L'obiettivo della tesi è l'analisi delle modalità con cui le società, matricole in borsa, nel tentativo di diminuire le asimmetrie informative tra gli insiders ed il mercato, segnalano la loro qualità. In merito agli IPO è stata sviluppata, negli ultimi anni, una cospicua letteratura che ne ha indagato i diversi aspetti: le motivazioni alla quotazione, i costi e i benefici propri di questa scelta di finanziamento e gli effetti che la scelta di quotarsi produce sulle imprese. All'analisi di tali argomenti è dedicato il primo capitolo, dove dopo una breve review della letteratura teorica ed empirica l'attenzione è rivolta all'analisi delle principali "anomalie"connesse all'andamento dei titoli nel breve e nel lungo periodo. La prima anomalia è costituita dal fenomeno dell'underpricing: il prezzo di mercato che si registra nel primo giorno di quotazione di un titolo risulta, in media, sistematicamente superiore rispetto a quello di collocamento. La seconda anomalia, definita long-run underperformance, è connessa all'andamento del titolo nel lungo periodo: le imprese neo-quotate sembrano offrire rendimenti di medio-lungo termine inferiori rispetto a quelli dell'indice di mercato. L'obiettivo del terzo capitolo è quello di studiare il ruolo della disclosure delle informazioni forward-looking, nel prospetto che accompagna la quotazione, e l'impatto che tali informazioni hanno nel ridurre le asimmetrie informative, misurate nell'underpricing. Quasi tutti i modelli teorici sviluppati in letteratura per spiegare il fenomeno dell'underpricing si basano sull'ipotesi dell'esistenza di asimmetrie informative fra i vari soggetti coinvolti nel collocamento (l'impresa, la banca d'investimento, gli investitori esterni). Facendo riferimento alla signalling theory si vuole analizzare se la disclosure delle informazioni prospettiche e la precisione con cui il management fornisce informazioni prospettiche di carattere finanziario aiuta la società emittente a ridurre le asimmetrie informative esistenti con il mercato e di conseguenza l'underpricing. Il campione oggetto di studio è costituito da tutti le società italiane che si sono quotate durante il periodo 1999-2005. I risultati confermano l'importanza delle informazioni forward-looking (sia narrative che finanziarie nel ridurre l'underpricing al primo giorno di quotazione. Diversamente da precedenti studi i risultati non evidenziano alcun legame tra la precisione con cui vengono rilasciate le informazioni finanziarie e il livello di underpricing. Nel quarto capitolo si analizza il legame che esiste tra banche e imprese. Gli scandali finanziari che di recente hanno coinvolto società non-finanziarie, hanno portato alla luce una fitta rete di relazioni tra banche e imprese e hanno evidenziato come il ruolo delle banche, all'interno delle imprese, sia ancora molto controverso. Scopo del capitolo è quidi l'analisi dei legami banca-impresa a livello di composizione del Consiglio di Amministrazione (CdA). In particolare, attraverso l'analisi degli interlock bancari (dove il dirigente di una banca possiede anche una carica nel CdA di un'impresa industriale - "banker") si studia il ruolo e l'effetto che ha la composizione del board nel segnalare la qualità dell'IPO. La composizione del CdA assume un'importanza fondamentale, soprattutto per le aziende che decidono di quotarsi. Diversamente da studi precedenti, il ruolo dei bankers è analizzato osservando l'impatto che essi hanno sulla qualità delle informazioni contabili (earnings quality) e sulle asimmetrie informative (costo del capitale). Nel complesso, i risultati sono pienamente coerenti con l'ipotesi che gli interlocks servano come sistemi di collusione che permettono alle banche di estrarre rents. Da un lato, infatti, i risultati suggeriscono i bankers non svolgono attività di monitoraggio per conto degli azionisti, infatti la presenza di bankers nei CdA è positivamente correlata a politiche di earnings managenment. Dall'altro lato, i bankers sembrano contribuire ad alleviare l'asimmetria informativa esistente tra azienda e investitori. I risultati indicano che il mercato chiede un costo del capitale minore se nel CdA è presente almeno un banker.

Signaling IPO quality: Evidence from disclosure and board composition

IPINO, ELISABETTA
2009

Abstract

L'obiettivo della tesi è l'analisi delle modalità con cui le società, matricole in borsa, nel tentativo di diminuire le asimmetrie informative tra gli insiders ed il mercato, segnalano la loro qualità. In merito agli IPO è stata sviluppata, negli ultimi anni, una cospicua letteratura che ne ha indagato i diversi aspetti: le motivazioni alla quotazione, i costi e i benefici propri di questa scelta di finanziamento e gli effetti che la scelta di quotarsi produce sulle imprese. All'analisi di tali argomenti è dedicato il primo capitolo, dove dopo una breve review della letteratura teorica ed empirica l'attenzione è rivolta all'analisi delle principali "anomalie"connesse all'andamento dei titoli nel breve e nel lungo periodo. La prima anomalia è costituita dal fenomeno dell'underpricing: il prezzo di mercato che si registra nel primo giorno di quotazione di un titolo risulta, in media, sistematicamente superiore rispetto a quello di collocamento. La seconda anomalia, definita long-run underperformance, è connessa all'andamento del titolo nel lungo periodo: le imprese neo-quotate sembrano offrire rendimenti di medio-lungo termine inferiori rispetto a quelli dell'indice di mercato. L'obiettivo del terzo capitolo è quello di studiare il ruolo della disclosure delle informazioni forward-looking, nel prospetto che accompagna la quotazione, e l'impatto che tali informazioni hanno nel ridurre le asimmetrie informative, misurate nell'underpricing. Quasi tutti i modelli teorici sviluppati in letteratura per spiegare il fenomeno dell'underpricing si basano sull'ipotesi dell'esistenza di asimmetrie informative fra i vari soggetti coinvolti nel collocamento (l'impresa, la banca d'investimento, gli investitori esterni). Facendo riferimento alla signalling theory si vuole analizzare se la disclosure delle informazioni prospettiche e la precisione con cui il management fornisce informazioni prospettiche di carattere finanziario aiuta la società emittente a ridurre le asimmetrie informative esistenti con il mercato e di conseguenza l'underpricing. Il campione oggetto di studio è costituito da tutti le società italiane che si sono quotate durante il periodo 1999-2005. I risultati confermano l'importanza delle informazioni forward-looking (sia narrative che finanziarie nel ridurre l'underpricing al primo giorno di quotazione. Diversamente da precedenti studi i risultati non evidenziano alcun legame tra la precisione con cui vengono rilasciate le informazioni finanziarie e il livello di underpricing. Nel quarto capitolo si analizza il legame che esiste tra banche e imprese. Gli scandali finanziari che di recente hanno coinvolto società non-finanziarie, hanno portato alla luce una fitta rete di relazioni tra banche e imprese e hanno evidenziato come il ruolo delle banche, all'interno delle imprese, sia ancora molto controverso. Scopo del capitolo è quidi l'analisi dei legami banca-impresa a livello di composizione del Consiglio di Amministrazione (CdA). In particolare, attraverso l'analisi degli interlock bancari (dove il dirigente di una banca possiede anche una carica nel CdA di un'impresa industriale - "banker") si studia il ruolo e l'effetto che ha la composizione del board nel segnalare la qualità dell'IPO. La composizione del CdA assume un'importanza fondamentale, soprattutto per le aziende che decidono di quotarsi. Diversamente da studi precedenti, il ruolo dei bankers è analizzato osservando l'impatto che essi hanno sulla qualità delle informazioni contabili (earnings quality) e sulle asimmetrie informative (costo del capitale). Nel complesso, i risultati sono pienamente coerenti con l'ipotesi che gli interlocks servano come sistemi di collusione che permettono alle banche di estrarre rents. Da un lato, infatti, i risultati suggeriscono i bankers non svolgono attività di monitoraggio per conto degli azionisti, infatti la presenza di bankers nei CdA è positivamente correlata a politiche di earnings managenment. Dall'altro lato, i bankers sembrano contribuire ad alleviare l'asimmetria informativa esistente tra azienda e investitori. I risultati indicano che il mercato chiede un costo del capitale minore se nel CdA è presente almeno un banker.
30-lug-2009
Inglese
IPO, underpricing, disclosure, information asymmetries, financial interlocks, earnings quality, cost of capital.
Bozzolan, Saverio
Università degli studi di Padova
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/110112
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPD-110112