Il perossido di idrogeno è un ossidante “verde” e non tossico, che non genera sottoprodotti inquinanti per l’ambiente, poiché si decompone a dare solamente acqua ed ossigeno. Il perossido di idrogeno viene utilizzato principalmente nelle cartiere come sbiancante, nell’industria tessile e metallurgica, come intermedio nella sintesi chimica, come disinfettante e additivo per detergenti, e molto altro. L’H2O2 viene attualmente prodotto con il processo dell’antrachinone, il quale necessita di numerose operazioni per la produzione e la purificazione del prodotto finale, con il conseguente elevato consumo energetico, a cui sono associati notevoli costi di esercizio, e la formazione di sottoprodotti inquinanti. La sintesi diretta di H2O2 è un’alternativa interessante, che si propone di eliminare i sottoprodotti inquinanti e ridurre drasticamente i costi di impianto e di esercizio, per produzioni su piccola scala direttamente in situ presso l’utilizzatore finale (che non è Berlusconi). In questo modo sarebbe possibile abbattere anche i costi di trasporto e i rischi ad esso connessi. Negli ultimi anni particolare attenzione è stata data al processo di sintesi diretta di acqua ossigenata, tuttavia i lavori pubblicati e brevettati vertevano per lo più sullo sviluppo di un catalizzatore che potesse avere delle caratteristiche tali da favorire la formazione di perossido di idrogeno a dispetto delle reazioni di decomposizione e idrogenazione dello stesso, anch’esse facenti parte del network di reazione. Scarso interesse è invece stato rivolto allo studio sistematico delle condizioni operative e allo sviluppo di un processo continuo. Ad esempio, lo studio in reattori batch non è stato mai approfondito con cinetiche di reazione e con lo studio degli equilibri liquido-vapore che si instaurano all’interno del sistema di reazione. In questo lavoro sono stati sviluppati e realizzati due reattori di tipo batch (di due volumi differenti) e un reattore in continuo: dei due reattori batch, uno è stato utilizzato per testare i catalizzatori e condurre studi preliminari, mentre nell’altro si sono svolti studi di cinetiche di reazione, che sono stati successivamente utilizzati per sviluppare un modello cinetico relativo all’intero network di reazioni. Il reattore continuo, invece, è un reattore a letto fisso (trickle bed reactor) in cui viene caricato il catalizzatore. Un notevole interesse dalle realtà industriali è rivolto all’operazione in continuo, per cui in questo progetto particolare attenzione è stata data allo sviluppo di un tale processo, ottimizzandone le condizioni operative per massimizzare la produzione di acqua ossigenata. Numerosi catalizzatori mono- e bi- metallici sono stati studiati, supportati su diversi materiali, sia inorganici che organici, e per ognuno di essi sono state studiate le migliori condizioni operative. Nel Capitolo 1 è presentato lo stato dell’arte della ricerca sulla sintesi diretta del perossido di idrogeno, e viene spiegato come la ricerca effettuata fin d’ora abbia posto l’attenzione sullo studio di un catalizzatore che potesse essere adatto alla sintesi diretta, trascurando però lo studio reattoristico del sistema impiegato. Nel Capitolo 2 è descritto lo sviluppo dei reattori in seguito utilizzati nella sperimentazione, ed i sistemi di analisi implementati. Vengono presentati gli schemi di impianto e gli studi preliminari condotti sia sui reattori batch, che sul reattore continuo. Il Capitolo 3 affronta temi di cinetica con la relativa modellazione. Sono stati condotti esperimenti di sintesi diretta in un reattore batch ad alta pressione, e da questi dati è stato ricavato un primo approccio di modello cinetico ancora assente in letteratura. Nel Capitolo 4 si è studiato un catalizzatore al palladio su un supporto di ceria sulfatata, con il quale sono stati condotti esperimenti di decomposizione e idrogenazione del perossido di idrogeno. Partendo da questi risultati si è svolto uno studio teso ad identificare le migliori portate di gas e di liquido per ottenere la massima produttività e la massima selettività. Un’altra condizione operativa indagata è stata la pressione ed il suo effetto sulla produzione di acqua ossigenata. Nel Capitolo 5 sono stati scelti 4 catalizzatori a base di palladio, supportati su diversi materiali inorganici. Variando le condizioni operative di sistema si è studiato il comportamento di questi catalizzatori in relazione alla produzione di H2O2 e alla loro selettività. I vari catalizzatori, a seconda del supporto, hanno proprietà differenti e le condizioni operative devono essere ottimizzate di conseguenza per ottenere il massimo rendimento sulla sintesi diretta. Il Capitolo 6 tratta lo studio di catalizzatori bimetallici a base di palladio e oro e catalizzatori a base di solo palladio. Diversi supporti inorganici sono stati utilizzati ed è stato introdotto un nuovo supporto organico. I catalizzatori sono stati confrontati tra di loro variando le condizioni operative di sistema. È stato inoltre studiato l’effetto della concentrazione di idrogeno immesso come reagente e il suo effetto sulla sintesi diretta di H2O2. Il Capitolo 7 riassume i migliori risultati ottenuti e fornisce indicazioni relativamente agli sviluppi futuri. In Appendice è fornito un approccio per la modellazione termodinamica del sistema.

Engineering the reaction of hydrogen peroxide direct synthesis

BIASI, PIERDOMENICO
2010

Abstract

Il perossido di idrogeno è un ossidante “verde” e non tossico, che non genera sottoprodotti inquinanti per l’ambiente, poiché si decompone a dare solamente acqua ed ossigeno. Il perossido di idrogeno viene utilizzato principalmente nelle cartiere come sbiancante, nell’industria tessile e metallurgica, come intermedio nella sintesi chimica, come disinfettante e additivo per detergenti, e molto altro. L’H2O2 viene attualmente prodotto con il processo dell’antrachinone, il quale necessita di numerose operazioni per la produzione e la purificazione del prodotto finale, con il conseguente elevato consumo energetico, a cui sono associati notevoli costi di esercizio, e la formazione di sottoprodotti inquinanti. La sintesi diretta di H2O2 è un’alternativa interessante, che si propone di eliminare i sottoprodotti inquinanti e ridurre drasticamente i costi di impianto e di esercizio, per produzioni su piccola scala direttamente in situ presso l’utilizzatore finale (che non è Berlusconi). In questo modo sarebbe possibile abbattere anche i costi di trasporto e i rischi ad esso connessi. Negli ultimi anni particolare attenzione è stata data al processo di sintesi diretta di acqua ossigenata, tuttavia i lavori pubblicati e brevettati vertevano per lo più sullo sviluppo di un catalizzatore che potesse avere delle caratteristiche tali da favorire la formazione di perossido di idrogeno a dispetto delle reazioni di decomposizione e idrogenazione dello stesso, anch’esse facenti parte del network di reazione. Scarso interesse è invece stato rivolto allo studio sistematico delle condizioni operative e allo sviluppo di un processo continuo. Ad esempio, lo studio in reattori batch non è stato mai approfondito con cinetiche di reazione e con lo studio degli equilibri liquido-vapore che si instaurano all’interno del sistema di reazione. In questo lavoro sono stati sviluppati e realizzati due reattori di tipo batch (di due volumi differenti) e un reattore in continuo: dei due reattori batch, uno è stato utilizzato per testare i catalizzatori e condurre studi preliminari, mentre nell’altro si sono svolti studi di cinetiche di reazione, che sono stati successivamente utilizzati per sviluppare un modello cinetico relativo all’intero network di reazioni. Il reattore continuo, invece, è un reattore a letto fisso (trickle bed reactor) in cui viene caricato il catalizzatore. Un notevole interesse dalle realtà industriali è rivolto all’operazione in continuo, per cui in questo progetto particolare attenzione è stata data allo sviluppo di un tale processo, ottimizzandone le condizioni operative per massimizzare la produzione di acqua ossigenata. Numerosi catalizzatori mono- e bi- metallici sono stati studiati, supportati su diversi materiali, sia inorganici che organici, e per ognuno di essi sono state studiate le migliori condizioni operative. Nel Capitolo 1 è presentato lo stato dell’arte della ricerca sulla sintesi diretta del perossido di idrogeno, e viene spiegato come la ricerca effettuata fin d’ora abbia posto l’attenzione sullo studio di un catalizzatore che potesse essere adatto alla sintesi diretta, trascurando però lo studio reattoristico del sistema impiegato. Nel Capitolo 2 è descritto lo sviluppo dei reattori in seguito utilizzati nella sperimentazione, ed i sistemi di analisi implementati. Vengono presentati gli schemi di impianto e gli studi preliminari condotti sia sui reattori batch, che sul reattore continuo. Il Capitolo 3 affronta temi di cinetica con la relativa modellazione. Sono stati condotti esperimenti di sintesi diretta in un reattore batch ad alta pressione, e da questi dati è stato ricavato un primo approccio di modello cinetico ancora assente in letteratura. Nel Capitolo 4 si è studiato un catalizzatore al palladio su un supporto di ceria sulfatata, con il quale sono stati condotti esperimenti di decomposizione e idrogenazione del perossido di idrogeno. Partendo da questi risultati si è svolto uno studio teso ad identificare le migliori portate di gas e di liquido per ottenere la massima produttività e la massima selettività. Un’altra condizione operativa indagata è stata la pressione ed il suo effetto sulla produzione di acqua ossigenata. Nel Capitolo 5 sono stati scelti 4 catalizzatori a base di palladio, supportati su diversi materiali inorganici. Variando le condizioni operative di sistema si è studiato il comportamento di questi catalizzatori in relazione alla produzione di H2O2 e alla loro selettività. I vari catalizzatori, a seconda del supporto, hanno proprietà differenti e le condizioni operative devono essere ottimizzate di conseguenza per ottenere il massimo rendimento sulla sintesi diretta. Il Capitolo 6 tratta lo studio di catalizzatori bimetallici a base di palladio e oro e catalizzatori a base di solo palladio. Diversi supporti inorganici sono stati utilizzati ed è stato introdotto un nuovo supporto organico. I catalizzatori sono stati confrontati tra di loro variando le condizioni operative di sistema. È stato inoltre studiato l’effetto della concentrazione di idrogeno immesso come reagente e il suo effetto sulla sintesi diretta di H2O2. Il Capitolo 7 riassume i migliori risultati ottenuti e fornisce indicazioni relativamente agli sviluppi futuri. In Appendice è fornito un approccio per la modellazione termodinamica del sistema.
1-feb-2010
Inglese
hydrogen peroxide, direct synthesis, palladium, green oxidant
Università degli studi di Padova
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