Con l'introduzione del mercato libero dell'energia faccia affari in Italia, nuove strategie di gestione di centrali e di sistemi di produzione di energia elettrica sono state applicate: il funzionamento fortemente irregolare e discontinuo delle centrali elettriche è stato richiesto per incontrare la richiesta degli utenti e produrre l'energia principalmente durante le ore di picco, quando il prezzo dell’elettricità è più alto. Sempre più spesso questa strategia è stata chiesta alle centrali elettriche, anche a quelle progettate per il funzionamento a carico base, come i grandi (vecchi) impianti elettrici a vapore. Questo modo di funzionare determina dei profitti maggiori nel breve periodo, ma tende a causare la riduzione della vita dei componenti più critici, a causa della danno da creep e da fatica termo-meccanica. Nel lungo periodo quindi si possono verificare perdite di profitto per gli extra-costi associati alla manutenzione non pianificata e la mancata produzione della centrale quando si verifica una rottura inattesa. In questo lavoro si presenta una procedura basata sui modelli di rottura a creep e a fatica termomeccanica per valutare la vita residua delle apparecchiature più critiche delle centrali elettriche a vapore, con particolare attenzione al surriscaldatore di alta temperatura. Gli effetti della variazione rapida e frequente sia della temperatura che della pressione in questo componente saranno valutate anche in termini economici. Inoltre saranno considerati anche gli effetti della saldatura, della corrosione e dell’erosione esterna. Infatti, in molte altri componenti della caldaia, la loro presenza accelera le conseguenza dei danni da creep e fatica. La procedura qui presentata predice la vita rimanente dei componenti più critici sulla base dei dati storici e dei parametri di funzionamento. Essa permette anche di prevedere diverse strategie future per gestire le centrali e di valutarne le conseguenze economiche e la vita rimanente dei componenti. Per questo è stata presentata un’analisi economica con il confronto tra due tipi di gestioni diverse in un arco temporale di 20 anni. Questa procedura risulta quindi utile per verificare in tempo reale le condizioni operative di uno dei componenti più critici delle centrali termoelettriche e per garantire un funzionamento al massimo del rendimento anche in condizioni di fuori progetto.
Studio dell'influenza della storia di carico sulla vita residua dei dispositivi degli impianti termoelettrici per l'ottimizzazione della gestione.
E., Lo Casto
2010
Abstract
Con l'introduzione del mercato libero dell'energia faccia affari in Italia, nuove strategie di gestione di centrali e di sistemi di produzione di energia elettrica sono state applicate: il funzionamento fortemente irregolare e discontinuo delle centrali elettriche è stato richiesto per incontrare la richiesta degli utenti e produrre l'energia principalmente durante le ore di picco, quando il prezzo dell’elettricità è più alto. Sempre più spesso questa strategia è stata chiesta alle centrali elettriche, anche a quelle progettate per il funzionamento a carico base, come i grandi (vecchi) impianti elettrici a vapore. Questo modo di funzionare determina dei profitti maggiori nel breve periodo, ma tende a causare la riduzione della vita dei componenti più critici, a causa della danno da creep e da fatica termo-meccanica. Nel lungo periodo quindi si possono verificare perdite di profitto per gli extra-costi associati alla manutenzione non pianificata e la mancata produzione della centrale quando si verifica una rottura inattesa. In questo lavoro si presenta una procedura basata sui modelli di rottura a creep e a fatica termomeccanica per valutare la vita residua delle apparecchiature più critiche delle centrali elettriche a vapore, con particolare attenzione al surriscaldatore di alta temperatura. Gli effetti della variazione rapida e frequente sia della temperatura che della pressione in questo componente saranno valutate anche in termini economici. Inoltre saranno considerati anche gli effetti della saldatura, della corrosione e dell’erosione esterna. Infatti, in molte altri componenti della caldaia, la loro presenza accelera le conseguenza dei danni da creep e fatica. La procedura qui presentata predice la vita rimanente dei componenti più critici sulla base dei dati storici e dei parametri di funzionamento. Essa permette anche di prevedere diverse strategie future per gestire le centrali e di valutarne le conseguenze economiche e la vita rimanente dei componenti. Per questo è stata presentata un’analisi economica con il confronto tra due tipi di gestioni diverse in un arco temporale di 20 anni. Questa procedura risulta quindi utile per verificare in tempo reale le condizioni operative di uno dei componenti più critici delle centrali termoelettriche e per garantire un funzionamento al massimo del rendimento anche in condizioni di fuori progetto.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/119521
URN:NBN:IT:UNIPD-119521