Il Poly-Olbion (1612; 1622) di Michael Drayton è un poema loco-descrittivo suddiviso in due parti costituite, rispettivamente, da diciotto e dodici Canti, ciascuno dei quali preceduto da una mappa. I versi descrivono la topografia delle contee dell’Inghilterra e del Galles, e i fatti storici che accaddero nelle località in questione. La voce narrante si alterna tra vari elementi paesaggistici, come foreste, montagne, valli, ma sopratutto fiumi. Nella prima parte del poema ciascun Canto si conclude con un commento dell’antiquario John Selden. Questo studio si propone di evidenziare il ruolo del Poly-Olbion nel quadro della letteratura e della cultura inglese dal Seicento a oggi. Mira anche a unificare la vasta e frammentaria critica e i dati sull’influsso letterario del poema in una visione coerente finalizzata a un’analisi congiunta dei contenuti e della storia della sua ricezione. Esso fa inoltre uso dell’interazione tra prospettive sincroniche e diacroniche al fine di trattare della materia del poema alla luce della critica secentesca, fino quella dei giorni nostri. Le motivazioni alla base delle varie e mutevoli opinioni sul Poly-Olbion sono collegate sia ai tempi sia alle modalit`a della composizione e del contenuto. L’opera viene innanzi tutto contestualizzata all’interno dell’epoca e della vita di Drayton, in quanto pietra miliare della sua carriera e della sua reputazione presso i mecenati. Questi dati si propongono anche di fornire una spiegazione alle difficoltà che il poema potrebbe aver incontrato nel mercato librario, difficolt`a denunciate dallo stesso poeta. L’analisi dei due principali argomenti del Poly-Olbion – la topografia e la storia della Gran Bretagna – getta luce sulle possibili intenzioni autorali di Drayton e sulle sue fonti, come pure sul tipo di lettori che potrebbe aver avuto in mente e sulle ragioni alla base della scarsa commercializzazione dell’opera. L’uso della topografia in quanto stratagemma organizzativo per la materia antiquaria viene discusso e messo in relazione alla descrizione retorica della terra di Gran Bretagna, frammentata in dozzine di voci narranti, appartenenti al paesaggio locale, nonché al ruolo delle mappe che aprono ciascun Canto. Emerge così un quadro coerente che unisce mappa, materia topografica e singole località narranti in un’entità che contiene in sé spazio e tempo, collegando specifici luoghi (del presente) a specifici eventi (del passato), unificando così nel luogo queste dimensioni temporali. La singola località è nel contempo storicamente divisa e fisicamente unita al resto della Gran Bretagna: relazione, questa, che collega l’uso draytoniano della topografia e della storia. Questo punto, infatti, è probabilmente legato ai dibattiti quasi contemporanei relativi all’Unione tra Inghilterra (e Galles) e Scozia, paese su cui Drayton avrebbe voluto scrivere, senza peraltro riuscire nell’intento. Il ruolo della storia britannica nel Poly-Olbion viene innanzitutto analizzato nel quadro della diatriba tra Drayton e Selden riguardante le fonti, i metodi, e i contenuti del suo studio. Mentre l’approccio di Selden tende a distruggere secoli di storie e leggende risalenti in ultima analisi a Geoffrey of Monmouth, in modo da restituire alla ricerca le poche fonti affidabili per lo studio di una storia britannica assai frammentaria e lacunosa, Drayton si affida alle fonti antico-gallesi/britanniche su cui si basavano le leggende galfridiane, e che il poeta considerava come resti di una conoscenza che gli antichi druidi avevano affidato oralmente al canto dei bardi. Il punto finale, e cruciale, della discussione, collegato al discorso riguardante l’Unione dei due Regni sotto Giacomo VI/I, è l’analisi della materia relativa alle origini della nazione, in particolare quella riguardante i sassoni (inglesi) e i britanni (gallesi). Drayton e Selden dedicano molto spazio alle origini di questi popoli, come pure a quella dei danesi e dei normanni, dimostrando grande conoscenza di genealogie bibliche, mitologiche e leggendarie. Quanto risulta da queste interrelazioni è una ossimorica frammentazione unificata degli abitanti della Gran Bretagna – la stessa frammentazione unificata che ne caratterizza il paesaggio. Tale quantità di informazioni sulla materia oggetto del Poly-Olbion viene filtrata mediante uno studio della critica favorevole e sfavorevole al poema fino ai nostri giorni, nonché mediante un’analisi del suo influsso letterario fino al ventesimo secolo. Si discutono le modalità di ricezione dell’opera, a volte letta in quanto tale, a volte nell’ambito di una particolare etichetta socio-culturale che ne determina il significato a priori – ovvero la stratificazione che ne ha caratterizzato o meno il significato nel corso del tempo, per il susseguirsi delle mode letterarie. Prendendo come punto di partenza gli anni della pubblicazione del Poly-Olbion, questo studio si rivela retroattivo per la sua considerazione delle fonti, del contenuto, e del background letterario, ma anche proattivo, per le osservazioni relative alla critica successiva e all’influsso letterario del poema, mai perdendo di vista le probabili intenzioni dell’autore. A sua volta, l’uso della critica contemporanea e dei suoi approcci non può che portare a una visione globale retroattiva del Poly-Olbion – dei modi in cui avrebbe dovuto essere, sarebbe stato, e fu effettivamente letto e studiato. La questione della ricezione varia e discordante è in effetti uno dei primi e decisivi problemi che il Poly-Olbion ha dovuto affrontare: dopo una lunga gestazione, il poema fu pubblicato in due parti, nel corso di dieci anni cruciali, e fu considerato ”anacronistico,” persino dallo stesso poeta, già al tempo della pubblicazione della prima parte nel 1612. In definitiva, la visione ”prospettica” presentata in questa tesi è stata sempre parte della storia del Poly-Olbion: paradossalmente, la critica e l’influsso letterario del poema dal diciassettesimo al ventunesimo secolo – ciò che ne è stato scritto, e come è stato capito – possono essere molto utili per lo studio dell’opera di Drayton e per comprenderne il forte legame col susseguirsi delle mode letterarie e culturali. Questa tesi dimostra dunque in che modo l’analisi della materia del Poly-Olbion, filtrata attraverso il suo influsso letterario, sottolinei l’importanza dell’opera in quanto modello e apice di un genere letterario – la descrizione topo-corografica della Gran Bretagna, in versi o in prosa – che, sebbene ritenuto secondario, ha dato prova di essere sopravvissuto fino ai nostri giorni, in particolare mediante la commistione con la river poetry e il country-house poem del Seicento, e le opere loco-descrittive del Sette-Ottocento. Questi sottogeneri dimostrano, a loro volta, assieme alla critica del Poly-Olbion, le opinioni di Drayton sulla natura politica e socioculturale della Gran Bretagna, e i modi in cui queste sono state lette, comprese, e rielaborate da critici e autori nel corso di quattro secoli.

MICHAEL DRAYTON'S 'POLY-OLBION': A STUDY IN PERSPECTIVE

TREVISAN, SARA
2010

Abstract

Il Poly-Olbion (1612; 1622) di Michael Drayton è un poema loco-descrittivo suddiviso in due parti costituite, rispettivamente, da diciotto e dodici Canti, ciascuno dei quali preceduto da una mappa. I versi descrivono la topografia delle contee dell’Inghilterra e del Galles, e i fatti storici che accaddero nelle località in questione. La voce narrante si alterna tra vari elementi paesaggistici, come foreste, montagne, valli, ma sopratutto fiumi. Nella prima parte del poema ciascun Canto si conclude con un commento dell’antiquario John Selden. Questo studio si propone di evidenziare il ruolo del Poly-Olbion nel quadro della letteratura e della cultura inglese dal Seicento a oggi. Mira anche a unificare la vasta e frammentaria critica e i dati sull’influsso letterario del poema in una visione coerente finalizzata a un’analisi congiunta dei contenuti e della storia della sua ricezione. Esso fa inoltre uso dell’interazione tra prospettive sincroniche e diacroniche al fine di trattare della materia del poema alla luce della critica secentesca, fino quella dei giorni nostri. Le motivazioni alla base delle varie e mutevoli opinioni sul Poly-Olbion sono collegate sia ai tempi sia alle modalit`a della composizione e del contenuto. L’opera viene innanzi tutto contestualizzata all’interno dell’epoca e della vita di Drayton, in quanto pietra miliare della sua carriera e della sua reputazione presso i mecenati. Questi dati si propongono anche di fornire una spiegazione alle difficoltà che il poema potrebbe aver incontrato nel mercato librario, difficolt`a denunciate dallo stesso poeta. L’analisi dei due principali argomenti del Poly-Olbion – la topografia e la storia della Gran Bretagna – getta luce sulle possibili intenzioni autorali di Drayton e sulle sue fonti, come pure sul tipo di lettori che potrebbe aver avuto in mente e sulle ragioni alla base della scarsa commercializzazione dell’opera. L’uso della topografia in quanto stratagemma organizzativo per la materia antiquaria viene discusso e messo in relazione alla descrizione retorica della terra di Gran Bretagna, frammentata in dozzine di voci narranti, appartenenti al paesaggio locale, nonché al ruolo delle mappe che aprono ciascun Canto. Emerge così un quadro coerente che unisce mappa, materia topografica e singole località narranti in un’entità che contiene in sé spazio e tempo, collegando specifici luoghi (del presente) a specifici eventi (del passato), unificando così nel luogo queste dimensioni temporali. La singola località è nel contempo storicamente divisa e fisicamente unita al resto della Gran Bretagna: relazione, questa, che collega l’uso draytoniano della topografia e della storia. Questo punto, infatti, è probabilmente legato ai dibattiti quasi contemporanei relativi all’Unione tra Inghilterra (e Galles) e Scozia, paese su cui Drayton avrebbe voluto scrivere, senza peraltro riuscire nell’intento. Il ruolo della storia britannica nel Poly-Olbion viene innanzitutto analizzato nel quadro della diatriba tra Drayton e Selden riguardante le fonti, i metodi, e i contenuti del suo studio. Mentre l’approccio di Selden tende a distruggere secoli di storie e leggende risalenti in ultima analisi a Geoffrey of Monmouth, in modo da restituire alla ricerca le poche fonti affidabili per lo studio di una storia britannica assai frammentaria e lacunosa, Drayton si affida alle fonti antico-gallesi/britanniche su cui si basavano le leggende galfridiane, e che il poeta considerava come resti di una conoscenza che gli antichi druidi avevano affidato oralmente al canto dei bardi. Il punto finale, e cruciale, della discussione, collegato al discorso riguardante l’Unione dei due Regni sotto Giacomo VI/I, è l’analisi della materia relativa alle origini della nazione, in particolare quella riguardante i sassoni (inglesi) e i britanni (gallesi). Drayton e Selden dedicano molto spazio alle origini di questi popoli, come pure a quella dei danesi e dei normanni, dimostrando grande conoscenza di genealogie bibliche, mitologiche e leggendarie. Quanto risulta da queste interrelazioni è una ossimorica frammentazione unificata degli abitanti della Gran Bretagna – la stessa frammentazione unificata che ne caratterizza il paesaggio. Tale quantità di informazioni sulla materia oggetto del Poly-Olbion viene filtrata mediante uno studio della critica favorevole e sfavorevole al poema fino ai nostri giorni, nonché mediante un’analisi del suo influsso letterario fino al ventesimo secolo. Si discutono le modalità di ricezione dell’opera, a volte letta in quanto tale, a volte nell’ambito di una particolare etichetta socio-culturale che ne determina il significato a priori – ovvero la stratificazione che ne ha caratterizzato o meno il significato nel corso del tempo, per il susseguirsi delle mode letterarie. Prendendo come punto di partenza gli anni della pubblicazione del Poly-Olbion, questo studio si rivela retroattivo per la sua considerazione delle fonti, del contenuto, e del background letterario, ma anche proattivo, per le osservazioni relative alla critica successiva e all’influsso letterario del poema, mai perdendo di vista le probabili intenzioni dell’autore. A sua volta, l’uso della critica contemporanea e dei suoi approcci non può che portare a una visione globale retroattiva del Poly-Olbion – dei modi in cui avrebbe dovuto essere, sarebbe stato, e fu effettivamente letto e studiato. La questione della ricezione varia e discordante è in effetti uno dei primi e decisivi problemi che il Poly-Olbion ha dovuto affrontare: dopo una lunga gestazione, il poema fu pubblicato in due parti, nel corso di dieci anni cruciali, e fu considerato ”anacronistico,” persino dallo stesso poeta, già al tempo della pubblicazione della prima parte nel 1612. In definitiva, la visione ”prospettica” presentata in questa tesi è stata sempre parte della storia del Poly-Olbion: paradossalmente, la critica e l’influsso letterario del poema dal diciassettesimo al ventunesimo secolo – ciò che ne è stato scritto, e come è stato capito – possono essere molto utili per lo studio dell’opera di Drayton e per comprenderne il forte legame col susseguirsi delle mode letterarie e culturali. Questa tesi dimostra dunque in che modo l’analisi della materia del Poly-Olbion, filtrata attraverso il suo influsso letterario, sottolinei l’importanza dell’opera in quanto modello e apice di un genere letterario – la descrizione topo-corografica della Gran Bretagna, in versi o in prosa – che, sebbene ritenuto secondario, ha dato prova di essere sopravvissuto fino ai nostri giorni, in particolare mediante la commistione con la river poetry e il country-house poem del Seicento, e le opere loco-descrittive del Sette-Ottocento. Questi sottogeneri dimostrano, a loro volta, assieme alla critica del Poly-Olbion, le opinioni di Drayton sulla natura politica e socioculturale della Gran Bretagna, e i modi in cui queste sono state lette, comprese, e rielaborate da critici e autori nel corso di quattro secoli.
21-gen-2010
Inglese
POLY-OLBION, MICHAEL DRAYTON, LANDSCAPE, JOHN SELDEN, RIVER POETRY, SEVENTEENTH CENTURY, ENGLISH LITERATURE, ANTIQUARIANISM
Università degli studi di Padova
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/109078
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPD-109078