La scelta del titolo della presente tesi, “Danno da inadempimento nel diritto romano”, cerca di rappresentare con estrema sintesi una personale posizione della scrivente che nella propria attività di ricerca scientifica ha posto in essere un’analisi del diritto privato romano finalizzata a comprendere se sia possibile o meno ravvisarvi, in linea con le ultime tendenze del diritto vivente, spunti per ammettere o negare la risarcibilità del danno non patrimoniale da inadempimento contrattuale (rectius: da inadempimento di obbligazioni) a fronte dell’attuale interesse alla materia. In particolare, con il ricorso ad una terminologia appartenente al diritto attuale, senza ricorrere a specificazioni sul tipo di danno preso in esame, ho aderito a quella corrente di pensiero che ritiene che il fine ultimo di una tutela risarcitoria per la parte danneggiata dall'inadempimento altrui è quello di risarcire ogni genere di danno subito, indipendentemente dal fatto che si tratti di danno patrimoniale o non patrimoniale. La struttura della presente ricerca è articolata in tre capitoli. Un primo capitolo riassume i tratti fondamentali nel diritto vivente del sistema del danno non patrimoniale in ambito contrattuale. Un secondo capitolo si occupa specificatamente e dettagliatamente del danno non patrimoniale nella dottrina romanistica. Un terzo capitolo è dedicato all'analisi esegetica delle testimonianze dei giuristi romani, afferenti ad alcune ipotesi di responsabilità contrattuale in relazione alla tutela di valori non patrimoniali. In sede di conclusioni, si effettueranno delle considerazioni personali.
Il danno da inadempimento nel diritto romano
CASTAGNARO, ORNELLA BARBARA
2014
Abstract
La scelta del titolo della presente tesi, “Danno da inadempimento nel diritto romano”, cerca di rappresentare con estrema sintesi una personale posizione della scrivente che nella propria attività di ricerca scientifica ha posto in essere un’analisi del diritto privato romano finalizzata a comprendere se sia possibile o meno ravvisarvi, in linea con le ultime tendenze del diritto vivente, spunti per ammettere o negare la risarcibilità del danno non patrimoniale da inadempimento contrattuale (rectius: da inadempimento di obbligazioni) a fronte dell’attuale interesse alla materia. In particolare, con il ricorso ad una terminologia appartenente al diritto attuale, senza ricorrere a specificazioni sul tipo di danno preso in esame, ho aderito a quella corrente di pensiero che ritiene che il fine ultimo di una tutela risarcitoria per la parte danneggiata dall'inadempimento altrui è quello di risarcire ogni genere di danno subito, indipendentemente dal fatto che si tratti di danno patrimoniale o non patrimoniale. La struttura della presente ricerca è articolata in tre capitoli. Un primo capitolo riassume i tratti fondamentali nel diritto vivente del sistema del danno non patrimoniale in ambito contrattuale. Un secondo capitolo si occupa specificatamente e dettagliatamente del danno non patrimoniale nella dottrina romanistica. Un terzo capitolo è dedicato all'analisi esegetica delle testimonianze dei giuristi romani, afferenti ad alcune ipotesi di responsabilità contrattuale in relazione alla tutela di valori non patrimoniali. In sede di conclusioni, si effettueranno delle considerazioni personali.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/109413
URN:NBN:IT:UNIPD-109413