Il periodo che va dalla pubblicazione della Storia dell'arte nell'antichità di Winckelmann (1764) all'indipendenza greca (1830) costituisce una fase particolarmente feconda per la riscoperta della Grecia e del suo patrimonio da parte del mondo occidentale. In che modo si è proceduto all'esplorazione del paese, alla sua illustrazione nelle pubblicazioni e alla ricerca di antichità ? Questa tesi mira a rispondere a queste domande analizzando le imprese del pittore francese Louis François Sébastien Fauvel (1753-1838) che trascorse più di cinquant'anni in Oriente. I manoscritti di questo poliedrico personaggio contengono numerose informazioni sui suoi numerosi scavi e sulle sue ricerche e più di duemila disegni, che vanno dalle vedute pittoresche alla cartografia e agli studi architettonici. L'analisi di questa documentazione essenzialmente inedita permette di contestualizzare l'opera e le idee di Fauvel rispetto ai suoi contemporanei e predecessori. Si tratta di evidenziare il suo contributo all'archeologia nascente e alla riscoperta dell'arte greca in Francia in questa fase di transizione che segna il passaggio dall'antiquaria all'affermazione dell'archeologia come disciplina scientifica. La seconda parte di questo lavoro è incentrata sulla storia del collezionismo e analizza in particolare le relazioni di Fauvel e la sua partecipazione alla costituzione delle grandi collezioni pubbliche e private di antichità in Europa. La ricerca ha inoltre permesso di riattribuire a Fauvel alcuni pezzi importanti il cui contesto di rinvenimento era stato dimenticato.
L. F. S. FAUVEL (1753-1838). LES DECOUVERTES D'ANTIQUITES EN GRECE A LA FIN DU XVIIIe ET AU DEBUT DU XIXe SIECLE
Alessia, ZAMBON
2009
Abstract
Il periodo che va dalla pubblicazione della Storia dell'arte nell'antichità di Winckelmann (1764) all'indipendenza greca (1830) costituisce una fase particolarmente feconda per la riscoperta della Grecia e del suo patrimonio da parte del mondo occidentale. In che modo si è proceduto all'esplorazione del paese, alla sua illustrazione nelle pubblicazioni e alla ricerca di antichità ? Questa tesi mira a rispondere a queste domande analizzando le imprese del pittore francese Louis François Sébastien Fauvel (1753-1838) che trascorse più di cinquant'anni in Oriente. I manoscritti di questo poliedrico personaggio contengono numerose informazioni sui suoi numerosi scavi e sulle sue ricerche e più di duemila disegni, che vanno dalle vedute pittoresche alla cartografia e agli studi architettonici. L'analisi di questa documentazione essenzialmente inedita permette di contestualizzare l'opera e le idee di Fauvel rispetto ai suoi contemporanei e predecessori. Si tratta di evidenziare il suo contributo all'archeologia nascente e alla riscoperta dell'arte greca in Francia in questa fase di transizione che segna il passaggio dall'antiquaria all'affermazione dell'archeologia come disciplina scientifica. La seconda parte di questo lavoro è incentrata sulla storia del collezionismo e analizza in particolare le relazioni di Fauvel e la sua partecipazione alla costituzione delle grandi collezioni pubbliche e private di antichità in Europa. La ricerca ha inoltre permesso di riattribuire a Fauvel alcuni pezzi importanti il cui contesto di rinvenimento era stato dimenticato.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/120586
URN:NBN:IT:UNIPD-120586