Nella prima parte del dottorato è stato effettuato lo studio e il miglioramento delle condizioni del differenziamento in vitro di cellule staminali pluripotenti presenti nel fegato, le HLSC, in senso epatico. Dopo aver valutato che la semina in condizioni statiche di tali cellule in spugne di collagene non permetteva una buona distribuzione in tutto lo scaffold e queste rimanevano per lo più indifferenziate, sono state effettuate delle colture dinamiche utilizzando un bioreattore per garantire una corretta perfusione del terreno di coltura. Inoltre sono state effettuate sia delle co-colture di HLSC con le cellule Ito del fegato sia semina in un terreno normalmente utilizzato per la coltura di epatociti e in un medium per cellule staminali, per valutare come la variazione di un terreno di coltura potesse influire sulla staminalità delle cellule. Sono state effettuate analisi morfologiche, istologiche, di proliferazione cellulare e di espressione genica delle colture. Queste hanno dimostrato come l’utilizzo di un bioreattore e di un terreno per cellule staminali possa permettere l’organizzazione delle HLSC in clusters tipici del fegato fino a strati profondi della spugna e l’aumento del differenziamento funzionale in una popolazione di epatociti maturi. Un’altra parte del dottorato è stata improntata nello studio del differenziamento in vitro di cellule staminali in Isole di Langerhans all’interno di biomateriali. Durante una prima fase di studio si sono utilizzate cellule Beta del pancreas per capire in quale forma di scaffold a base dell’estere benzilico dell’acido ialuronico potessero crescere meglio. La situazione migliore riguardava l’uso di spugne. Avendo però le cellule una scarsa capacità proliferativa, si è deciso di utilizzare come alternativa le Cellule Staminali Mesenchimali (MSC) e sono state effettuate prove di co-colture con cellule Beta utilizzando terreni diversi per valutare lo stato differenziativo delle MSC. Tali prove sono ancora in corso.
INGEGNERIA DEI TESSUTI E CELLULE STAMINALI ADULTE. TECNICHE PER LA RICOSTRUZIONE IN VITRO DI TESSUTI GHIANDOLARI
MICHELOTTO, LISA
2010
Abstract
Nella prima parte del dottorato è stato effettuato lo studio e il miglioramento delle condizioni del differenziamento in vitro di cellule staminali pluripotenti presenti nel fegato, le HLSC, in senso epatico. Dopo aver valutato che la semina in condizioni statiche di tali cellule in spugne di collagene non permetteva una buona distribuzione in tutto lo scaffold e queste rimanevano per lo più indifferenziate, sono state effettuate delle colture dinamiche utilizzando un bioreattore per garantire una corretta perfusione del terreno di coltura. Inoltre sono state effettuate sia delle co-colture di HLSC con le cellule Ito del fegato sia semina in un terreno normalmente utilizzato per la coltura di epatociti e in un medium per cellule staminali, per valutare come la variazione di un terreno di coltura potesse influire sulla staminalità delle cellule. Sono state effettuate analisi morfologiche, istologiche, di proliferazione cellulare e di espressione genica delle colture. Queste hanno dimostrato come l’utilizzo di un bioreattore e di un terreno per cellule staminali possa permettere l’organizzazione delle HLSC in clusters tipici del fegato fino a strati profondi della spugna e l’aumento del differenziamento funzionale in una popolazione di epatociti maturi. Un’altra parte del dottorato è stata improntata nello studio del differenziamento in vitro di cellule staminali in Isole di Langerhans all’interno di biomateriali. Durante una prima fase di studio si sono utilizzate cellule Beta del pancreas per capire in quale forma di scaffold a base dell’estere benzilico dell’acido ialuronico potessero crescere meglio. La situazione migliore riguardava l’uso di spugne. Avendo però le cellule una scarsa capacità proliferativa, si è deciso di utilizzare come alternativa le Cellule Staminali Mesenchimali (MSC) e sono state effettuate prove di co-colture con cellule Beta utilizzando terreni diversi per valutare lo stato differenziativo delle MSC. Tali prove sono ancora in corso.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/110401
URN:NBN:IT:UNIPD-110401