La tesi di dottorato verte essenzialmente sul volgarizzamento delle Metamorfosi ovidiane, realizzato da Niccolò degli Agostini e pubblicato nel 1522 a Venezia: Tutti li libri de Ovidio Metamorphoseos tradutti dal litteral in verso vulgar con le sue Allegorie in prosa. Lo studio dell’opera ha richiesto una complessa metodologia di approccio non solo a livello filologico, ma anche comparatistico e plurilinguistico. Probabilmente l’opera di degli Agostini è una riscrittura dell’Ovidio Metamorphoseos vulgare di Giovanni Bonsignori, realizzato tra il 1375 e il 1377: in difficoltà per la scarsa conoscenza del latino, degli Agostini avrebbe effettuato una parafrasi del precedente testo volgare, discostandosi e / o manipolando i versi ovidiani. Da un puntuale confronto con l’edizione critica della traduzione del Bonsignori è stato possibile individuare non solo quanto e in che modo degli Agostini l’abbia tenuta presente, ma anche quanto e in che modo lo stesso Bonsignori si sia avvicinato al lavoro espositivo delle Metamorfosi compiuto da Giovanni del Virgilio che a sua volta si era rifatto ad Arnolfo d’Orléans, precursore, fin dal 1175, della storia e della fortuna dei commenti e dei volgarizzamenti dell’opera ovidiana. [a cura dell'autore]

Niccolò Degli Agostini traduttore in “verso vulgar”delle Metamorfosi ovidiane

2014

Abstract

La tesi di dottorato verte essenzialmente sul volgarizzamento delle Metamorfosi ovidiane, realizzato da Niccolò degli Agostini e pubblicato nel 1522 a Venezia: Tutti li libri de Ovidio Metamorphoseos tradutti dal litteral in verso vulgar con le sue Allegorie in prosa. Lo studio dell’opera ha richiesto una complessa metodologia di approccio non solo a livello filologico, ma anche comparatistico e plurilinguistico. Probabilmente l’opera di degli Agostini è una riscrittura dell’Ovidio Metamorphoseos vulgare di Giovanni Bonsignori, realizzato tra il 1375 e il 1377: in difficoltà per la scarsa conoscenza del latino, degli Agostini avrebbe effettuato una parafrasi del precedente testo volgare, discostandosi e / o manipolando i versi ovidiani. Da un puntuale confronto con l’edizione critica della traduzione del Bonsignori è stato possibile individuare non solo quanto e in che modo degli Agostini l’abbia tenuta presente, ma anche quanto e in che modo lo stesso Bonsignori si sia avvicinato al lavoro espositivo delle Metamorfosi compiuto da Giovanni del Virgilio che a sua volta si era rifatto ad Arnolfo d’Orléans, precursore, fin dal 1175, della storia e della fortuna dei commenti e dei volgarizzamenti dell’opera ovidiana. [a cura dell'autore]
23-lug-2014
Italiano
Degli Agostini, Niccolò
Ovidio - Metamorfosi
Martelli, Sebastiano
Granese, Alberto
Ariemma, Enrico
Università degli Studi di Salerno
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/138814
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNISA-138814