimato da un modello di regressione di Cox. Le stime sono state corrette utilizzando l’high dimensional propensity score, costruito utilizzando i database delle prescrizioni e dei ricoveri. RISULTATI Nel periodo di osservazione, sono stati reclutati 59.881 soggetti senza precedenti episodi di insufficienza renale, di cui 1.751 nuovi trattati con dronedarone e 58.130 con amiodarone, con 30 e 1831 eventi, rispettivamente. I trattati con dronedarone sono risultati più giovani (età media 70,1 vs. 74,8), di sesso femminile (50,1 % vs. 44%) e con meno comorbilità. Il rischio di ricovero per IRA nei trattati con dronedarone rispetto al gruppo trattato con amiodarone è stato pari a 0,79 (IC 95% 0,47-1,33). CONCLUSIONI I nostri risultati hanno rivelato un minor rischio di ospedalizzazione per insufficienza renale da dronedarone rispetto all’amiodarone. Tuttavia, dato il crescente numero di segnalazioni di danno renale da dronedarone raccolte nelle banche dati di farmacovigilanza a livello mondiale, è consigliabile che i medici e i pazienti siano consapevoli di questa associazione. Le informazioni di sicurezza sulla tossicità renale nelle schede tecniche dei medicinali contenenti amiodarone commercializzati in diversi paesi non sono standardizzate, e sarebbe quindi opportuno procedere a una armonizzazione nell’interesse di medici e pazienti.File | Dimensione | Formato | |
---|---|---|---|
Tesi_dottorato_Biagi_Chiara.pdf
accesso aperto
Dimensione
463.62 kB
Formato
Adobe PDF
|
463.62 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/108952
URN:NBN:IT:UNIPD-108952