L'espansione patrimoniale di enti religiosi e monastici nel territorio padovano (sec. X in.-XIV ex.): dinamiche socioeconomiche e riflessi politici I monasteri veneziani, ricchi di capitali liquidi ma poveri di disponibilità fondiarie, svilupparono, con sistematicità  e continuità, a partire dal X-XI secolo, una vera e propria escalation di acquisti fondiari lungo tutto l'arco dell'entroterra compreso all'incirca tra le Marche e la Dalmazia; un trend che conobbe un momento di forte accelerazione soprattutto dopo la IV crociata (1202-1204), quando affluirono sul mercato realtino ingenti e copiose quantità di denaro. Teatri principali di questa frenetica attività  di compere, furono, senza dubbio, le regioni più prossime alle lagune: ossia il Trevigiano, il Padovano ed il Polesine in primis, ma anche il Ferrarese ed, in qualche modo, pure il Veronese e altre regioni più o meno contigue al Dogado. Scopo della mia tesi di dottorato è analizzare, in profondità, quali esiti ebbe un simile processo in un ambito geografico ben delimitato, vale a dire il territorio di pertinenza della città  euganea. Questo fu interessato, durante il medioevo, da consistenti acquisizioni di non meno di una trentina di cenobi lagunari, i quali furono i principali protagonisti di una espansione graduale ma, nei suoi esiti finali, assolutamente rilevante. Il lavoro di tesi rappresenta, quindi, a mio giudizio, un eccellente test in grado di fornire non solo valide risposte sui contraccolpi che tale fenomeno ebbe sull'evoluzione economica dell'intero distretto padovano (aspetto, sin qui, prevalentemente considerato nei vari bilanci sulle problematiche del rapporto Venezia/entroterra nel medioevo), ma anche sulla più complessiva dialettica sociale e politico-istituzionale determinatasi, lungo l'intero periodo compreso fra X e XIV secolo, fra due 'mondi' nel medioevo diversissimi fra loro, quali furono Padova e Venezia. Oltre a ciò questo studio potrebbe fornire chiarimenti su un problema da molto tempo dibattuto, ossia quanto forte fu, lungo i secoli di mezzo, 'l'attrazione per la Terraferma' in seno a larghi strati della società  veneziana. Sulla scorta della documentazione consultata, che pure copre il limitato orizzonte delle proprietà  monastiche lagunari distribuite nel Padovano, non si può che rimanere impressionati da quanto sembra essere stata forte la compenetrazione di interessi fra numerose famiglie appartenenti all'establishment veneto e proprietari religiosi nella formazione e nella gestione di svariate patrimonialità ecclesiastiche.

L'espansione patrimoniale di enti religiosi e monastici veneziani nel territorio padovano (sec. X in.-XIV ex.): dinamiche socioeconomiche e riflessi politici

BOLZONELLA, MARCO
2011

Abstract

L'espansione patrimoniale di enti religiosi e monastici nel territorio padovano (sec. X in.-XIV ex.): dinamiche socioeconomiche e riflessi politici I monasteri veneziani, ricchi di capitali liquidi ma poveri di disponibilità fondiarie, svilupparono, con sistematicità  e continuità, a partire dal X-XI secolo, una vera e propria escalation di acquisti fondiari lungo tutto l'arco dell'entroterra compreso all'incirca tra le Marche e la Dalmazia; un trend che conobbe un momento di forte accelerazione soprattutto dopo la IV crociata (1202-1204), quando affluirono sul mercato realtino ingenti e copiose quantità di denaro. Teatri principali di questa frenetica attività  di compere, furono, senza dubbio, le regioni più prossime alle lagune: ossia il Trevigiano, il Padovano ed il Polesine in primis, ma anche il Ferrarese ed, in qualche modo, pure il Veronese e altre regioni più o meno contigue al Dogado. Scopo della mia tesi di dottorato è analizzare, in profondità, quali esiti ebbe un simile processo in un ambito geografico ben delimitato, vale a dire il territorio di pertinenza della città  euganea. Questo fu interessato, durante il medioevo, da consistenti acquisizioni di non meno di una trentina di cenobi lagunari, i quali furono i principali protagonisti di una espansione graduale ma, nei suoi esiti finali, assolutamente rilevante. Il lavoro di tesi rappresenta, quindi, a mio giudizio, un eccellente test in grado di fornire non solo valide risposte sui contraccolpi che tale fenomeno ebbe sull'evoluzione economica dell'intero distretto padovano (aspetto, sin qui, prevalentemente considerato nei vari bilanci sulle problematiche del rapporto Venezia/entroterra nel medioevo), ma anche sulla più complessiva dialettica sociale e politico-istituzionale determinatasi, lungo l'intero periodo compreso fra X e XIV secolo, fra due 'mondi' nel medioevo diversissimi fra loro, quali furono Padova e Venezia. Oltre a ciò questo studio potrebbe fornire chiarimenti su un problema da molto tempo dibattuto, ossia quanto forte fu, lungo i secoli di mezzo, 'l'attrazione per la Terraferma' in seno a larghi strati della società  veneziana. Sulla scorta della documentazione consultata, che pure copre il limitato orizzonte delle proprietà  monastiche lagunari distribuite nel Padovano, non si può che rimanere impressionati da quanto sembra essere stata forte la compenetrazione di interessi fra numerose famiglie appartenenti all'establishment veneto e proprietari religiosi nella formazione e nella gestione di svariate patrimonialità ecclesiastiche.
25-gen-2011
Italiano
Monasteri veneziani / venetian monasteries Venezia / Venice Padova / Padua Patrimoni fondiari / patrimonial estate Venezia e Terraferma nel Medioevo / Venice and Terraferma during the Middle Ages
Bortolami, Sante
Rigon, Antonio
Università degli studi di Padova
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/111084
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPD-111084