INTRODUZIONE: La cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro (ARVC) è una malattia primitiva del muscolo cardiaco dovuta ad una necrosi miocitaria con successiva sostituzione fibro-adiposa. Tale sostituzione, dal punto di vista clinico, si traduce in instabilità elettrica e in alterazioni morfologiche in particolare a carico del ventricolo destro (VD), anche se il ventricolo sinistro può essere coinvolto in un numero significativo di casi. L’ARVC si manifesta clinicamente fra la seconda e la terza decade di vita con la presenza soprattutto di aritmie ventricolari che possono portare anche a morte improvvisa. La malattia riconosce un’origine genetica, con modalità di trasmissione autosomica dominante nella maggior parte dei casi, con un substrato genetico alquanto eterogeneo dato che sono stati fino ad ora identificati numerosi geni correlati alla malattia. Lo screening genetico permette attualmente l’identificazione dei soggetti portatori di una mutazione ritenuta causativa all’interno delle famiglie affette. Questo comporta l’identificazione precoce, anche in età pediatrica, di soggetti potenzialmente a rischio di sviluppare la malattia, nei quali è necessario eseguire uno stretto follow-up (FU) clinico-strumentale, al fine di rintracciare tempestivamente l’eventuale comparsa di segni fenotipici di malattia. OBIETTIVI: Scopo dello studio è la valutazione clinico-strumentale di una serie di soggetti portatori di mutazioni causative legate all’ARVC giunti alla nostra osservazione ad un’età inferiore a 18 anni e seguiti in un programma di FU, allo scopo di descrivere gli aspetti clinici precoci della malattia. MATERIALI E METODI: Sono stati studiati 62 soggetti (38 maschi, 24 femmine, età media alla prima osservazione 12.4?3.9 anni) nei quali era stata identificata una mutazione causativa di un gene-malattia legato all’ARVC. Di questi 13 (21%) erano probandi e 49 (79%) familiari di soggetti affetti. I soggetti sono stati divisi in 3 gruppi in base all’età alla prima osservazione: 1] 1-10 anni; 2] 11-14 anni; 3] 15-18 anni. Il protocollo di studio comprendeva: visita cardiologia, ECG a 12 derivazioni, signal-averaged ECG, ECG-Holter delle 24 ore ed Ecocardiogramma mono e bidimensionale con analisi Color-Doppler. In base ai risultati degli esami strumentali i soggetti, dopo la prima visita, venivano suddivisi in: affetti, non affetti, soggetti con alcuni segni clinici di malattia ma che non soddisfacevano i criteri di diagnosi; venivano inseriti, quindi, in un programma di FU con intervalli variabili dai 6 ai 12 mesi. Il protocollo di studio, a questo punto, prevedeva l’esecuzione di risonanza magnetica cardiaca (RMC) con gadolinio nei soggetti senza controindicazioni all’esame, che avessero età ?14 anni o diagnosi dubbia. RISULTATI: Dei 19 soggetti esaminati prima dei 10 anni nessuno era risultato affetto alla prima visita. Fra i 20 pazienti del secondo gruppo, in 8 (40%) è stata fatta diagnosi di ARVC. Dei 23 soggetti appartenenti al terzo gruppo, in 7 (30.5%) erano presenti criteri sufficienti per la diagnosi di ARVC. Durante il FU altri 8 soggetti (12.9%, età media 19.5+5.3 anni, FU medio 8.8+6.7 anni) hanno mostrato la comparsa della malattia e 11 soggetti con diagnosi alla prima visita hanno mostrato un’evoluzione della patologia. Infine 12 soggetti che non raggiungevano i criteri di diagnosi sono stati sottoposti a RMC, che in 6 (50%, età media 15.5+5.6 anni, range 9-22 anni) ha rivelato la presenza di alterazioni compatibili con la malattia. CONCLUSIONI: La ARVC si conferma come malattia non presente alla nascita e con esordio clinico nell’adolescenza e prima giovinezza. Già in età adolescenziale, comunque, si possono rilevare forme importanti ed estese e casi di forte instabilità elettrica, per cui la diagnosi precoce è fondamentale. Numerosi soggetti con mutazione genetica non soddisfano i criteri di diagnosi ed in questa particolare popolazione la RMC con gadolinio è un mezzo diagnostico efficace per aggiungere informazioni morfo-funzionali e di caratterizzazione tissutale.

Nuove acquisizioni sulla storia naturale della cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro attraverso lo studio di soggetti in età pediatrica portatori di mutazioni nei geni-malattia

MAZZOTTI, ELISA
2009

Abstract

INTRODUZIONE: La cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro (ARVC) è una malattia primitiva del muscolo cardiaco dovuta ad una necrosi miocitaria con successiva sostituzione fibro-adiposa. Tale sostituzione, dal punto di vista clinico, si traduce in instabilità elettrica e in alterazioni morfologiche in particolare a carico del ventricolo destro (VD), anche se il ventricolo sinistro può essere coinvolto in un numero significativo di casi. L’ARVC si manifesta clinicamente fra la seconda e la terza decade di vita con la presenza soprattutto di aritmie ventricolari che possono portare anche a morte improvvisa. La malattia riconosce un’origine genetica, con modalità di trasmissione autosomica dominante nella maggior parte dei casi, con un substrato genetico alquanto eterogeneo dato che sono stati fino ad ora identificati numerosi geni correlati alla malattia. Lo screening genetico permette attualmente l’identificazione dei soggetti portatori di una mutazione ritenuta causativa all’interno delle famiglie affette. Questo comporta l’identificazione precoce, anche in età pediatrica, di soggetti potenzialmente a rischio di sviluppare la malattia, nei quali è necessario eseguire uno stretto follow-up (FU) clinico-strumentale, al fine di rintracciare tempestivamente l’eventuale comparsa di segni fenotipici di malattia. OBIETTIVI: Scopo dello studio è la valutazione clinico-strumentale di una serie di soggetti portatori di mutazioni causative legate all’ARVC giunti alla nostra osservazione ad un’età inferiore a 18 anni e seguiti in un programma di FU, allo scopo di descrivere gli aspetti clinici precoci della malattia. MATERIALI E METODI: Sono stati studiati 62 soggetti (38 maschi, 24 femmine, età media alla prima osservazione 12.4?3.9 anni) nei quali era stata identificata una mutazione causativa di un gene-malattia legato all’ARVC. Di questi 13 (21%) erano probandi e 49 (79%) familiari di soggetti affetti. I soggetti sono stati divisi in 3 gruppi in base all’età alla prima osservazione: 1] 1-10 anni; 2] 11-14 anni; 3] 15-18 anni. Il protocollo di studio comprendeva: visita cardiologia, ECG a 12 derivazioni, signal-averaged ECG, ECG-Holter delle 24 ore ed Ecocardiogramma mono e bidimensionale con analisi Color-Doppler. In base ai risultati degli esami strumentali i soggetti, dopo la prima visita, venivano suddivisi in: affetti, non affetti, soggetti con alcuni segni clinici di malattia ma che non soddisfacevano i criteri di diagnosi; venivano inseriti, quindi, in un programma di FU con intervalli variabili dai 6 ai 12 mesi. Il protocollo di studio, a questo punto, prevedeva l’esecuzione di risonanza magnetica cardiaca (RMC) con gadolinio nei soggetti senza controindicazioni all’esame, che avessero età ?14 anni o diagnosi dubbia. RISULTATI: Dei 19 soggetti esaminati prima dei 10 anni nessuno era risultato affetto alla prima visita. Fra i 20 pazienti del secondo gruppo, in 8 (40%) è stata fatta diagnosi di ARVC. Dei 23 soggetti appartenenti al terzo gruppo, in 7 (30.5%) erano presenti criteri sufficienti per la diagnosi di ARVC. Durante il FU altri 8 soggetti (12.9%, età media 19.5+5.3 anni, FU medio 8.8+6.7 anni) hanno mostrato la comparsa della malattia e 11 soggetti con diagnosi alla prima visita hanno mostrato un’evoluzione della patologia. Infine 12 soggetti che non raggiungevano i criteri di diagnosi sono stati sottoposti a RMC, che in 6 (50%, età media 15.5+5.6 anni, range 9-22 anni) ha rivelato la presenza di alterazioni compatibili con la malattia. CONCLUSIONI: La ARVC si conferma come malattia non presente alla nascita e con esordio clinico nell’adolescenza e prima giovinezza. Già in età adolescenziale, comunque, si possono rilevare forme importanti ed estese e casi di forte instabilità elettrica, per cui la diagnosi precoce è fondamentale. Numerosi soggetti con mutazione genetica non soddisfano i criteri di diagnosi ed in questa particolare popolazione la RMC con gadolinio è un mezzo diagnostico efficace per aggiungere informazioni morfo-funzionali e di caratterizzazione tissutale.
30-gen-2009
Italiano
Cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro, età pediatrica, diagnosi precoce, storia naturale, geni-malattia
Nava, Andrea
Università degli studi di Padova
144
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Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPD-110049