Nonostante le forti motivazioni religiose e pastorali, il De Natura Boni contra Manichaeos è un’opera altamente filosofica, in cui si raggiungono nuove e inimmaginate vette nella discussione relativa alla problematica Bene-Male. Il Bene è ancora dimostrato come fattore assoluto; il Male è sempre indicato come inesistente sul piano ontologico, ma, ed è questa la vera novità, entrambi i concetti vengono ripresi e scandagliati sul piano cosmologico. Del primo se ne dimostrerà l’esistenza, dell’altro l’inesistenza, non utilizzando più solo ed esclusivamente le argomentazioni abituali, ma coinvolgendo i due aspetti nell’economia del creato (anche materialmente inteso), della natura nelle sue differenti manifestazioni: dal cosmo astronomicamente considerabile, all’umanità nella sua grandiosa spiritualità, ma anche nella sua miseria carnale. In queste cose risiede la novità del De Natura Boni contra Manichaeos: i concetti di Dio, di Libero Arbitrio della Volontà, peccato, pena e, specialmente, quello di materia, assumono, in questa sede, un significato nuovo o sono presentati sotto una luce che ne fa risaltare caratteristiche inedite o, fino ad ora, quanto meno poco considerate anche dallo stesso filosofo. La metafisica del De Natura Boni va incontro alla fisica terrestre per giustificare il Bene negando il Male, a partire anche dagli elementi più insignificanti del creato concreto. Il tutto miscelato alla sua azione di sacerdote, all’impulso missionario, alla misericordia che, ad ogni modo, mise in campo. Una nuova teoresi, quindi, che non esclude la considerazione del Male sotto il profilo ontologico, ma lo completa introducendo l’analisi dell’elemento dinamico in cui è l’azione il vero fattore agente (quindi cosmico), che va a marcare la differenza tra ciò che è buono e ciò che non lo è; è nella considerazione della “destinazione d’uso” e le sue variabili, che si individua il divario tra il positivo e il negativo. [a cura dell'autore]

Momenti e problemi di neoplatonismo nel pensiero di Aurelio Agostino: Il De Natura Boni contra Manichaeos

2013

Abstract

Nonostante le forti motivazioni religiose e pastorali, il De Natura Boni contra Manichaeos è un’opera altamente filosofica, in cui si raggiungono nuove e inimmaginate vette nella discussione relativa alla problematica Bene-Male. Il Bene è ancora dimostrato come fattore assoluto; il Male è sempre indicato come inesistente sul piano ontologico, ma, ed è questa la vera novità, entrambi i concetti vengono ripresi e scandagliati sul piano cosmologico. Del primo se ne dimostrerà l’esistenza, dell’altro l’inesistenza, non utilizzando più solo ed esclusivamente le argomentazioni abituali, ma coinvolgendo i due aspetti nell’economia del creato (anche materialmente inteso), della natura nelle sue differenti manifestazioni: dal cosmo astronomicamente considerabile, all’umanità nella sua grandiosa spiritualità, ma anche nella sua miseria carnale. In queste cose risiede la novità del De Natura Boni contra Manichaeos: i concetti di Dio, di Libero Arbitrio della Volontà, peccato, pena e, specialmente, quello di materia, assumono, in questa sede, un significato nuovo o sono presentati sotto una luce che ne fa risaltare caratteristiche inedite o, fino ad ora, quanto meno poco considerate anche dallo stesso filosofo. La metafisica del De Natura Boni va incontro alla fisica terrestre per giustificare il Bene negando il Male, a partire anche dagli elementi più insignificanti del creato concreto. Il tutto miscelato alla sua azione di sacerdote, all’impulso missionario, alla misericordia che, ad ogni modo, mise in campo. Una nuova teoresi, quindi, che non esclude la considerazione del Male sotto il profilo ontologico, ma lo completa introducendo l’analisi dell’elemento dinamico in cui è l’azione il vero fattore agente (quindi cosmico), che va a marcare la differenza tra ciò che è buono e ciò che non lo è; è nella considerazione della “destinazione d’uso” e le sue variabili, che si individua il divario tra il positivo e il negativo. [a cura dell'autore]
27-mar-2013
Italiano
D'Onofrio, Giulio
D'Onofrio, Giulio
Sangermano, Gerardo
Università degli Studi di Salerno
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/140977
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNISA-140977