L’incrocio è il sistema riproduttivo di riferimento delle produzioni avicole e della maggior parte di quelle suinicole. In queste specie l’eterosi è un bonus utile e largamente sfruttato per migliorare la produttività e l’efficienza produttiva degli animali. Al contrario, nei climi temperati gli allevatori di vacche da latte tradizionalmente hanno escluso l’incrocio dalla gestione riproduttiva della loro mandria (produzione della rimonta). L’unica eccezione è rappresentata dalla Nuova Zelanda. I motivi alla base di questa esclusione sono la superiorità della razza Holstein per la produzione di latte, l’importanza economica assunta da questo carattere in molte realtà produttive, la forte influenza esercitata delle associazioni di razza a livello mondiale e alcune considerazioni di carattere biologico come la bassa efficienza riproduttiva e l’intervallo di generazione piuttosto lungo nella specie bovina. Tuttavia, il panorama zootecnico è in continua evoluzione e negli ultimi anni si è assistito ad un crescente interesse da parte degli allevatori nei confronti della possibilità di implementare l’incrocio in allevamento. Tale sistema riproduttivo può essere utilizzato per rimuovere gli effetti negativi della depressione da consanguineità che, nelle maggiori razze da latte, ha agito su diversi caratteri di interesse economico; l’accumulo di omozigosi e la conseguente depressione da consanguineità sono il frutto della forte pressione selettiva esercitata entro le razze pure. Inoltre, l’incrocio può costituire un valido strumento per il miglioramento dei caratteri funzionali a bassa ereditabilità tra cui la fertilità, il fitness, la longevità e la facilità di parto. Infine, può costituire un modo per migliorare la qualità del latte in termini di proteina e grasso in quelle realtà dove i costituenti del latte vengono premiati dai sistemi di pagamento vigenti. La valutazione della redditività di un programma di incrocio deve essere preceduta dalla stima dei livelli di eterosi per i caratteri economicamente rilevanti nelle bovine da latte. Gli obiettivi della presente tesi sono stati a) stimare gli effetti dell’incrocio per i caratteri produttivi e per l’interparto in vacche da latte (Capitolo 2), b) investigare l’influenza esercitata dall’ambiente sull’espressione dell’eterosi per caratteri produttivi, cellule somatiche ed età al primo parto in vacche da latte (Capitolo 3) e c) stimare l’effetto di diversi genotipi sull’età, il peso vivo, il prezzo ed il valore commerciale di vitelli puri e meticci venduti per la produzione di vitellone e vitello a carne bianca (Capitolo 4). La tesi inizia con un’introduzione sull’incrocio nel settore bovino da latte (Capitolo 1), seguita da tre contributi sperimentali. Nel Capitolo 2 sono stati stimati gli effetti dell’incrocio sulla produzione di latte, grasso e proteina, e sull’interparto in bovine da latte allevate in Irlanda. L’analisi ha evidenziato che gli effetti razza per i caratteri produttivi sono stati in favore della razza Holstein, mentre per l’interparto sono stati in favore delle razze Frisona, Jersey e Montbèliarde. Le stime più alte di eterosi per latte, grasso e proteina si sono avute nei meticci Holstein x Jersey: gli incroci di prima generazione hanno prodotto 626 kg di latte, 25 kg di grasso e 21 kg di proteina in più a lattazione rispetto alla media delle razze parentali pure. Per quanto concerne l’interparto, la stima più alta si è avuta nei meticci Holstein x Montbéliarde: gli incroci di prima generazione hanno evidenziato una contrazione di 10 giorni di interparto rispetto alla media delle razze parentali pure. Le stime ottenute in questo studio potrebbero essere considerate nel modello di valutazione genetica attualmente utilizzato in Irlanda. Nel Capitolo 3 è stato investigato l’effetto dell’ambiente (livello produttivo) sull’espressione dell’eterosi per la produzione di latte, grasso, proteina e materia utile (grasso più proteina), punteggio di cellule somatiche ed età al primo parto in bovine primipare Pezzate Nere allevate in Olanda. I genotipi presi in esame sono stati la Holstein, la Frisona Olandese e gli incroci di prima generazione tra queste due linee. Gli ambienti sono stati suddivisi in bassi, medi e alti sulla base del livello produttivo degli allevamenti. La Holstein ha manifestato produzioni più elevate rispetto a quelle della Frisona Olandese. Gli incroci di prima generazione hanno evidenziato produzioni simili a quelle della Holstein, soprattutto nell’ambiente basso. Le stime di eterosi sono risultate comprese tra il 2,4% per la produzione di latte nell’ambiente alto ed il 5,3% per la produzione di grasso nell’ambiente basso. Si sono osservate percentuali di eterosi decrescenti per latte, grasso, proteina e materia utile passando dall’ambiente basso a quello alto. Complessivamente, i livelli di eterosi per le cellule somatiche e l’età al primo parto sono risultati moderati. I risultati hanno messo in evidenza che gli effetti genetici non additivi per i caratteri legati alla produzione si sono espressi maggiormente nell’ambiente più stressante per tali caratteri, cioè quello basso. Nel Capitolo 4 è stato analizzato l’effetto del genotipo sull’età (giorni), il peso vivo (kg), il prezzo (Euro/kg) ed il valore commerciale (Euro/vitello) di vitelli venduti nel corso di aste pubbliche e destinati alla produzione di vitellone e vitello a carne bianca. I genotipi puri erano rappresentati da due razze da latte (Brown Swiss e Holstein) e da due razze a duplice attitudine (Simmental e Grigia Alpina), mentre i genotipi meticci erano di otto tipi diversi e sono stati ottenuti dall’accoppiamento delle precedenti quattro razze materne con due razze paterne (Limousin e Bianca Blu del Belgio). I vitelli puri figli di razze a duplice attitudine sono risultati più pesanti e hanno evidenziato un prezzo ed un valore commerciale più elevati rispetto a quelli dei vitelli puri di razze da latte (314 e 227 Euro/vitello rispettivamente per Simmental e Grigia Alpina e 189 e 203 Euro/vitello rispettivamente per Brown Swiss e Holstein). L’incrocio con tori Limousin ha incrementato il peso vivo, il prezzo ed il valore commerciale dei vitelli figli di vacche da latte e della Grigia Alpina, ma ha avuto una modesta influenza sui vitelli figli di vacche Simmental. L’incrocio con tori di razza Bianca Blu del Belgio ha incrementato prezzo e valore commerciale dei vitelli molto più di quanto non abbia fatto la razza Limousin, soprattutto quando la prima è stata utilizzata sulla Brown Swiss e sulla Grigia Alpina.

Crossbreeding effects in dairy cows

PENASA, MAURO
2009

Abstract

L’incrocio è il sistema riproduttivo di riferimento delle produzioni avicole e della maggior parte di quelle suinicole. In queste specie l’eterosi è un bonus utile e largamente sfruttato per migliorare la produttività e l’efficienza produttiva degli animali. Al contrario, nei climi temperati gli allevatori di vacche da latte tradizionalmente hanno escluso l’incrocio dalla gestione riproduttiva della loro mandria (produzione della rimonta). L’unica eccezione è rappresentata dalla Nuova Zelanda. I motivi alla base di questa esclusione sono la superiorità della razza Holstein per la produzione di latte, l’importanza economica assunta da questo carattere in molte realtà produttive, la forte influenza esercitata delle associazioni di razza a livello mondiale e alcune considerazioni di carattere biologico come la bassa efficienza riproduttiva e l’intervallo di generazione piuttosto lungo nella specie bovina. Tuttavia, il panorama zootecnico è in continua evoluzione e negli ultimi anni si è assistito ad un crescente interesse da parte degli allevatori nei confronti della possibilità di implementare l’incrocio in allevamento. Tale sistema riproduttivo può essere utilizzato per rimuovere gli effetti negativi della depressione da consanguineità che, nelle maggiori razze da latte, ha agito su diversi caratteri di interesse economico; l’accumulo di omozigosi e la conseguente depressione da consanguineità sono il frutto della forte pressione selettiva esercitata entro le razze pure. Inoltre, l’incrocio può costituire un valido strumento per il miglioramento dei caratteri funzionali a bassa ereditabilità tra cui la fertilità, il fitness, la longevità e la facilità di parto. Infine, può costituire un modo per migliorare la qualità del latte in termini di proteina e grasso in quelle realtà dove i costituenti del latte vengono premiati dai sistemi di pagamento vigenti. La valutazione della redditività di un programma di incrocio deve essere preceduta dalla stima dei livelli di eterosi per i caratteri economicamente rilevanti nelle bovine da latte. Gli obiettivi della presente tesi sono stati a) stimare gli effetti dell’incrocio per i caratteri produttivi e per l’interparto in vacche da latte (Capitolo 2), b) investigare l’influenza esercitata dall’ambiente sull’espressione dell’eterosi per caratteri produttivi, cellule somatiche ed età al primo parto in vacche da latte (Capitolo 3) e c) stimare l’effetto di diversi genotipi sull’età, il peso vivo, il prezzo ed il valore commerciale di vitelli puri e meticci venduti per la produzione di vitellone e vitello a carne bianca (Capitolo 4). La tesi inizia con un’introduzione sull’incrocio nel settore bovino da latte (Capitolo 1), seguita da tre contributi sperimentali. Nel Capitolo 2 sono stati stimati gli effetti dell’incrocio sulla produzione di latte, grasso e proteina, e sull’interparto in bovine da latte allevate in Irlanda. L’analisi ha evidenziato che gli effetti razza per i caratteri produttivi sono stati in favore della razza Holstein, mentre per l’interparto sono stati in favore delle razze Frisona, Jersey e Montbèliarde. Le stime più alte di eterosi per latte, grasso e proteina si sono avute nei meticci Holstein x Jersey: gli incroci di prima generazione hanno prodotto 626 kg di latte, 25 kg di grasso e 21 kg di proteina in più a lattazione rispetto alla media delle razze parentali pure. Per quanto concerne l’interparto, la stima più alta si è avuta nei meticci Holstein x Montbéliarde: gli incroci di prima generazione hanno evidenziato una contrazione di 10 giorni di interparto rispetto alla media delle razze parentali pure. Le stime ottenute in questo studio potrebbero essere considerate nel modello di valutazione genetica attualmente utilizzato in Irlanda. Nel Capitolo 3 è stato investigato l’effetto dell’ambiente (livello produttivo) sull’espressione dell’eterosi per la produzione di latte, grasso, proteina e materia utile (grasso più proteina), punteggio di cellule somatiche ed età al primo parto in bovine primipare Pezzate Nere allevate in Olanda. I genotipi presi in esame sono stati la Holstein, la Frisona Olandese e gli incroci di prima generazione tra queste due linee. Gli ambienti sono stati suddivisi in bassi, medi e alti sulla base del livello produttivo degli allevamenti. La Holstein ha manifestato produzioni più elevate rispetto a quelle della Frisona Olandese. Gli incroci di prima generazione hanno evidenziato produzioni simili a quelle della Holstein, soprattutto nell’ambiente basso. Le stime di eterosi sono risultate comprese tra il 2,4% per la produzione di latte nell’ambiente alto ed il 5,3% per la produzione di grasso nell’ambiente basso. Si sono osservate percentuali di eterosi decrescenti per latte, grasso, proteina e materia utile passando dall’ambiente basso a quello alto. Complessivamente, i livelli di eterosi per le cellule somatiche e l’età al primo parto sono risultati moderati. I risultati hanno messo in evidenza che gli effetti genetici non additivi per i caratteri legati alla produzione si sono espressi maggiormente nell’ambiente più stressante per tali caratteri, cioè quello basso. Nel Capitolo 4 è stato analizzato l’effetto del genotipo sull’età (giorni), il peso vivo (kg), il prezzo (Euro/kg) ed il valore commerciale (Euro/vitello) di vitelli venduti nel corso di aste pubbliche e destinati alla produzione di vitellone e vitello a carne bianca. I genotipi puri erano rappresentati da due razze da latte (Brown Swiss e Holstein) e da due razze a duplice attitudine (Simmental e Grigia Alpina), mentre i genotipi meticci erano di otto tipi diversi e sono stati ottenuti dall’accoppiamento delle precedenti quattro razze materne con due razze paterne (Limousin e Bianca Blu del Belgio). I vitelli puri figli di razze a duplice attitudine sono risultati più pesanti e hanno evidenziato un prezzo ed un valore commerciale più elevati rispetto a quelli dei vitelli puri di razze da latte (314 e 227 Euro/vitello rispettivamente per Simmental e Grigia Alpina e 189 e 203 Euro/vitello rispettivamente per Brown Swiss e Holstein). L’incrocio con tori Limousin ha incrementato il peso vivo, il prezzo ed il valore commerciale dei vitelli figli di vacche da latte e della Grigia Alpina, ma ha avuto una modesta influenza sui vitelli figli di vacche Simmental. L’incrocio con tori di razza Bianca Blu del Belgio ha incrementato prezzo e valore commerciale dei vitelli molto più di quanto non abbia fatto la razza Limousin, soprattutto quando la prima è stata utilizzata sulla Brown Swiss e sulla Grigia Alpina.
2009
Inglese
crossbreeding, dairy cows, heterosis
Università degli studi di Padova
88
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/111044
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPD-111044