La ricerca che si è portata avanti si articola in tre parti per affrontare la formazione professionale nelle sue molteplici funzioni a seconda del contesto in cui è posta e della finalità. All’interno dei rapporti di lavoro, essa diventa formazione tecnica o tecnologica, incardinata sulla tradizionale dicotomia competenze – saper fare. Nelle politiche attive l’obiettivo principale è poi la riconversione di conoscenze, l’adattamento o la creazione di capacità. La formazione dell’individuo è rappresentata principalmente da una preparazione di base o di più alto livello, compiuta nel sistema scolastico o nel lavoro, secondo determinate tipologie. Emerge sempre più la valorizzazione della capacità professionale e dell’employability, che rinvia in qualche modo al coinvolgimento dei singoli, nella scelta dei propri percorsi, e delle imprese per la valorizzazione della personalità dei lavoratori. L’idea di questa vocazione formativa dell’impresa, su cui insistono gli ultimi sviluppi legislativi ed interpretativi nel normale rapporto di lavoro, si fa più evidente nell’apprendistato. Qui è forte il legame tra sistema formativo e mondo produttivo che si è creato fa emergere l’impresa come dispensatrice di nozioni, di base e trasversali, di crescita del cittadino-lavoratore e, nella specie, del giovane studente – funzione questa appartenente più alle strutture pubbliche. In altri termini, si richiede sempre più all’impresa di diventare “centro formativo” e, per alcuni aspetti, di affiancare (se non sostituirsi) allo Stato-apparato soprattutto nel primo tipo di apprendistato, di espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione, ed il terzo tipo di alta formazione. Lasciare al sistema delle imprese un ruolo formativo significa però rischiare che la formazione si pieghi alle esigenze di esse: il soggetto economico investirà in formazione continua ed in formazione di base, come nella crescita della persona del lavoratore, in misura (qualitativamente e quantitativamente) proporzionale alla sua ricaduta produttiva. La più recente spinta nel confermare la funzione pubblicistica del privato aumenta i dubbi sulla reale attuazione dell’elevazione professionale (ed umana) e dell’employability.

La formazione nel rapporto di lavoro e nei contratti formativi

MURATORIO, ALESSIA
2009

Abstract

La ricerca che si è portata avanti si articola in tre parti per affrontare la formazione professionale nelle sue molteplici funzioni a seconda del contesto in cui è posta e della finalità. All’interno dei rapporti di lavoro, essa diventa formazione tecnica o tecnologica, incardinata sulla tradizionale dicotomia competenze – saper fare. Nelle politiche attive l’obiettivo principale è poi la riconversione di conoscenze, l’adattamento o la creazione di capacità. La formazione dell’individuo è rappresentata principalmente da una preparazione di base o di più alto livello, compiuta nel sistema scolastico o nel lavoro, secondo determinate tipologie. Emerge sempre più la valorizzazione della capacità professionale e dell’employability, che rinvia in qualche modo al coinvolgimento dei singoli, nella scelta dei propri percorsi, e delle imprese per la valorizzazione della personalità dei lavoratori. L’idea di questa vocazione formativa dell’impresa, su cui insistono gli ultimi sviluppi legislativi ed interpretativi nel normale rapporto di lavoro, si fa più evidente nell’apprendistato. Qui è forte il legame tra sistema formativo e mondo produttivo che si è creato fa emergere l’impresa come dispensatrice di nozioni, di base e trasversali, di crescita del cittadino-lavoratore e, nella specie, del giovane studente – funzione questa appartenente più alle strutture pubbliche. In altri termini, si richiede sempre più all’impresa di diventare “centro formativo” e, per alcuni aspetti, di affiancare (se non sostituirsi) allo Stato-apparato soprattutto nel primo tipo di apprendistato, di espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione, ed il terzo tipo di alta formazione. Lasciare al sistema delle imprese un ruolo formativo significa però rischiare che la formazione si pieghi alle esigenze di esse: il soggetto economico investirà in formazione continua ed in formazione di base, come nella crescita della persona del lavoratore, in misura (qualitativamente e quantitativamente) proporzionale alla sua ricaduta produttiva. La più recente spinta nel confermare la funzione pubblicistica del privato aumenta i dubbi sulla reale attuazione dell’elevazione professionale (ed umana) e dell’employability.
2009
Italiano
Contratto di lavoro - Apprendistato - Formazione professionale - Employability
Università degli studi di Padova
313
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Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPD-111099