Le infezioni correlate all'assistenza sanitaria (ICA) sono una sfida a livello mondiale, un rischio per la salute pubblica e un onere economico. Le nostre attività di ricerca si concentrano principalmente su due progetti volti a prevenirle riducendo la trasmissione batterica attraverso la rete idrica e le superfici high-touch (HTS). Primo progetto Comunità microbiche variegate, comprendenti patogeni opportunisti come Legionella spp e micobatteri non tubercolari, sopravvivono e crescono nei sistemi idrici con particolare rischio per i pazienti immunocompromessi. Molti trattamenti sono adottati per il controllo di patogeni opportunistici nelle reti idriche ospedaliere. Nel nostro ospedale, tre biocidi (monoclorammina, biossido di cloro e perossido di idrogeno) sono in uso da anni per testarne l’efficacia nel controllo della contaminazione da Legionella spp, ma per la nostra esperienza, ogni metodo ha dei limiti e potrebbe determinare modifiche nella comunità batterica. Risulta importante studiare l'intero microbioma di tali sistemi con Next Generation Sequencing (NGS) e strumenti bioinformatici, che consentono di rilevare i membri coltivabili e non delle comunità microbiche. L'obiettivo è verificare se queste tecnologie possano essere applicate in sanità pubblica. Nello studio pilota, abbiamo utilizzato NGS per valutare i cambiamenti del microbioma lungo il percorso dell'acqua termale e durante il processo di maturazione dei fanghi in una spa. Nella fase successiva, abbiamo impiegato le tecnologie NGS per studiare l'impatto dei tre biocidi sulla comunità microbica dell'acqua trattata. Campioni di acqua fredda in ingresso e di acqua calda raccolti dai ricircoli e da punti distali delle tre reti trattate e di una non trattata sono stati analizzati per: - conta batterica totale a 36 ° C e Legionella spp con metodi colturali; - caratterizzazione del microbioma con NGS in collaborazione con l'Università "Foro Italico", Roma. Nell’acqua fredda in ingresso, Proteobacteria e Bacteroidetes erano i phyla predominanti e Burkholderia, Sediminibacterium, Gallionella e Bradyrhizobium erano i generi più comuni. I tre biocidi hanno mostrato un impatto diverso sui profili batterici, in particolare il Bradyrhizobium prevaleva nelle reti con perossido di idrogeno e biossido di cloro, Mycobacterium con il perossido di idrogeno, Gallionella con la monoclorammina e Blastomonas con il biossido di cloro. In tutti i campioni, Legionella e Pseudomonas spp erano <1% sul totale dei generi identificati. I nostri risultati forniscono nuove informazioni per la valutazione dei rischi e dei benefici delle diverse strategie di disinfezione. Secondo progetto Le strategie per prevenire le ICA includono l’igiene delle mani, l'uso di disinfettanti e la pulizia delle HTS. Questi metodi sono insufficienti per evitare la contaminazione batterica, quindi sono necessari nuovi approcci basati su rivestimenti antimicrobici. Diverse tecnologie sono sul mercato, ma la loro applicabilità appare limitata, perciò ulteriori materiali sono in via di sviluppo. Lo scopo del progetto è realizzare nanomateriali antimicrobici per rivestire HTS e verificarne l'efficacia nel ridurre la contaminazione batterica in ospedale, in collaborazione con CNR, Napoli e INAIL, Roma. Rivestimenti di nanoparticelle metalliche su substrati di polipropilene sono in via di sviluppo e testati attraverso esperimenti in vitro. Questi rivestimenti hanno presentato un effetto antibatterico soddisfacente sulla crescita di E. coli e S. aureus. Inoltre, abbiamo monitorato le HTS con metodi di bioluminescenza e colturali. Il telecomando delle luci, le sponde del letto, il telecomando di controllo del letto, la maniglia della porta del bagno erano le superfici più contaminate e il reparto di Geriatria era il più contaminato.
Tecnologie avanzate per la prevenzione delle infezioni associate all’assistenza sanitaria: applicazione in strutture ospedaliere e termali
2019
Abstract
Le infezioni correlate all'assistenza sanitaria (ICA) sono una sfida a livello mondiale, un rischio per la salute pubblica e un onere economico. Le nostre attività di ricerca si concentrano principalmente su due progetti volti a prevenirle riducendo la trasmissione batterica attraverso la rete idrica e le superfici high-touch (HTS). Primo progetto Comunità microbiche variegate, comprendenti patogeni opportunisti come Legionella spp e micobatteri non tubercolari, sopravvivono e crescono nei sistemi idrici con particolare rischio per i pazienti immunocompromessi. Molti trattamenti sono adottati per il controllo di patogeni opportunistici nelle reti idriche ospedaliere. Nel nostro ospedale, tre biocidi (monoclorammina, biossido di cloro e perossido di idrogeno) sono in uso da anni per testarne l’efficacia nel controllo della contaminazione da Legionella spp, ma per la nostra esperienza, ogni metodo ha dei limiti e potrebbe determinare modifiche nella comunità batterica. Risulta importante studiare l'intero microbioma di tali sistemi con Next Generation Sequencing (NGS) e strumenti bioinformatici, che consentono di rilevare i membri coltivabili e non delle comunità microbiche. L'obiettivo è verificare se queste tecnologie possano essere applicate in sanità pubblica. Nello studio pilota, abbiamo utilizzato NGS per valutare i cambiamenti del microbioma lungo il percorso dell'acqua termale e durante il processo di maturazione dei fanghi in una spa. Nella fase successiva, abbiamo impiegato le tecnologie NGS per studiare l'impatto dei tre biocidi sulla comunità microbica dell'acqua trattata. Campioni di acqua fredda in ingresso e di acqua calda raccolti dai ricircoli e da punti distali delle tre reti trattate e di una non trattata sono stati analizzati per: - conta batterica totale a 36 ° C e Legionella spp con metodi colturali; - caratterizzazione del microbioma con NGS in collaborazione con l'Università "Foro Italico", Roma. Nell’acqua fredda in ingresso, Proteobacteria e Bacteroidetes erano i phyla predominanti e Burkholderia, Sediminibacterium, Gallionella e Bradyrhizobium erano i generi più comuni. I tre biocidi hanno mostrato un impatto diverso sui profili batterici, in particolare il Bradyrhizobium prevaleva nelle reti con perossido di idrogeno e biossido di cloro, Mycobacterium con il perossido di idrogeno, Gallionella con la monoclorammina e Blastomonas con il biossido di cloro. In tutti i campioni, Legionella e Pseudomonas spp erano <1% sul totale dei generi identificati. I nostri risultati forniscono nuove informazioni per la valutazione dei rischi e dei benefici delle diverse strategie di disinfezione. Secondo progetto Le strategie per prevenire le ICA includono l’igiene delle mani, l'uso di disinfettanti e la pulizia delle HTS. Questi metodi sono insufficienti per evitare la contaminazione batterica, quindi sono necessari nuovi approcci basati su rivestimenti antimicrobici. Diverse tecnologie sono sul mercato, ma la loro applicabilità appare limitata, perciò ulteriori materiali sono in via di sviluppo. Lo scopo del progetto è realizzare nanomateriali antimicrobici per rivestire HTS e verificarne l'efficacia nel ridurre la contaminazione batterica in ospedale, in collaborazione con CNR, Napoli e INAIL, Roma. Rivestimenti di nanoparticelle metalliche su substrati di polipropilene sono in via di sviluppo e testati attraverso esperimenti in vitro. Questi rivestimenti hanno presentato un effetto antibatterico soddisfacente sulla crescita di E. coli e S. aureus. Inoltre, abbiamo monitorato le HTS con metodi di bioluminescenza e colturali. Il telecomando delle luci, le sponde del letto, il telecomando di controllo del letto, la maniglia della porta del bagno erano le superfici più contaminate e il reparto di Geriatria era il più contaminato.File | Dimensione | Formato | |
---|---|---|---|
Paduano_S_tesiPhD.pdf
Open Access dal 22/03/2022
Tipologia:
Altro materiale allegato
Dimensione
3.61 MB
Formato
Adobe PDF
|
3.61 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/141074
URN:NBN:IT:UNIMORE-141074