Il trapianto di rene rappresenta il trattamento ottimale per la cura dell’insufficienza renale terminale. La sopravvivenza dell’organo trapiantato nei pazienti pediatrici mostra un tasso percentuale a 5 anni del 83% nel caso di donatore vivente, e del 70%, nel caso di donatore cadavere. La causa principale di disfunzione del graft con conseguente perdita è il rigetto renale. Sebbene la terapia immunosoppressiva abbia ridotto l’insorgenza di rigetto, la durata dell’organo trapiantato può ancora essere migliorata, considerando le aspettative di vita di un bambino. Attualmente la procedura standard usata per la diagnosi dello stato di salute del rene trapiantato è l’ago-biopsia renale, anche se rimane comunque una pratica invasiva per il paziente con possibile insorgenza, seppure in rari casi, di complicanze come infezioni o sanguinamento. Inoltre, la biopsia renale risulta utile nel monitoraggio del trapianto, ma non riesce a evitare l’insorgenza di danno istologico. L’interesse verso nuovi possibili biomarcatori utili nella prevenzione del rigetto renale e tutt’ora rilevante. Tra i possibili candidati troviamo i microRNA (miRNA), corte sequenze di RNA non codificante lunghe 21 – 23 nt, coinvolti nella regolazione di diverse vie di segnalazione post-trascrizionali. I miRNA sono coinvolti in diversi processi come la sopravvivenza cellulare, lo sviluppo, la differenziazione, la proliferazione, e la modulazione della risposta immunitaria. A livello renale, sembrano avere un coinvolgimento nella regolazione dello sviluppo, in diversi processi fisiologici e patologici. Diversi studi hanno dimostrato come l’espressione dei miRNA possa variare nei fluidi biologici e in campioni tissutali di adulti trapiantati di rene. Per questo motivo, i miRNA sono attualmente studiati come possibili marker diagnostici/prognostici e potenziali targets terapeutici nel trapianto di rene. Un'altra interessante risorsa di biomarker di rigetto renale, sembrano essere le vescicole extracellulari (EVs). Le EVs sono nanoparticelle sferiche costituite da strato fosfolipidico e rilasciate da tutte le tipologie cellulari. Queste particelle possono agire sulle cellule bersaglio in diversi modi, inclusa la stimolazione cellulare, il trasferimento di proteine, lipidi e materiale genetico, come RNA messaggero (mRNA) e miRNA, interagendo anche a lunga distanza. Basandoci su questi dati si è deciso di effettuare uno studio retrospettivo dei miRNA espressi in campioni bioptici e vescicolari sierici di pazienti pediatrici trapiantati. In particolare, è stato selezionato un gruppo di 20 pazienti, 10 con diagnosi istologica normale e 10 con diagnosi di rigetto renale subclinico, ad 1 anno dal trapianto. La frazione di miRNA ottenuta aveva un range di concentrazione di 0,7 – 7 ng/µl nei campioni di tessuto renale e di 0,06 – 0,52 ng/µl nei campioni vescicolari. I miRNA estratti sono stati sequenziati con tecnologia NGS. I risultati dell’analisi statistica post sequenziamento hanno evidenziato 5 miRNA (miR-142-3p, miR-142-5p, miR-101-3p, miR-106b-3p and miR-185-5p) significativamente sovraespressi nei campioni tissutali di pazienti SCR (p-value <0,05), mentre lo stesso trend non è osservabile nelle EVs sieriche. Anche se i campioni vescicolari non hanno sottolineato differenze d’espressione dei miRNA statisticamente significative, nel pool identificato tramite sequenziamento sono stati rilevati 4 dei 5 miRNA sovraespressi nei tessuti dei CONT (miR-142-3p, miR-142-5p, miR-101-3p and miR-185-5p). Sarebbe interessante proseguire la ricerca verificando gli stessi miRNA anche in campioni di EVs urinarie di pazienti pediatrici trapiantati di rene. Infine, questo studio può contribuire ad ottenere un test di laboratorio pratico e utile nella predizione d’insorgenza di rigetto renale in pazienti pediatrici e migliorare la terapia personalizzata.
Individuazione di un potenziale profilo di miRNA, predittivi di rigetto subclinico in pazienti pediatrici trapiantati di rene
CARRARO, ANDREA
2018
Abstract
Il trapianto di rene rappresenta il trattamento ottimale per la cura dell’insufficienza renale terminale. La sopravvivenza dell’organo trapiantato nei pazienti pediatrici mostra un tasso percentuale a 5 anni del 83% nel caso di donatore vivente, e del 70%, nel caso di donatore cadavere. La causa principale di disfunzione del graft con conseguente perdita è il rigetto renale. Sebbene la terapia immunosoppressiva abbia ridotto l’insorgenza di rigetto, la durata dell’organo trapiantato può ancora essere migliorata, considerando le aspettative di vita di un bambino. Attualmente la procedura standard usata per la diagnosi dello stato di salute del rene trapiantato è l’ago-biopsia renale, anche se rimane comunque una pratica invasiva per il paziente con possibile insorgenza, seppure in rari casi, di complicanze come infezioni o sanguinamento. Inoltre, la biopsia renale risulta utile nel monitoraggio del trapianto, ma non riesce a evitare l’insorgenza di danno istologico. L’interesse verso nuovi possibili biomarcatori utili nella prevenzione del rigetto renale e tutt’ora rilevante. Tra i possibili candidati troviamo i microRNA (miRNA), corte sequenze di RNA non codificante lunghe 21 – 23 nt, coinvolti nella regolazione di diverse vie di segnalazione post-trascrizionali. I miRNA sono coinvolti in diversi processi come la sopravvivenza cellulare, lo sviluppo, la differenziazione, la proliferazione, e la modulazione della risposta immunitaria. A livello renale, sembrano avere un coinvolgimento nella regolazione dello sviluppo, in diversi processi fisiologici e patologici. Diversi studi hanno dimostrato come l’espressione dei miRNA possa variare nei fluidi biologici e in campioni tissutali di adulti trapiantati di rene. Per questo motivo, i miRNA sono attualmente studiati come possibili marker diagnostici/prognostici e potenziali targets terapeutici nel trapianto di rene. Un'altra interessante risorsa di biomarker di rigetto renale, sembrano essere le vescicole extracellulari (EVs). Le EVs sono nanoparticelle sferiche costituite da strato fosfolipidico e rilasciate da tutte le tipologie cellulari. Queste particelle possono agire sulle cellule bersaglio in diversi modi, inclusa la stimolazione cellulare, il trasferimento di proteine, lipidi e materiale genetico, come RNA messaggero (mRNA) e miRNA, interagendo anche a lunga distanza. Basandoci su questi dati si è deciso di effettuare uno studio retrospettivo dei miRNA espressi in campioni bioptici e vescicolari sierici di pazienti pediatrici trapiantati. In particolare, è stato selezionato un gruppo di 20 pazienti, 10 con diagnosi istologica normale e 10 con diagnosi di rigetto renale subclinico, ad 1 anno dal trapianto. La frazione di miRNA ottenuta aveva un range di concentrazione di 0,7 – 7 ng/µl nei campioni di tessuto renale e di 0,06 – 0,52 ng/µl nei campioni vescicolari. I miRNA estratti sono stati sequenziati con tecnologia NGS. I risultati dell’analisi statistica post sequenziamento hanno evidenziato 5 miRNA (miR-142-3p, miR-142-5p, miR-101-3p, miR-106b-3p and miR-185-5p) significativamente sovraespressi nei campioni tissutali di pazienti SCR (p-value <0,05), mentre lo stesso trend non è osservabile nelle EVs sieriche. Anche se i campioni vescicolari non hanno sottolineato differenze d’espressione dei miRNA statisticamente significative, nel pool identificato tramite sequenziamento sono stati rilevati 4 dei 5 miRNA sovraespressi nei tessuti dei CONT (miR-142-3p, miR-142-5p, miR-101-3p and miR-185-5p). Sarebbe interessante proseguire la ricerca verificando gli stessi miRNA anche in campioni di EVs urinarie di pazienti pediatrici trapiantati di rene. Infine, questo studio può contribuire ad ottenere un test di laboratorio pratico e utile nella predizione d’insorgenza di rigetto renale in pazienti pediatrici e migliorare la terapia personalizzata.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/110230
URN:NBN:IT:UNIPD-110230