La malattia linfoproliferativa dei linfociti granulati (LDGL) è una malattia rara caratterizzata da una linfocitosi cronica dei linfociti granulati (GL). Da un punto di vista immunologico, si distinguono due forme di LDGL, la T-LDGL, caratterizzata dalla proliferazione di GL CD3+ CD16+, e la NK-LDGL caratterizzata dalla proliferazione di GL CD3- CD16+. L’eziopatogenesi della LDGL rimane attualmente materia di dibattito. Per quanto riguarda la NK-LDGL, un primo oggetto di studio sono stati i Killer Immunoglobulin-like Receptor (KIR). Tramite PCR su DNA, abbiamo rilevato nei pazienti un’aumentata presenza di geni KIR attivatori rispetto ai controlli sani e la presenza di genotipi KIR caratteristici dei pazienti. I risultati ottenuti hanno evidenziato nei pazienti una predisposizione genica alla malattia. In linea con questo risultato, i nostri dati preliminari indicavano la tendenza dei pazienti ad esprimere il recettore attivatorio KIR3DS1 rispetto al corrispondente inibitorio KIR3DL1. Abbiamo quindi indagato se il principale meccanismo epigenetico dell’espressione genica, la metilazione, fosse responsabile dello sbilanciamento a favore dell’espressione del recettore KIR3DS1 attivatore su quello inibitore 3DL1 nei GL dei pazienti. I risultati hanno rilevato un’alterazione della metilazione che risulta nella tendenza dei GL patologici a silenziare in maniera molto intensa il KIR3DL1. Nell’ambito della LDGL sostenuta dalle cellule T, abbiamo preso in esame il pathway molecolare JAK/STAT (Janus chinasi/trasduttore di segnale e attivatore di trascrizione). È riportato in letteratura che i GL dei pazienti hanno alti livelli d’espressione di STAT3 in forma attivata. L’obiettivo è stato quello di analizzare, tramite Real Time-PCR, il pattern d’espressione della proteina SOCS3, principale inibitore di STAT3. I risultati hanno indicato che la proteina SOCS3 nei GL patologici, non solo esibisce bassi livelli di mRNA, come avviene nelle cellule quiescenti dove STAT3 risulta poco espresso, ma dimostra anche di non essere in grado di aumentare i propri livelli di mRNA in risposta allo stimolo dell’IL-6, manifestando una mancanza d’efficienza dei meccanismi regolatori del pathway JAK/STAT nei pazienti. Un ultimo obiettivo di ricerca che coinvolge entrambe le forme di LDGL, si è sviluppato dal riscontro, tramite osservazione citofluorimetrica, di una peculiare over-espressione di CXCL16 sulle DC di un piccolo gruppo di pazienti, soprattutto a livello midollare. Lo scopo è stato, quindi, quello di indagare una possibile funzione di questa chemochina nella LDGL e quello di verificare il suo coinvolgimento, insieme al suo recettore CXCR6 presente sui GL, nel cross-talk tra DC e GL. I dati raccolti hanno confermato su un ampio gruppo di pazienti la elevata espressione di questa chemochina a livello midollare e la sua positiva influenza sul prevenire l’apoptosi dei GL. Inoltre, tramite osservazioni al microscopio confocale, abbiamo rilevato la sua localizzazione con CXCR6 nel sito di contatto tra DC e GL suggerendo che le DC giochino il loro ruolo chiave nella LDGL tramite CXCL16. L’insieme dei risultati prodotti durante questo progetto di ricerca sono in linea con i dati precedentemente pubblicati dal nostro gruppo e contribuiscono a definire nuovi aspetti nella comprensione della patogenesi e del decorso della LDGL.
Meccanismi patogenetici della malattia linfoproliferativa dei linfociti granulati
TERAMO, ANTONELLA
2009
Abstract
La malattia linfoproliferativa dei linfociti granulati (LDGL) è una malattia rara caratterizzata da una linfocitosi cronica dei linfociti granulati (GL). Da un punto di vista immunologico, si distinguono due forme di LDGL, la T-LDGL, caratterizzata dalla proliferazione di GL CD3+ CD16+, e la NK-LDGL caratterizzata dalla proliferazione di GL CD3- CD16+. L’eziopatogenesi della LDGL rimane attualmente materia di dibattito. Per quanto riguarda la NK-LDGL, un primo oggetto di studio sono stati i Killer Immunoglobulin-like Receptor (KIR). Tramite PCR su DNA, abbiamo rilevato nei pazienti un’aumentata presenza di geni KIR attivatori rispetto ai controlli sani e la presenza di genotipi KIR caratteristici dei pazienti. I risultati ottenuti hanno evidenziato nei pazienti una predisposizione genica alla malattia. In linea con questo risultato, i nostri dati preliminari indicavano la tendenza dei pazienti ad esprimere il recettore attivatorio KIR3DS1 rispetto al corrispondente inibitorio KIR3DL1. Abbiamo quindi indagato se il principale meccanismo epigenetico dell’espressione genica, la metilazione, fosse responsabile dello sbilanciamento a favore dell’espressione del recettore KIR3DS1 attivatore su quello inibitore 3DL1 nei GL dei pazienti. I risultati hanno rilevato un’alterazione della metilazione che risulta nella tendenza dei GL patologici a silenziare in maniera molto intensa il KIR3DL1. Nell’ambito della LDGL sostenuta dalle cellule T, abbiamo preso in esame il pathway molecolare JAK/STAT (Janus chinasi/trasduttore di segnale e attivatore di trascrizione). È riportato in letteratura che i GL dei pazienti hanno alti livelli d’espressione di STAT3 in forma attivata. L’obiettivo è stato quello di analizzare, tramite Real Time-PCR, il pattern d’espressione della proteina SOCS3, principale inibitore di STAT3. I risultati hanno indicato che la proteina SOCS3 nei GL patologici, non solo esibisce bassi livelli di mRNA, come avviene nelle cellule quiescenti dove STAT3 risulta poco espresso, ma dimostra anche di non essere in grado di aumentare i propri livelli di mRNA in risposta allo stimolo dell’IL-6, manifestando una mancanza d’efficienza dei meccanismi regolatori del pathway JAK/STAT nei pazienti. Un ultimo obiettivo di ricerca che coinvolge entrambe le forme di LDGL, si è sviluppato dal riscontro, tramite osservazione citofluorimetrica, di una peculiare over-espressione di CXCL16 sulle DC di un piccolo gruppo di pazienti, soprattutto a livello midollare. Lo scopo è stato, quindi, quello di indagare una possibile funzione di questa chemochina nella LDGL e quello di verificare il suo coinvolgimento, insieme al suo recettore CXCR6 presente sui GL, nel cross-talk tra DC e GL. I dati raccolti hanno confermato su un ampio gruppo di pazienti la elevata espressione di questa chemochina a livello midollare e la sua positiva influenza sul prevenire l’apoptosi dei GL. Inoltre, tramite osservazioni al microscopio confocale, abbiamo rilevato la sua localizzazione con CXCR6 nel sito di contatto tra DC e GL suggerendo che le DC giochino il loro ruolo chiave nella LDGL tramite CXCL16. L’insieme dei risultati prodotti durante questo progetto di ricerca sono in linea con i dati precedentemente pubblicati dal nostro gruppo e contribuiscono a definire nuovi aspetti nella comprensione della patogenesi e del decorso della LDGL.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/118339
URN:NBN:IT:UNIPD-118339