Obiettivo di questo studio è identificare, attraverso l’analisi sieroproteomica, eventuali nuovi marcatori in pazienti affetti da sepsi, sepsi grave e shock settico; mettere in luce differenze nel pattern proteomico tra pazienti che sopravvivono o meno alla sepsi; cercare nel pattern proteomico eventuali cause di fallimento della terapia standard del paziente settico. Per fare ciò è stato necessario prima analizzare i pazienti secondo le caratteristiche cliniche e bioumorali, classificarli e identificare i migliori markers prognostici e indici di gravità. Si è proceduto poi ad analizzare i pattern sieroproteomici, cercando una relazione tra i dati clinici e bioumorali. L'indagine ha riguardato 61 pazienti affetti da sepsi, sepsi grave e shock settico. I dati bioumorali hanno rivelato una forte correlazione tra aumento di Procalcitonina e gravità del paziente, con buona correlazione con il SOFA score (Pearson's correlation 0,477; p=0,0001); Procalcitonina si è rivelata anche il miglior indice prognostico con p<0.026 in 6°giornata. Alterazioni della coagulazione con diminuzione di piastrine, aumento di D-dimero e variazione del PT hanno mostrato correlazioni significative con gravità e outcome non costanti però durante il periodo di osservazione. L'analisi sieroproteomica dei dati ha evidenziato nei pazienti settici una significativa alterazione nei confronti dei soggetti controllo di Platelet Activating Factor 4, Cytokine A18 precursor, di una serie di proteine della famiglia delle Apolipoproteine e di fattori del Complemento; solo Complement factor 3 è risultato essere correlato significativamente anche con la gravità del quadro clinico.
Indagine sieroproteomica in pazienti con sepsi grave e shock settico
PERSONA, PAOLO
2010
Abstract
Obiettivo di questo studio è identificare, attraverso l’analisi sieroproteomica, eventuali nuovi marcatori in pazienti affetti da sepsi, sepsi grave e shock settico; mettere in luce differenze nel pattern proteomico tra pazienti che sopravvivono o meno alla sepsi; cercare nel pattern proteomico eventuali cause di fallimento della terapia standard del paziente settico. Per fare ciò è stato necessario prima analizzare i pazienti secondo le caratteristiche cliniche e bioumorali, classificarli e identificare i migliori markers prognostici e indici di gravità. Si è proceduto poi ad analizzare i pattern sieroproteomici, cercando una relazione tra i dati clinici e bioumorali. L'indagine ha riguardato 61 pazienti affetti da sepsi, sepsi grave e shock settico. I dati bioumorali hanno rivelato una forte correlazione tra aumento di Procalcitonina e gravità del paziente, con buona correlazione con il SOFA score (Pearson's correlation 0,477; p=0,0001); Procalcitonina si è rivelata anche il miglior indice prognostico con p<0.026 in 6°giornata. Alterazioni della coagulazione con diminuzione di piastrine, aumento di D-dimero e variazione del PT hanno mostrato correlazioni significative con gravità e outcome non costanti però durante il periodo di osservazione. L'analisi sieroproteomica dei dati ha evidenziato nei pazienti settici una significativa alterazione nei confronti dei soggetti controllo di Platelet Activating Factor 4, Cytokine A18 precursor, di una serie di proteine della famiglia delle Apolipoproteine e di fattori del Complemento; solo Complement factor 3 è risultato essere correlato significativamente anche con la gravità del quadro clinico.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/111127
URN:NBN:IT:UNIPD-111127