Il presente lavoro vuole contribuire a chiarire le principali tappe dell'evoluzione dell'apparato militare terrestre dei Romani tra l'età dei Severi e la morte di Teodosio I. Il proposito è di fornire spunti innovativi per la composizione di una storia complessiva dell'esercito romano di III e IV secolo. A tal scopo sono state raccolte e vagliate il maggior numero possibile di informazioni significative, tratte da tutti i tipi di fonte antica e tardoantica e da molteplici aree dell'impero; dal loro confronto si sono ricavati alcuni quesiti generali sul tema, ai quali si è cercato di dare risposte originali, con approcci talora diversi da quelli tradizionali. In particolare, si è inteso evidenziare gli elementi di continuità e i momenti di cesura nel passaggio dal III al IV secolo, alla luce dei più recenti indirizzi di studio, approfondendo in particolare le cause, possibili o probabili, sottese all'evoluzione. Le dinamiche evolutive, esaminate da un punto di vista materiale, organizzativo, politico e, per quanto possibile, economico e sociale, sono state inserite nel quadro del contesto storico relativo alla macchina bellica tardoromana, presentata nei suoi diversi stadi di mutamento. Cronologicamente, il lavoro è articolato in cinque diverse fasi storiche, con peculiarità e problematiche differenti: dai Severi al 284 d.C.; Diocleziano e la Tetrarchia; l'epoca costantiniana; dai costantinidi ad Adrianopoli; Teodosio I e l'emergenza di fine IV secolo. Ogni capitolo approfondisce i seguenti argomenti: reclutamento e imbarbarimento; catena di comando; trasformazioni dei reparti e loro dislocazione; numero degli effettivi; interazioni tra esercito e società civile; mutamenti tattici e strategici; evoluzione di armamento ed equipaggiamento; politiche di frontiera prevalenti. Al termine della ricerca sembra possibile affermare che molte tra le principali innovazioni in ambito militare furono introdotte già al tempo di Settimio Severo e Caracalla, se non prima, e nei decenni seguenti si ebbe spesso soltanto un rafforzamento di tendenze e indirizzi precedenti. Tale consolidamento fu ancora incerto e quasi sempre a carattere 'sperimentale' durante la crisi del III secolo. In seguito, Diocleziano e i tetrarchi sistematizzarono il fermento dei decenni precedenti, con l'aggiunta di alcune importanti riforme. La grande riorganizzazione costantiniana fu ben più radicale, anche se ebbe una natura più socio-politica ed economica che strettamente militare. I successori di Costantino I, infine, non introdussero trasformazioni di rilievo nel suo esercito riformato. Lo stesso Teodosio I non operò alcun intervento organico nelle strutture militari, portando semmai all'esasperazione alcuni processi iniziati sotto i suoi predecessori; ma la sua politica gotica dopo Adrianopoli recava già in sé le premesse concrete degli stravolgimenti del V secolo. La storia dell'esercito romano del III e IV secolo rappresenta, dunque, un processo di evoluzione continua ma lineare, interrotto solo quando si rinunciò ai fondamenti essenziali che avevano costituito la struttura portante dell'armata imperiale romana.
Persistenze e cesure nell'esercito romano dai Severi a Teodosio I: ricerche in ambito socio-politico, istituzionale, strategico.
ROCCO, MARCO
2011
Abstract
Il presente lavoro vuole contribuire a chiarire le principali tappe dell'evoluzione dell'apparato militare terrestre dei Romani tra l'età dei Severi e la morte di Teodosio I. Il proposito è di fornire spunti innovativi per la composizione di una storia complessiva dell'esercito romano di III e IV secolo. A tal scopo sono state raccolte e vagliate il maggior numero possibile di informazioni significative, tratte da tutti i tipi di fonte antica e tardoantica e da molteplici aree dell'impero; dal loro confronto si sono ricavati alcuni quesiti generali sul tema, ai quali si è cercato di dare risposte originali, con approcci talora diversi da quelli tradizionali. In particolare, si è inteso evidenziare gli elementi di continuità e i momenti di cesura nel passaggio dal III al IV secolo, alla luce dei più recenti indirizzi di studio, approfondendo in particolare le cause, possibili o probabili, sottese all'evoluzione. Le dinamiche evolutive, esaminate da un punto di vista materiale, organizzativo, politico e, per quanto possibile, economico e sociale, sono state inserite nel quadro del contesto storico relativo alla macchina bellica tardoromana, presentata nei suoi diversi stadi di mutamento. Cronologicamente, il lavoro è articolato in cinque diverse fasi storiche, con peculiarità e problematiche differenti: dai Severi al 284 d.C.; Diocleziano e la Tetrarchia; l'epoca costantiniana; dai costantinidi ad Adrianopoli; Teodosio I e l'emergenza di fine IV secolo. Ogni capitolo approfondisce i seguenti argomenti: reclutamento e imbarbarimento; catena di comando; trasformazioni dei reparti e loro dislocazione; numero degli effettivi; interazioni tra esercito e società civile; mutamenti tattici e strategici; evoluzione di armamento ed equipaggiamento; politiche di frontiera prevalenti. Al termine della ricerca sembra possibile affermare che molte tra le principali innovazioni in ambito militare furono introdotte già al tempo di Settimio Severo e Caracalla, se non prima, e nei decenni seguenti si ebbe spesso soltanto un rafforzamento di tendenze e indirizzi precedenti. Tale consolidamento fu ancora incerto e quasi sempre a carattere 'sperimentale' durante la crisi del III secolo. In seguito, Diocleziano e i tetrarchi sistematizzarono il fermento dei decenni precedenti, con l'aggiunta di alcune importanti riforme. La grande riorganizzazione costantiniana fu ben più radicale, anche se ebbe una natura più socio-politica ed economica che strettamente militare. I successori di Costantino I, infine, non introdussero trasformazioni di rilievo nel suo esercito riformato. Lo stesso Teodosio I non operò alcun intervento organico nelle strutture militari, portando semmai all'esasperazione alcuni processi iniziati sotto i suoi predecessori; ma la sua politica gotica dopo Adrianopoli recava già in sé le premesse concrete degli stravolgimenti del V secolo. La storia dell'esercito romano del III e IV secolo rappresenta, dunque, un processo di evoluzione continua ma lineare, interrotto solo quando si rinunciò ai fondamenti essenziali che avevano costituito la struttura portante dell'armata imperiale romana.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/110776
URN:NBN:IT:UNIPD-110776