Dalla letteratura emerge come l’insonnia sia associata ad una condizione di iperattivazione generalizzata. Ciononostante solamente pochi studi si sono focalizzati sull’attività cardiovascolare nel sonno degli insonni ed in particolar modo rimane poco studiato l’addormento, ritenuto fondamentale nella comprensione del disturbo. Lo scopo dello studio è di analizzare l’attività cardiovascolare durante il sonno nell’insonnia primaria utilizzando la Cardiografia ad Impedenza e misure derivate dall’analisi della variabilità della frequenza cardiaca. Inoltre ci si propone di analizzare la prestazione cognitiva e la reattività cardiovascolare ad un compito che coinvolge l’inibizione motoria, in un gruppo di insonni confrontati con buoni dormitori. I risultati dello studio mostrano, negli insonni, un rallentamento nei tempi di risposta ai segnali di stop (SSRT), mentre l’accuratezza non sembra differire tra insonni e controlli. A livello fisiologico, gli insonni, alla sera e nel confronto tra veglia e sonno, mostravano un elevata contrattilità miocardica (maggiore frequenza cardiaca e minore tempo di eiezione ventricolare sinistra). Il periodo pre-eiettivo, un indice inversamente relato all’attività simpatica beta-adrenergica, era inferiore negli insonni in tutte le condizioni sperimentali. In aggiunta, gli indici derivati dalla variabilità della frequenza cardiaca hanno evidenziato negli insonni un incremento del coinvolgimento parasimpatico in veglia. Questi risultati suggeriscono come negli insonni sia necessaria un importante influenza vagale per permettere l’addormentamento, possibilmente per contrastare l’iperattivazione simpatica. In aggiunta, questi risultati suggeriscono un deficit nel controllo dell’inibizione motoria negli insonni che contemporaneamente esibiscono degli elevate livelli di arousal cardiovascolare durante l’esecuzione del compito. I risultati supportano l’ipotesi eziologica di una iperattivazione psicofisiologica alla base del disturbo. Inoltre, gli elevati indici di contrattilità negli insonni, suggeriscono un associazione tra insonnia e rischio cardiovascolare.
Cardiovascular Hyperarousal and Primary Insomnia
DE ZAMBOTTI, MASSIMILIANO
2011
Abstract
Dalla letteratura emerge come l’insonnia sia associata ad una condizione di iperattivazione generalizzata. Ciononostante solamente pochi studi si sono focalizzati sull’attività cardiovascolare nel sonno degli insonni ed in particolar modo rimane poco studiato l’addormento, ritenuto fondamentale nella comprensione del disturbo. Lo scopo dello studio è di analizzare l’attività cardiovascolare durante il sonno nell’insonnia primaria utilizzando la Cardiografia ad Impedenza e misure derivate dall’analisi della variabilità della frequenza cardiaca. Inoltre ci si propone di analizzare la prestazione cognitiva e la reattività cardiovascolare ad un compito che coinvolge l’inibizione motoria, in un gruppo di insonni confrontati con buoni dormitori. I risultati dello studio mostrano, negli insonni, un rallentamento nei tempi di risposta ai segnali di stop (SSRT), mentre l’accuratezza non sembra differire tra insonni e controlli. A livello fisiologico, gli insonni, alla sera e nel confronto tra veglia e sonno, mostravano un elevata contrattilità miocardica (maggiore frequenza cardiaca e minore tempo di eiezione ventricolare sinistra). Il periodo pre-eiettivo, un indice inversamente relato all’attività simpatica beta-adrenergica, era inferiore negli insonni in tutte le condizioni sperimentali. In aggiunta, gli indici derivati dalla variabilità della frequenza cardiaca hanno evidenziato negli insonni un incremento del coinvolgimento parasimpatico in veglia. Questi risultati suggeriscono come negli insonni sia necessaria un importante influenza vagale per permettere l’addormentamento, possibilmente per contrastare l’iperattivazione simpatica. In aggiunta, questi risultati suggeriscono un deficit nel controllo dell’inibizione motoria negli insonni che contemporaneamente esibiscono degli elevate livelli di arousal cardiovascolare durante l’esecuzione del compito. I risultati supportano l’ipotesi eziologica di una iperattivazione psicofisiologica alla base del disturbo. Inoltre, gli elevati indici di contrattilità negli insonni, suggeriscono un associazione tra insonnia e rischio cardiovascolare.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/118370
URN:NBN:IT:UNIPD-118370