Lo scopo di questa ricerca consiste nel mostrare la rilevanza della nozione di ‘scetticismo’ per la filosofia dell’arte contemporanea. A partire dal Modernismo, infatti, l’arte è tormentata da una sfiducia nelle convenzioni tradizionali e dall’instabilità dei criteri che regolano l’appartenenza di un oggetto alla categoria di ‘arte’. Alla nozione di ‘scetticismo’ sarà affiancato il concetto di ‘espressione’: se l’arte affronta una forma di scetticismo, allora l’enfasi sull’espressione personale di artisti e pubblico conduce a una soluzione al problema scettico. La dissertazione è suddivisa in due parti: La prima parte, intitolata ‘Cavell, la filosofia e lo scetticismo’, è una lunga Ouverture. Sono introdotti a coppie, con un costante riferimento alle filosofie di Wittgenstein e Cavell, tutti i temi più importanti della dissertazione: moderno e tradizionale, stile e metodo, scetticismo e ordinario, scetticismo verso le altre menti (scetticismo ed espressione). La seconda parte, dal titolo ‘Filosofia dell’arte e Modernismo’, isola una linea di pensiero composta dagli scritti di Tolstoj, Wittgenstein e Cavell. I tre pensatori applicano all’arte le nozioni analizzate dalla parte precedente. Tolstoj, Wittgenstein e Cavell sono accomunati dalla consapevolezza di una frattura nella relazione tra l’arte contemporanea e la tradizione – una frattura che sarà facile riconoscere come lo scetticismo in arte – e dall’individuazione di una soluzione simile. In particolare, sarà la nozione di ‘espressione’ a sciogliere il problema scettico. La prima parte è propedeutica alla seconda perché contiene l’esposizione preliminare dei temi e delle nozioni da applicare all’arte. La seconda parte è, invece, analogica alla prima: lo scetticismo in arte, infatti, presenta una profonda analogia con lo scetticismo verso le altre menti. Tale analogia è esplicitata nella conclusione con un fugace riferimento ai tentativi di definire l’arte.
Scetticismo ed espressione nella filosofia dell'arte
Davide, Quattrocchi
2012
Abstract
Lo scopo di questa ricerca consiste nel mostrare la rilevanza della nozione di ‘scetticismo’ per la filosofia dell’arte contemporanea. A partire dal Modernismo, infatti, l’arte è tormentata da una sfiducia nelle convenzioni tradizionali e dall’instabilità dei criteri che regolano l’appartenenza di un oggetto alla categoria di ‘arte’. Alla nozione di ‘scetticismo’ sarà affiancato il concetto di ‘espressione’: se l’arte affronta una forma di scetticismo, allora l’enfasi sull’espressione personale di artisti e pubblico conduce a una soluzione al problema scettico. La dissertazione è suddivisa in due parti: La prima parte, intitolata ‘Cavell, la filosofia e lo scetticismo’, è una lunga Ouverture. Sono introdotti a coppie, con un costante riferimento alle filosofie di Wittgenstein e Cavell, tutti i temi più importanti della dissertazione: moderno e tradizionale, stile e metodo, scetticismo e ordinario, scetticismo verso le altre menti (scetticismo ed espressione). La seconda parte, dal titolo ‘Filosofia dell’arte e Modernismo’, isola una linea di pensiero composta dagli scritti di Tolstoj, Wittgenstein e Cavell. I tre pensatori applicano all’arte le nozioni analizzate dalla parte precedente. Tolstoj, Wittgenstein e Cavell sono accomunati dalla consapevolezza di una frattura nella relazione tra l’arte contemporanea e la tradizione – una frattura che sarà facile riconoscere come lo scetticismo in arte – e dall’individuazione di una soluzione simile. In particolare, sarà la nozione di ‘espressione’ a sciogliere il problema scettico. La prima parte è propedeutica alla seconda perché contiene l’esposizione preliminare dei temi e delle nozioni da applicare all’arte. La seconda parte è, invece, analogica alla prima: lo scetticismo in arte, infatti, presenta una profonda analogia con lo scetticismo verso le altre menti. Tale analogia è esplicitata nella conclusione con un fugace riferimento ai tentativi di definire l’arte.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/121102
URN:NBN:IT:UNIPD-121102