La ricerca nasce all’interno dell’attuale diffuso interesse per le infrastrutture, fino a qualche decennio fa ritenute solo opere ingegneristiche necessarie per rendere abitabile il territorio. Opere queste che costituiscono gli aspetti primari dei sistemi insediativi e, sebbene non sempre progettate con una reale intenzionalità estetica, hanno in molti casi realizzato un significativo rapporto con il territorio. L’interesse è originato anche dalla definizione estensiva di paesaggio data dalla Convenzione Europea del 2001 che recita «Il paesaggio designa una determinata parte del territorio, così come è percepita dalla popolazione il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni». Sostruzioni, argini, canali, ponti, porti, autostrade, impianti eolici e fotovoltaici, costruiti per assicurare l’agibilità del supporto naturale, il suo sfruttamento e la sua trasformazione a luogo ospitale, sono una sorta di scrittura terrestre, di geografia artificiale, in grado di creare “nuovi paesaggi” che la sensibilità estetica contemporanea è in grado di apprezzare riconoscendo l’artificiale non più come una effrazione negativa della natura.
Morfologia e infrastrutturazione del territorio. Il paesaggio delle dighe silane e del Canton du Valais
Clara Francesca, SORRENTINO
2015
Abstract
La ricerca nasce all’interno dell’attuale diffuso interesse per le infrastrutture, fino a qualche decennio fa ritenute solo opere ingegneristiche necessarie per rendere abitabile il territorio. Opere queste che costituiscono gli aspetti primari dei sistemi insediativi e, sebbene non sempre progettate con una reale intenzionalità estetica, hanno in molti casi realizzato un significativo rapporto con il territorio. L’interesse è originato anche dalla definizione estensiva di paesaggio data dalla Convenzione Europea del 2001 che recita «Il paesaggio designa una determinata parte del territorio, così come è percepita dalla popolazione il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni». Sostruzioni, argini, canali, ponti, porti, autostrade, impianti eolici e fotovoltaici, costruiti per assicurare l’agibilità del supporto naturale, il suo sfruttamento e la sua trasformazione a luogo ospitale, sono una sorta di scrittura terrestre, di geografia artificiale, in grado di creare “nuovi paesaggi” che la sensibilità estetica contemporanea è in grado di apprezzare riconoscendo l’artificiale non più come una effrazione negativa della natura.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/119881
URN:NBN:IT:UNIRC-119881