Introduzione. Il fattore V (FV) della coagulazione, presente sia nel plasma che nelle piastrine, è una proteina versatile che svolge funzioni sia pro che anticoagulanti. Il difetto di FV è una malattia emorragica rara conosciuta anche col termine di paraemofilia. E’ caratterizzata da livelli molto bassi, o non misurabili, di FV antigene e attività associati ad un fenotipo clinico di tipo emorragico che varia da moderato a grave, raramente fatale. Sebbene descritto per la prima volta nel 1947 da Owren, le basi molecolari di questo difetto, trasmesso con carattere autosomico recessivo, si sono iniziate a chiarire solo cinquant’anni più tardi. Da allora sono state descritte oltre 80 mutazioni associate ad una riduzione dei livelli plasmatici di FV ma a tutt’oggi le basi molecolari di molti difetti di FV sono poco caratterizzate. Scopo del nostro studio è stato quello di caratterizzare da un punto di vista genetico e molecolare il difetto di fattore V in 6 soggetti paraemofilici. Abbiamo inoltre studiato, in questa coorte di soggetti, la relazione tra genotipo e fenotipo emorragico. Infine abbiamo analizzato la correlazione tra FV plasmatico e piastrinico nei soggetti omozigoti e nei loro familiari. Materiali e metodi. Previo consenso informato abbiamo prelevato 20 ml di sangue periferico da 6 soggetti con difetto omozigote di FV, da 19 soggetti eterozigoti per il deficit di FV e da 42 loro familiari sani. Nei soggetti arruolati abbiamo determinato i livelli di FV nel plasma e nelle Plts. Nei soggetti con difetto omozigote è stato effettuato uno screeneng del gene del fattore V per identificare le mutazioni causative del difetto stesso. Attraverso analisi bioinformatiche e l’allineamento con proteine con una elevata omologia di sequenza per i domini A1, A2, A3 è stato valutato il ruolo e l’importanza nella correlazione genotipo/fenotipo della posizione aminoacidica considerata. Attraverso una tecnica semplificata di “homology modeling” abbiamo studiato la possibile variazione nella struttura del dominio C2 del FV dovuta a una mutazione omozigote presente sull’esone 24 sfruttando la struttura cristallografica depositata per tale dominio. Risultati. Considerando i soggetti omozigoti, i soggetti eterozigoti e i familiari sani abbiamo osservato una correlazione lineare, statisticamente significativa tra i livelli di FV plasmatico e FV piastrinico. In accordo con i dati riportati in letteratura, i soggetti con difetto eterozigote non presentavano un fenotipo clinico di tipo emorragico dissimile dai familiari senza difetto. Attraverso le tecniche di sequenziamento del gene del FV abbiamo identificato 3 nuove mutazioni causative, non ancora riportate nel database curato da Vos e collaboratori, del difetto grave di FV. Conclusioni. Lo studio delle famiglie con difetto di FV ci ha permesso di dimostrare la presenza di una correlazione lineare tra i livelli di FV plasmatici e intrapiastrinici. Lo studio del gene del fattore V e l’analisi bioinformatica del FV nei soggetti con difetto omozigote ci ha permesso di identificare nuove mutazioni del FV e di far luce su nuovi possibili meccanismi molecolari di mutazione genetica associati a fenotipi patologici.
Difetti ereditari del fattore V della coagulazione: identificazione di nuove mutazioni ed implicazioni cliniche
CHIRIU, ALESSIA
2009
Abstract
Introduzione. Il fattore V (FV) della coagulazione, presente sia nel plasma che nelle piastrine, è una proteina versatile che svolge funzioni sia pro che anticoagulanti. Il difetto di FV è una malattia emorragica rara conosciuta anche col termine di paraemofilia. E’ caratterizzata da livelli molto bassi, o non misurabili, di FV antigene e attività associati ad un fenotipo clinico di tipo emorragico che varia da moderato a grave, raramente fatale. Sebbene descritto per la prima volta nel 1947 da Owren, le basi molecolari di questo difetto, trasmesso con carattere autosomico recessivo, si sono iniziate a chiarire solo cinquant’anni più tardi. Da allora sono state descritte oltre 80 mutazioni associate ad una riduzione dei livelli plasmatici di FV ma a tutt’oggi le basi molecolari di molti difetti di FV sono poco caratterizzate. Scopo del nostro studio è stato quello di caratterizzare da un punto di vista genetico e molecolare il difetto di fattore V in 6 soggetti paraemofilici. Abbiamo inoltre studiato, in questa coorte di soggetti, la relazione tra genotipo e fenotipo emorragico. Infine abbiamo analizzato la correlazione tra FV plasmatico e piastrinico nei soggetti omozigoti e nei loro familiari. Materiali e metodi. Previo consenso informato abbiamo prelevato 20 ml di sangue periferico da 6 soggetti con difetto omozigote di FV, da 19 soggetti eterozigoti per il deficit di FV e da 42 loro familiari sani. Nei soggetti arruolati abbiamo determinato i livelli di FV nel plasma e nelle Plts. Nei soggetti con difetto omozigote è stato effettuato uno screeneng del gene del fattore V per identificare le mutazioni causative del difetto stesso. Attraverso analisi bioinformatiche e l’allineamento con proteine con una elevata omologia di sequenza per i domini A1, A2, A3 è stato valutato il ruolo e l’importanza nella correlazione genotipo/fenotipo della posizione aminoacidica considerata. Attraverso una tecnica semplificata di “homology modeling” abbiamo studiato la possibile variazione nella struttura del dominio C2 del FV dovuta a una mutazione omozigote presente sull’esone 24 sfruttando la struttura cristallografica depositata per tale dominio. Risultati. Considerando i soggetti omozigoti, i soggetti eterozigoti e i familiari sani abbiamo osservato una correlazione lineare, statisticamente significativa tra i livelli di FV plasmatico e FV piastrinico. In accordo con i dati riportati in letteratura, i soggetti con difetto eterozigote non presentavano un fenotipo clinico di tipo emorragico dissimile dai familiari senza difetto. Attraverso le tecniche di sequenziamento del gene del FV abbiamo identificato 3 nuove mutazioni causative, non ancora riportate nel database curato da Vos e collaboratori, del difetto grave di FV. Conclusioni. Lo studio delle famiglie con difetto di FV ci ha permesso di dimostrare la presenza di una correlazione lineare tra i livelli di FV plasmatici e intrapiastrinici. Lo studio del gene del fattore V e l’analisi bioinformatica del FV nei soggetti con difetto omozigote ci ha permesso di identificare nuove mutazioni del FV e di far luce su nuovi possibili meccanismi molecolari di mutazione genetica associati a fenotipi patologici.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/110260
URN:NBN:IT:UNIPD-110260