RIASSUNTO INTRODUZIONE: sebbene l’evidenza scientifica suggerisca cambiamenti neuronali precoci nella psicosi, è ancora molto dibattuto il ruolo specifico del trattamento antipsicotico. Alcuni studi hanno mostrato che un’alta dose cumulativa di farmaco antipsicotico non è associata a cambiamenti volumetrici cerebrali e probabilmente che l’uso di farmaci atipici possa essere associato a cambiamenti volumetrici meno pronunciati. Al contrario invece, recenti studi hanno dimostrato che l’uso di antipsicotici prescritti secondo normale pratica clinica in pazienti al primo episodio di schizofrenia, è associato a una riduzione del volume cerebrale misurata mediante risonanza magnetica per imaging (MRI). Inoltre altre evidenze scientifiche hanno mostrato un effetto protettivo differente a seconda che si tratti di antipsicotici tipici e atipici sui cambiamenti volumetrici centrali nella schizofrenia. Studi scientifici suggeriscono anche un possibile ruolo protettivo del litio sui volumi cerebrali: infatti, in pazienti affetti da patologie dello spettro schizofrenico- bipolare, l’ uso del litio è associata ad un aumento diffuso della sostanza grigia e pazienti che non assumono litio hanno volumi celebrali ridotti rispetto ai pazienti in terapia con litio. Ugualmente i pazienti bipolari in terapia con litio hanno dimostrato un incremento lieve ma significativo nei test per la valutazione della memoria verbale durante un follow up di 4 anni, indicando un possibile ruolo protettivo del litio sulla funzione ippocampale. SCOPO DELLO STUDIO: valutare il ruolo delle terapie farmacologiche nella modulazione delle alterazioni neuroanatomiche e cognitive in soggetti affetti da disturbi dello spettro bipolare e schizofrenico. MATERIALI E METODI: del campione di 64 pazienti con disturbi dello spettro bipolare e schizofrenico, afferenti all’ Operativa di Psichiatria di Conegliano e reclutati dal progetto di Ricerca Sanitaria Finalizzata della Regione Veneto n. 293/08, sono estratte le terapie farmacologiche del SNC prescritte nei due anni precedenti alla data in cui sono stati sottoposti allo studio di neuroimaging. Le banche dati interrogate sono: Eid e Cineca. RISULTATI: del campione totale costituito da 64 pazienti (27 donne e 37 uomini) sottoposti all' esecuzione allo studio di neuroimaging, sono state valutate le terapie farmacologiche: le classi di farmaci maggiormente prescritte sono gli antidepressivi (15,9%), gli antipsicotici (49,4%) e gli stabilizzanti dell’ umore (9,9%). Il 60% dei soggetti arruolati è aderente al trattamento farmacologico (39 pazienti) ed è in terapia con farmaci antipsicotici atipici (19 pazienti). In particolare, le principali interazioni farmacologiche riguardano: clozapina e risperidone con probabili insorgenze di eventi avversi da risperidone (effetti extrapiramidali, sonnolenza, sedazione, tachicardia, ipotensione) per riduzione della clearance di risperidone; clozapina e valproato con potenziamento dell'effetto tossico centrale e cardiovascolare del neurolettico; olanzapina e paroxetina con un aumento della biodisponibilità dell' antidepressivo e aumento della sua tossicità (neurotossicità e cardiotossicità). CONCLUSIONI: la farmacoterapia è un valido strumento per gestire efficacemente i disturbi dello spettro bipolare- schizofrenico. Della coorte 64 pazienti studiati è stata valutata la terapia farmacologica riscontrando che la maggior parte dei suddetti pazienti è in trattamento farmacologico secondo normale pratica clinica con stabilizzanti dell’ umore, antipsicotici prevalentemente atipici e antidepressivi. Inoltre la maggior parte di questi soggetti sono aderenti alla terapia farmacologica nonostante si tratti di patologie croniche e a compliance complessa. È stato infine riscontrato che la polifamacoterapia può condurre a eventi avversi potenzialmente neurotossici.
Il ruolo della terapia farmacologica nelle patologie dello spettro bipolare schizofrenico
MARZILLO, ANTONIO
2015
Abstract
RIASSUNTO INTRODUZIONE: sebbene l’evidenza scientifica suggerisca cambiamenti neuronali precoci nella psicosi, è ancora molto dibattuto il ruolo specifico del trattamento antipsicotico. Alcuni studi hanno mostrato che un’alta dose cumulativa di farmaco antipsicotico non è associata a cambiamenti volumetrici cerebrali e probabilmente che l’uso di farmaci atipici possa essere associato a cambiamenti volumetrici meno pronunciati. Al contrario invece, recenti studi hanno dimostrato che l’uso di antipsicotici prescritti secondo normale pratica clinica in pazienti al primo episodio di schizofrenia, è associato a una riduzione del volume cerebrale misurata mediante risonanza magnetica per imaging (MRI). Inoltre altre evidenze scientifiche hanno mostrato un effetto protettivo differente a seconda che si tratti di antipsicotici tipici e atipici sui cambiamenti volumetrici centrali nella schizofrenia. Studi scientifici suggeriscono anche un possibile ruolo protettivo del litio sui volumi cerebrali: infatti, in pazienti affetti da patologie dello spettro schizofrenico- bipolare, l’ uso del litio è associata ad un aumento diffuso della sostanza grigia e pazienti che non assumono litio hanno volumi celebrali ridotti rispetto ai pazienti in terapia con litio. Ugualmente i pazienti bipolari in terapia con litio hanno dimostrato un incremento lieve ma significativo nei test per la valutazione della memoria verbale durante un follow up di 4 anni, indicando un possibile ruolo protettivo del litio sulla funzione ippocampale. SCOPO DELLO STUDIO: valutare il ruolo delle terapie farmacologiche nella modulazione delle alterazioni neuroanatomiche e cognitive in soggetti affetti da disturbi dello spettro bipolare e schizofrenico. MATERIALI E METODI: del campione di 64 pazienti con disturbi dello spettro bipolare e schizofrenico, afferenti all’ Operativa di Psichiatria di Conegliano e reclutati dal progetto di Ricerca Sanitaria Finalizzata della Regione Veneto n. 293/08, sono estratte le terapie farmacologiche del SNC prescritte nei due anni precedenti alla data in cui sono stati sottoposti allo studio di neuroimaging. Le banche dati interrogate sono: Eid e Cineca. RISULTATI: del campione totale costituito da 64 pazienti (27 donne e 37 uomini) sottoposti all' esecuzione allo studio di neuroimaging, sono state valutate le terapie farmacologiche: le classi di farmaci maggiormente prescritte sono gli antidepressivi (15,9%), gli antipsicotici (49,4%) e gli stabilizzanti dell’ umore (9,9%). Il 60% dei soggetti arruolati è aderente al trattamento farmacologico (39 pazienti) ed è in terapia con farmaci antipsicotici atipici (19 pazienti). In particolare, le principali interazioni farmacologiche riguardano: clozapina e risperidone con probabili insorgenze di eventi avversi da risperidone (effetti extrapiramidali, sonnolenza, sedazione, tachicardia, ipotensione) per riduzione della clearance di risperidone; clozapina e valproato con potenziamento dell'effetto tossico centrale e cardiovascolare del neurolettico; olanzapina e paroxetina con un aumento della biodisponibilità dell' antidepressivo e aumento della sua tossicità (neurotossicità e cardiotossicità). CONCLUSIONI: la farmacoterapia è un valido strumento per gestire efficacemente i disturbi dello spettro bipolare- schizofrenico. Della coorte 64 pazienti studiati è stata valutata la terapia farmacologica riscontrando che la maggior parte dei suddetti pazienti è in trattamento farmacologico secondo normale pratica clinica con stabilizzanti dell’ umore, antipsicotici prevalentemente atipici e antidepressivi. Inoltre la maggior parte di questi soggetti sono aderenti alla terapia farmacologica nonostante si tratti di patologie croniche e a compliance complessa. È stato infine riscontrato che la polifamacoterapia può condurre a eventi avversi potenzialmente neurotossici.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/110448
URN:NBN:IT:UNIPD-110448